Cécile Kyenge: La pagina Facebook che incita allo stupro

Una delle foto "esibite" sulla pagina
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“Mai nessuno che se la stupri” è l’agghiacciante pagina Facebook dedicata al Ministro per l’Integrazione Cécile Kyenge. L’iniziativa "si ispira" alle parole della leghista che alcune settimane fa scrisse un post identico sul suo profilo.

L’esercito degli anti-Kyenge è tornato all’assalto. Questa volta le sparate “random” di pesci piccoli (consiglieri locali) e pesci grossi (Il Vicepresidente del Senato Calderoli) da parte di Lega Nord e gruppetti dell'ultradestra vengono “canalizzate” nell’agghiacciante pagina Facebook intitolata “Mai nessuno che se la stupri”, liberamente ispirata al post di fuoco pubblicato tempo fa dall’esponente leghista Dolores Valandro, condannata per istigazione all’odio razziale a 13 mesi e 13 mila euro di risarcimento. L’episodio costò l’allontanamento persino ad un rappresentante di Sel, che ebbe così a commentare le parole della Valandro: “La lascerei con 20 negroni”.

Cécile Kyenge: La pagina Facebook che incita allo stupro - photo
Cécile Kyenge: La pagina Facebook che incita allo stupro - photo

La pagina social, corollario virtuale dell’ondata di astio contro le battaglie della Kyenge su Ius Soli e diritti, è tempestata di immagini xenofobe e post inviperiti nei confronti del Ministro di colore (spesso irripetibili). Al di là dell’immancabile fotomontaggio che mette in pratica l’associazione Kyenge-Orango di Calderoliana memoria, l’attacco verbale si concentra soprattutto sul presunto “conflitto di interessi” del Ministro, “Nata in un altro paese e senza il minimo interesse per i problemi di questa nazione”, come reca una delle ricorrenti invettive. “Alla violenza, anche verbale, si risponde con la non violenza”, ha dichiarato la Kyenge a proposito degli insulti nei suoi confronti. Sembra quasi inevitabile che polemiche e dubbi sulla scelta del Ministro (espressi anche da un politologo al di sopra di ogni sospetto come Giovanni Sartori), vengano strumentalizzati dai professionisti dell'odio xenofobo.

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