Jobs Act: Approvata in Senato la riforma di Matteo Renzi

Matteo Renzi a NY
Ecrit par

Tra le polemiche è arrivato il sì del Senato della Repubblica al 'Jobs Act', riforma del mercato del lavoro voluta da Matteo Renzi, con 165 favorevoli e 111 contrari. Il voto è giunto a notte fonda in un clima tesissimo.

Mercoledì 8 ottobre, in piena notte (all'1: 00) e al termine di una giornata parlamentare tesissima, è arrivato il sì del Senato della Repubblica al Jobs Act, riforma del mercato del lavoro voluta dal presidente del consiglio Matteo Renzi. Il voto di Palazzo Madama ha contato 165 senatori favorevoli, 111 contrari e due astensioni: si tratta di due esponenti della minoranza del Partito Democratico, Felice Casson e Lucrezia Ricchiuti. Un altro dissidente Pd, Walter Tocci (appartenente al gruppo che fa capo al rivale di Renzi Pippo Civati) ha invece votato sì al Jobs Act per poi rassegnare le dimissioni. Sulla riforma, contestata dall'ala sinistra dei democratici per via della soppressione dell'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, era stata posta la questione di fiducia: l'intenzione di Renzi era quindi quella di fare del Jobs Act un atto fondamentale per la vita del governo e della legislatura. Lo stesso premier ha poi bollato come "Sceneggiata" la bagarre avvenuta in Senato prima del voto finale, con contusi (la senatrice Sel Loredana De Petris) e fogli lanciati contro il Presidente dell'Aula Pietro Grasso.

Altri articoli su Matteo RenziQuanto guadagna Matteo Renzi?Matteo Renzi: Foto e selfie del viaggio negli USAMatteo Renzi e l'inglese, il video del discorso al Council on Foreign RelationsMatteo Renzi: Il selfie con la Nazionale di volley

La tensione di giornata

Una nuova bagarre ha coinvolto al Senato i parlamentari del Movimento 5 Stelle e alcuni esponenti del governo. Questa volta l’oggetto della contesa è l’ormai famoso Jobs Act, il nuovo piano del lavoro di Matteo Renzi che tra i vari temi presenta l’abolizione dell’articolo 18. Dopo le polemiche dei giorni scorsi all’interno del Partito Democratico, che ha visto anche uno scontro durissimo tra lo stesso Renzi e la minoranza durante la direzione, la tensione arriva anche tra i banchi di Palazzo Madama. Il presidente del Senato Pietro Grasso, dopo le continue interruzioni avvenute durante il discorso del ministro del Lavoro Giuliano Poletti, ha sospeso la seduta ed ha espulso dall’assemblea il capogruppo del M5S Vito Pretocelli, reo di aver consegnato 50 centesimi di elemosina proprio a Poletti. >>> Continua a leggere su melty.it

Renzi difende la riforma in tv

“Quando c'è un disoccupato non devi fare una battaglia ideologica sull'articolo 18 devi far sì che quel disoccupato trovi lavoro”: questa è la sfida che Matteo Renzi, di ritorno dal viaggio in Usa, ha nuovamente lanciato domenica 28 settembre dal salotto di Fabio Fazio. Che tempo che fa ospita il premier alla vigilia di una settimana cruciale per le tanto auspicate, ma quanto mai fumose, riforme. Matteo Renzi è infatti alla guida di un esecutivo che vuole andare avanti per la complicata strada delle riforme ad ogni costo e molta della credibilità del premier sta proprio nell'attuazione di quella del mercato del lavoro. Matteo Renzi è però alla guida di un partito spaccato ormai da anni sull'articolo 18 e al contempo stesso alla ricerca di un difficile accordo con Silvio Berlusconi, che con l'arrivo dell'autunno sembra voler ritrovare lo spazio perduto in questi mesi. Il dibattito pubblico sul Jobs Act è l'emblema di tutte le contraddizioni della classe dirigente italiana. In che cosa si strutturerebbe la proposta dell'esecutivo? Con l'abolizione dell'articolo 18, il reintegro sul posto di lavoro nel caso di licenziamenti discriminatori verrebbe nettamente ridimensionato attraverso la strada dell'indennizzo economico, il tutto compensato da una forma di contratto a tutele crescenti. La riforma prevederebbe inoltre un minore potere di mediazione e partecipazione del sindacato nel rapporto lavoratore-datore di lavoro. >>> Continua a leggere su melty.it

Crediti: Arhivio web, Youtube, web , Archivio web