L’Abbiamo fatta grossa, Carlo Verdone: “Tra Woody Allen e Pasolini, vi racconto il mio ultimo film"

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Carlo Verdone, Antonio Albanese e il produttore Aurelio De Laurentiis presentano alla stampa l’ultimo film del comico romano “L’abbiamo fatta grossa”, scopri di più su melty!

(a cura di Thomas Cardinali) - Carlo Verdone e Antonio Albanese hanno titolato il loro nuovo film “L’Abbiamo fatta grossa”, e sicuramente il loro è stato un lodevole tentativo di rottura con gli ultimi film verdoniani, un ritorno al cinema con una coppia a farla da padrona e alla pari per tutto il film: “Volevo fare questo film in piena libertà, liberarmi delle tematiche, ogni tanto bisogna sterzare come ho fatto in passato passando da Perdiamoci di Vista a Viaggi di Nozze. È chiaro che partendo da un investigatore ci sia un aspetto noir nel film”, ha dichiarato il regista romano. La cosa più bella che si è creata sul set secondo Verdone è proprio un grande feeling con Antonio Albanese, percepito sin dalle prime scene: “Siamo diventati molto amici. Con lui è diverso: ci ha unito la musica, la passione per l’arte, ci siamo molto rispettati e nessuno ha tentato di scavalcare l’altro”. Poi c’è il grande elogio professionale che fa sobbalzare la stampa sulle sedie: “Antonio è il miglior attore con cui abbia lavorato”.

Antonio Albanese ha parlato del piacere di lavorare con un comico che ama da sempre: “Ho avuto un incontro professionale con Carlo in “Questione di Cuore” della Archibugi e ho lavorato bene con lui, ma soltanto per un giorno. Mi sono ritrovato in questa storia libero di fantasticare con una troupe fantastica. Con lui ogni giorno era un piacere e c’era la fiducia reciproca”. L'attore poi parla del suo futuro: “Mi piacerebbe dopo questo investimento tornare a lavorare con Carlo per sviluppare questa combinazione e questo ritmo”. E Verdone precisa: “Abbiamo già un progetto da portare sullo schermo tra due anni, ma tutto dipenderà da come andrà questo film. Con Antonio è tutto perfetto perché abbiamo la stessa identica ironia”.

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Carlo Verdone spiega com’è nata l’idea dell’investigatore privato sfigato per il film: “Non ho riferimenti. Quando non è passato un primo soggetto buono e pieno di difficoltà con tre attori in pratica nessuno era convinto. Pasquale mi ha detto di guardare nel cassetto e di rivedere gli appunti di due anni fa. Questa cosa dell’investigatore l’avevamo pensata, ma poi era rimasta lì. È un personaggio interessantissimo, in alcuni casi può essere anche un miserabile”. Anche la scelta delle location non è stata casuale: "Ho cercato di girare alcune scene in quartieri poco battuti dal cinema. Quel bar è l’unico che resta con la scritta antica e c’è un murales con Pasolini che tiene in braccio Pasolini morto. Mi piaceva omaggiare un luogo che non era mai stato filmato, poi ponte Marconi già omaggiato in “Accattone”. Mi piaceva l’architettura degli anni ’20 che ha una sua eleganza. Il quartiere castrense d’estate è bellissimo e il direttore della fotografia ha dato dei bei colpi, mostrando una Roma che torna indietro. Monteverde vecchio l’ha fatta da padrone, siamo andati anche a Centocelle per il Solarium. Poi il Nomentano e Villa Torlonia con un bellissimo teatro. Ho cercato una Roma non da cartolina, se devi girare qui devi cercare dei luoghi meno noti”.

Verdone nel suo film prova a ispirarsi, con le dovute proporzioni a Woody Allen e alle commedie francesi, ma per la prima volta scivola in un linguaggio decisamente poco raffinato il alcuni passaggi: “Probabilmente le parolacce non erano neanche scritte, mi partivano quasi in modo automatico. Forse hai ragione, due tre sono di troppo. È un’osservazione giusta, starò più attento. È vero ci stanno due o tre cazzi di troppo”, conclude facendo scoppiare a ridere la sala. Il finale mostra anche un omaggio neanche troppo velato a Eduardo De Filippo, mentre Albanese spiega cosa ne pensa di un eventuale film in cui dirigere Carlo Verdone: “Mi piacerebbe molto dirigere e sfiancare Verdone. Quando è un po’ stanco fa ridere tantissimo, già da come si muove”. Il film uscirà nelle sale in 850 copie distribuito dalla Filmauro di Luigi e Aurelio De Lauretiis, che potrebbero anche salire in base al successo.

Crediti: Thomas Cardinali, melty.it