La finale di Champions League dell’indie italiano: Il racconto de L’indiece di melty

La finale di Champions League dell’indie italiano: Il racconto de L’indiece di melty
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In occasione della finale di Champions League di sabato 6 giugno, L’indiece di melty ha immaginato una divertente sfida calcistica parallela. Chi vincerà tra La Vecchia Scuola Indipendente ’90 e La Leva Cantautorale degli anni Zero?

Sabato 6 Giugno 2015: c’è chi sta aspettando questo giorno da un anno. La finale di Champions League dell’indie italiano è uno di quegli eventi capaci di catalizzare l’attenzione di un pubblico veramente trasversale: c’è chi conosce tutti i testi de I Cani a memoria, chi condivide le frasi de Lo Stato Sociale senza nemmeno conoscere il gruppo, chi rifiuta di ascoltare una band se supera i 2000 fan su Facebook. Insomma, oggi sono tutti incollati alla televisione in occasione dell’evento sportivo-musicale più importante dell’anno. Mister Agnelli per “La Vecchia Scuola Indipendente ‘90” e Mister Brunori per “La Leva Cantautorale degli anni Zero” studiano il campo con occhio severo: riusciranno a condurre la propria squadra verso la vittoria? Agnelli ha dalla sua un tridente d’attacco eccezionale: i Tre Allegri Ragazzi Morti daranno non pochi problemi alla squadra avversaria. Dario Brunori, d’altra parte, ha già preso alcune importanti contromisure: se la partita si deciderà ai rigori, non farà certo tirare Paletti. Fischio d’inizio: comincia la sfida.

La Leva cantautoriale inizia subito all’attacco con un Tommaso Paradiso dei Thegiornalisti in forma smagliante: supera addirittura la difesa dei Linea 77, è solo davanti al portiere, tira…ma è un clamoroso fuoricampo che regala al Magnolia Stadium dieci minuti di pausa, nell’attesa di recuperare un nuovo pallone. Ad attaccare adesso è La Vecchia Scuola con Francesco Bianconi stranamente troppo sveglio. Pare che il cantante dei Baustelle abbia un asso nella manica: la dose di MDMA rubata a Charlie la sera precedente. Bianconi sembra inarrestabile: supera con facilità Mannarino – che era arrivato già ubriaco fradicio alla partita – e si dirige minaccioso verso la porta della Leva Cantautorale. Urge una soluzione: Lodo Guenzi corre negli spogliatoi e recupera lo stesso mix esplosivo di droghe usate da Fancesco de Leo de L’officina prima di scrivere una canzone. Quando torna in campo, Lodo sembra rinato: ferma miracolosamente Bianconi, salvando il risultato del match.

Nel frattempo, Dente si è rotto a causa di uno scontro con Alberto Ferrari dei Verdena, che accusa il collega di esagerare un po’ sull’infortunio. Sembra che le condizioni del cantautore non siano gravi, ma la situazione peggiora quando viene a sapere che il primo soccorso sul campo è affidato al Management del Dolore Post Operatorio. La sfida ormai è agli sgoccioli e il risultato è ancora fermo su un noioso 0 a 0, anche a causa di una serie di inspiegabili infortuni da parte di entrambi gli schieramenti: Bugo s’è rotto i coglioni, Federico Fiumani c’ha problemi col diaframma e Galoni si è tagliato l’anulare con un foglio A4 di Fabriano. L’arbitro Collini non ce la fa più: fischia la fine con tre minuti di anticipo e manda tutti negli spogliatoi, piuttosto scontenti per l’andazzo del match. Il più pensieroso, naturalmente, è Vasco Brondi, che aveva il compito di trovare lo sponsor per la partita. Il pubblico avrà notato quella gigantesca scritta Coop sulle magliette dei colleghi?

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Crediti: web