Juventus-Bayern: Germania-Italia 4-0

Thomas Muller, il vero top player
Ecrit par

Tra andata e ritorno, Juventus-Bayern finisce 0-4. Un 4-0 simbolico che segna anche il divario tra i club tedeschi e italiani nelle coppe europee. Perché ci hanno superato?

La stampa italiana è unanime nell’attribuire al Bayern Monaco una chiara superiorità nei confronti della Juventus. I gufi su Twitter si divertono con l’hashtag “rinculata”, ma neppure alla vigilia né Conte né i giocatori sembravano davvero convinti di farcela. Il modello organizzativo tedesco, fatto di stadi pieni, programmazione a lungo termine, merchandising, equilibrio di bilancio, ci ha rifilato l’ennesima sconfitta. E la qualificazione del Borussia Dortmund ai danni del Malaga alle semifinali di Champions League contribuisce ad allargare il fossato tra noi e loro. La differenza principale tra Juventus e Bayern sta nella continuità: i torinesi hanno una squadra costruita quasi completamente ex novo negli ultimi due anni, i bavaresi schierano chi tre anni fa era in tribuna, 7-8 undicesimi fanno parte della squadre che perse la finale di Madrid contro l'Inter nel 2010.

Juventus-Bayern: Germania-Italia 4-0 - photo
Juventus-Bayern: Germania-Italia 4-0 - photo
Juventus-Bayern: Germania-Italia 4-0 - photo
Juventus-Bayern: Germania-Italia 4-0 - photo

E’ anche per questa capacità di programmare che Pep Guardiola ha scelto il Bayern. Si spende, ma non in modo folle. La Juventus spende di più: 212 milioni di euro per il mercato in due anni, contro i 131 del Bayern. Ottima l’ossatura degli italiani, straordinarie le intuizioni Pogba e Vidal, ma quando in una squadra arriva gente come Bendtner o Anelka è chiaro che l’ottusità di una logica ormai passata non riesce proprio ad essere eliminata. Poi c’è il gioco, e lo stile che, amato o odiato che sia, è quello più vincente di questi tempi. Lo ha capito anche la Juve, che con il suo 3-5-2 impone, almeno in Italia, il proprio ritmo agli avversari. Il Bayern invece lo fa con gli uomini giusti: tre trequartisti tutto corsa e inserimenti, quelli che la Juve si sogna. Ribery, Muller e Robben sono i veri top player, così come lo sono Iniesta, Pedro e Messi. Non è un calcio per attaccanti: ieri il Bayern ha vinto perché ha tenuto palla di più (58,5%) e realizzato l’86% di passaggi utili. La lezione sarà servita?

Crediti: archivio, videa.hu, Archivio web