La Grande Scommessa: Ryan Gosling e Christian Bale gambler a Wall Street, la recensione

Ryan Gosling e Steve Carell nel film
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Arriva nelle sale "La Grande Scommessa", la brillante commedia che racconta la crisi finanziaria del 2008. Ryan Gosling, Christian Bale, Steve Carell e Brad Pitt nel cast.

(di Emanuele Zambon). "L'avidità è giusta". Una delle massime dello squalo della finanza anni '80 col volto di Michael Douglas e il doppiopetto firmato Cerruti, protagonista del cult "Wall Street" di Oliver Stone. Gordon Gekko torna in auge (o forse non è mai stato demodè) e al cinema, accanto a mostri e spietati assassini, si fa strada un nuovo villain: il dio denaro. Scorsese con "The Wolf of Wall Street" ci ha mostrato il lato giullaresco e fraudolento della finanza, "Margin Call" quello più efferato e privo di scrupoli. Ora Adam McKay, con l'ottimo "La Grande Scommessa" (guarda la featurette in cui il cast presenta il film), racconta la pericolosa bolla creatasi all'interno del mercato immobiliare statunitense a metà degli anni 2000, alimentata dalla vendita scriteriata da parte dei trader di titoli subprime, pacchetti azionari contenenti spazzatura e denominati con acronimi come CDO, AAA e vattelapesca. Materiale (vero) che scotta e di cui il regista di "Anchorman" si serve con sorprendente maestria, complice un cast in gran forma in cui brillano le stelle Ryan Gosling (il furbo trader Jared Vennett), Christian Bale (Michael Burry, il manager con la sindrome di Asperger che scoprì per primo la 'bolla'), Steve Carell (il nevrotico manager Mark Baum) e Brad Pitt (Ben Rickert, l'investitore ipocondriaco in pensione).

"La Grande Scommessa" (guarda la cover del new york Magazine dedicata al film), tratto dal libro inchiesta "The Big Short - Inside the Doomsday Machine" del saggista Michael Lewis (già autore di "The Blind Side" e "Moneyball - L'arte di vincere"), racconta la sfida di 4 outsider 'illuminati' della finanza, i quali seppero in qualche modo prevedere il crack finanziario del 2008, quello del disastro Lehman Brothers e del procedimento per frode a carico dell'istituto Goldman Sachs. Vennet, Burry, Baum e Rickert, consapevoli dell'imminente crollo del mercato immobiliare, decidono di scommettere contro le banche con la creazione di un mercato di credit default swap, che consente loro di trarre ampi margini di profitto in caso di collasso del sistema. Quello di Adam McKay è un vero e proprio cinema della recessione, una fotografia spietata del fallimento della democrazia in Occidente perennemente in equilibrio tra l'ambizione da film inchiesta e i toni da commedia brillante. "La Grande Scommessa" è il perfetto punto di contatto tra il circo mainstream di "The Wolf of Wall Street" e l'intento didattico del film denuncia "Margin Call", dal momento che le spiegazioni dei tecnicismi finanziari qui si riducono a divertenti digressioni in cui compaiono una Margot Robbie nuda (mentre sorseggia champagne nella vasca da bagno) e Selena Gomez che gioca al casinò. Attraverso il camera-look di Vennett/Gosling - un espediente questo utilizzato da Oliver Hardy nelle comiche anni '30, da Scola in "C'eravamo tanto amati" e da Ray Liotta in "Quei Bravi Ragazzi" - ci viene raccontato il castello di carta su cui poggia l'etica finanziaria, oltre alla cupidigia di pochi uomini in giacca e cravatta da cui dipendono i destini di molti.

Crediti: Universal Pictures, web


3 commenti
  • Io non l'ho ancora visto ma i commenti e le recensioni che sto leggendo mi stanno facendo venire la curiosità. Presto scriverò anche il mio di commento sul film, nel frattempo vi segnalo una delle recensioni che mi è piaciuta di più: http://lifest ylemadeinitaly.it/la -grande-scommessa-tr ama-trailer-ufficial e-recensione/
  • Bella recensione, ma mi hai convinto a vederlo grazie a due semplici parole: "Margot" e "Robbie" XD