James Foley: Video decapitazione, lo choc corre sul web

James Foley decapitazione siria
Ecrit par

Il video della decapitazione di James Foley da parte dei terroristi islamici ISIS è finito ovunque in Rete. Ecco perché si tratta di un documento dall'impatto mediatico devastante per l'Occidente, già prima ancora di essere visto.

Mercoledi 20 agosto è stato diffuso in tutto il mondo il video in cui James Foley (giornalista americano rapito dai terroristi Isis), viene decapitato da un membro del gruppo fondamentalista islamico presente in Siria e Iraq. La domanda è: perché il video ha avuto rapidamente un impatto devastante sui media di tutto il mondo? L’appeal del macabro nel mondo dell'informazione è cosa di vecchia data: sesso e sangue sono parole chiave che vengono insegnate da sempre in qualsiasi corso universitario di comunicazione. Il video di James Foley è un documento straordinariamente forte perché si tratta di qualcosa di estremamente insolito, che va oltre ogni tipo di censura. Il pubblico è attratto dal vedere ciò che abitualmente non vede, anche se si tratta di trovarsi ad "assistere” alla morte violenta di qualcuno, e il web e i suoi commenti ne amplificano l'effetto. C’è chi ha criticato la messa in onda senza aver nemmeno guardato il video, c’è chi si indigna non appena aperto il filmato, c’è anche chi si immedesima nel dolore con messaggi di addio alla vittima: fatto sta che il mondo si spacca ma continua a parlarne, in pratica l’obiettivo primario di una notizia giornalistica. Ma anche, a quanto pare, di una strategia terroristica.

Altri articoli su James FoleyJames Foley: Il video integrale della decapitazione, le sue ultime paroleJames Foley: Chi è il giornalista decapitato dai terroristi ISIS

James Foley: Video decapitazione, lo choc corre sul web

D'altra parte, la strategia del fondamentalismo musulmano (dai tempi di Al Qaeda all'ISIS) non è mai cambiata: enfatizzare il valore simbolico del gesto, al di là della nazionalità delle vittime (al di là del precedente di Daniel Pearl nel 2002, anche l'italiano Fabrizio Quattrocchi finì giustiziato davanti alle telecamere nel 2004 in Iraq), delle sue posizioni sociali o ideologiche e della sua patria d'origine. L’obiettivo è colpire l’Occidente in quanto tale, i suoi rappresentanti e il suo popolo: chi non viene distrutto fisicamente va quindi distrutto moralmente. Il mezzo più efficace è ottenere visibilità sulla stampa libera, sfruttando i canali di informazione più usati per colpevolizzare gli Stati Uniti e la loro forza militare, impegnata nei principali teatri di tensione in Medioriente. Ed è la stessa logica di attentati plateali come l’11 Settembre (Il World Trade Center era un centro finanziario fondamentale per gli USA) e delle bombe del 7 luglio 2004 a Londra: da allora nulla è cambiato, se non in peggio.

Nel frattempo, nel mare di commenti sull’opportunità o meno di rendere disponibile il video - gli stessi familiari di James Foley hanno twittato un appello a “Non condividere il video per rispettare la nostra privacy” - a tenere banco è la questione morale in relazione alla libertà della Rete. Twitter ha annunciato che sospenderà tutti gli account che sul social network diffonderanno fotogrammi del video. E se si trattasse di testate giornalistiche? La questione è spinosa e riguarda la sottile linea che divide il diritto di informare dal rispetto delle vittime di simili violenze. In ogni caso, visti i livelli di diffusione raggiunti, senza dubbio i terroristi hanno centrato in pieno il loro obiettivo.

James Foley: Video decapitazione, lo choc corre sul web
Crediti: Youtube, facebook/James Foley, facebook