Jurassic World: Da Arthur Conan Doyle a Michael Crichton, mostri d'autore

Michael Crichton e Arthur Conan Doyle
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L’11 giugno esce nelle sale italiane “Jurassic World”, il sequel/reboot di “Jurassic Park”. In attesa di vedere Chris Pratt alle prese con i Velociraptor e l’Indominus Rex, melty vi racconta i romanzi che hanno ispirato la saga.

(di Emanuele Zambon). Tutta colpa di un dente. È il 1824 quando il professore di Geologia William Buckland intraprende una ricerca su un dente ritrovato in una cava d’ardesia, nell’Oxfordshire, in Inghilterra. Lo studioso conviene che il reperto non appartiene a nessuna specie vivente sulla faccia della terra: è infatti di dimensioni troppo grandi per i più conosciuti predatori esistenti. Decide così di dare un nome all’animale: Megalosaurus. È questo il primo dinosauro a ricevere un nome, i cui denti successivi, quando vengono scovati, sono ancora saldamente fissati alla mascella del bestione. Il fermento accademico dovuto alla scoperta di fossili appartenenti a delle specie animali sconosciute ed estinte, genera un crac nell’immaginario collettivo dell’epoca Vittoriana. A distanza di qualche anno il mondo della letteratura cavalca l’onda del fascino suscitato dai dinosauri, considerati lucertole terribili e malvagie. Il primo a lanciarsi nei romanzi avventurosi è Jules Verne, uno dei padri della fantascienza moderna, che appassiona migliaia di lettori con “Viaggio al centro della Terra” e “Ventimila leghe sotto i mari”, descrivendo belve feroci e viaggi avveniristici. Colui che però dedica un ampio spazio ai lucertoloni è Arthur Conan Doyle, il padre letterario di Sherlock Holmes, il celebre investigatore di Baker Street. Nel 1912 lo scrittore realizza "Il Mondo Perduto" ("The Lost World"), romanzo fantastico apparso per la prima volta in Italia nel 1913 ne La Domenica del corriere. L'opera, che fa parte del genere avventuroso tanto in voga in quegli anni, narra di una spedizione su un tepui, uno dei tipici altopiani della regione della Gran Sabana in Venezuela. Fanno parte dell'impresa il giornalista Edward Malone, il celebre professore di scienze George Challenger, il suo rivale accademico Summerlee e l'avventuriero John Roxton. Durante il viaggio incontrano nell'ordine: un tirannosauro, un iguanodonte, una tribù di uomini scimmia e uno pterodattilo, che catturano come prova della loro scoperta. Il romanzo di Conan Doyle costituisce una delle massime fonti di ispirazioni di "Jurassic World" (leggi le 5 dino-curiosità sulla saga di "Jurassic Park"). Scoprite, assieme a melty, le altre:

Jurassic World: Da Arthur Conan Doyle a Michael Crichton, mostri d'autore - photo
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"Il Mondo Perduto" di Arthur Conan Doyle ha ispirato nei decenni a seguire una vasta filmografia. L'opera del romanziere inglese è tornata di moda verso la fine degli anni '80 per merito dello scrittore Michael Crichton, il quale, dopo essersi cimentato con l'avventura in "Congo" (da cui poi è stato tratto un film), decide di stuzzicare l'immaginario collettivo con una trovata sensazionale: rendere possibile l'impossibile, riportando in vita creature estinte da 65 milioni di anni. È il 1990 quando nelle librerie di tutto il mondo esce "Jurassic Park" (scopri tutti i segreti della saga), best seller che vanta ad oggi oltre 150 milioni di copie vendute. Crichton combina sapientemente tecnologia, scoperta scientifica e immaginazione visiva, forte del suo credo: "i poteri dell'uomo sono di gran lunga più limitati rispetto a quanto i suoi sogni gli abbiano fatto credere". In un'isola al largo del Costa Rica vengono ricreati dinosauri dalla InGen, una società di bioingegneria di Palo Alto il cui proprietario risponde al nome di John Hammond. AMBRA FOSSILE, SANGUE E FILAMENTI DI DNA. Come riescono i tecnici del "Jurassic Park" a riportare in vita i dinosauri? Nel romanzo Michael Crichton offre una spiegazione verosimile, ossia che la clonazione dei sauri preistorici è resa possibile dalla triturazione di grandi quantità di resti fossili, dall'estrazione del dna dagli insetti preistorici intrappolati nell'ambra fossile e dal completamento di sequenze interrotte di dna avvalendosi di quello degli anfibi. "È qui che si gioca a fare Dio" sentenzia un perplesso Ian Malcolm, il matematico che nel film di Spielberg del 1993 ha il volto dell'uomo mosca Jeff Goldblum. In effetti "Jurassic Park" solleva numerose questioni di carattere scientifico e accademico. Fino alla metà degli anni '90 ci si interroga sulla possibilità o meno di riuscire davvero a riportare in vita il T-Rex e i suoi compagni d'avventure. Ora, in "Jurassic World" (scopri la mostra a Roma dedicata agli animali preistorici) ci si spinge ben oltre: i dinosauri non costituiscono più l'eccezione ma l'abitudine, e il redivivo genetista Henry Wu (l'ultimo reduce del vecchio cast) crea un ibrido dalle sinistre potenzialità: l'Indominus Rex (guardalo in azione). Già nel romanzo di Michael Crichton il tecnico della InGen ipotizzava l'intervento sulle caratteristiche funzionali e comportamentali dei dinosauri in provetta. Ora, in "Jurassic World" (leggi il profilo di Chris Pratt, il protagonista del film), quelle ipotesi sono divenute realtà...

Jurassic World: Da Arthur Conan Doyle a Michael Crichton, mostri d'autore
Crediti: Jurassic World, Universal, Jurassic World, melty.it, web