Kovacic, Gabbiadini e il Parma: Il pagellone della 16^ giornata

Manolo Gabbiadini in maglia Samp
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E' il momento del nostro Pagellone : alla fine della 16^ giornata, Kovacic è il salvatore dell'Inter, Gabbiadini è l'uomo del 2015 e il Parma Calcio non si sa a chi appartiene. Ecco il meglio ed il peggio della sedicesima giornata.

Dopo Inter-Lazio 2-2 (guarda sintesi e highlights) di San Siro è terminata anche la 16^ giornata del campionato di Serie A 2014/2015. In attesa della sfida di supercoppa tra Juventus e Napoli (guarda le quote scommesse) del 22 dicembre, può uscire il nostro consueto Pagellone, con con voti da 0 a 10 dati a fatti, personaggi, squadre ed episodi rilevanti della bagarre calcistica appena conclusa. Alla fine di questa sedicesima giornata, Kovacic si conferma un punto fermo dell'Inter, il Parma vive una situazione surreale - a chi ha venduto Ghirardi? - e Gabbiadini è l'uomo del momento. Sampdoria-Udinese ha dato spettacolo e fuori dal campo si sono affrontati appassionati amarcord interisti. Ecco il meglio ed il peggio di questo ultimo weekend calcistico del 2014.

Manolo Gabbiadini - Voto 10. Segna il definitvo 2-2 della spumeggiante Udinese-Sampdoria e si chiude per lui un 2014 che lo ha portato ad essere l'uomo del momento del mercato: giovane, prolifico, nuovo, fa gola a tutti, anche se da tempo la sua partenza verso Napoli manca solo del comunicato ufficiale. Nel dopopartita però, la domanda torna lecita: Se ne va Gabbiadini dalla Sampdoria? Forse che si, forse che no. Mihaijlovic lo tiene in pugno fino all'eventuale ufficialità del suo passaggio al Napoli - "Manolo è nostro" - ma è il giocatore stesso che tiene i tifosi sulle spine. Ai microfoni dichiarerà: "L’ultimo gol con la Samp? Può darsi di sì, ma può darsi anche di no. Io quando entro in campo do il meglio per la maglia che ho addosso. In tutte le partite ci tengo molto a segnare. Ma anche se non viene il gol, l’importante è la prestazione, bene così sono contento. La Samp è una grande squadra, l’abbiamo dimostrato in questo scorcio di campionato”. Comunque vada a finire, l'uomo del 2015 è lui.

Sampdoria-udinese - Voto 9. Davvero una bella partita quella del Marassi: in campo, il 2-2 sancisce il pari tra due squadre affamate. Obiang e Gabbiadini segnano, Karnezis sbaglia tra i pali, Di Natale prova il colpaccio entrando nel finale e il match termina nella stessa maniera in cui si è svolto: in bilico. Nelle panchine, si incontrano pezzi del passato dell'Inter: Andrea Stramaccioni osserva la mano tra Dejan Stankovic e Sinisa Mihaijlovic, due che da giocatori sono stati simboli della Serbia del pallone. Nel finale, Strama rischia l'incidente diplomatico: se ne va senza salutare Sinisa, che lo richiama e lo abbraccia. Una bella partita tra due squadre rivelazione: ci voleva.

Matteo Kovacic - Voto 7. Non è arrivata la vittoria, ma con il Mancio qualcosa sta cambiando: sia nell'Inter - un pareggio in rimonta è forse l'ultima cosa che i tifosi si potevano aspettare -sia in Matteo Kovacic. Da classico centrocampista che "corre ma non segna", Kovacic è diventato un pezzo pregiato della ciurma nerazzurra: ne è l'ennesima prova il tiro al volo del 2-1 contro la Lazio, prima che Palacio - ancora una volta nullo, prima di insaccare un rimpallo - completasse l'opera del pareggio. In un mercato di Gennaio che rappresenta un obbligo, Kovacic è il punto fermo: l'Inter lo deve tenere per ambire a qualcosa di più di un pareggio in rimonta.

Il Parma - Voto 0. Il 2014 del Parma è disastroso: in fondo alla classifica, fuori dall'Europa - per un ricorso che ha accettato il Torino in Europa League - e senza un bilancio solido, il presidente Ghirardi ha venduto. Il problema è a chi: la vicenda della cessione è losca. Riassumiamo: il Parma Fc aveva ufficializzato la nuova proprietà al gioielliere piacentino Pietro Doca che è sparito, dopo aver negato l'acquisto e aver ammesso a metà un ipotetico ruolo di vice presidente. Lo stesso Doca però figura come unico socio e azionista della Dastraso Holding - registrata a Cipro - che ha un valore di appena mille Euro. Dietro questa operazione di finanza creativa, non si sa chi si cela: serve chiarezza, e servono nel calcio organismi di controllo che possano bloccare queste pagliacciate sul nascere.

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