James Foley: Perché il video della decapitazione è stato censurato?

L'esecuzione di James Foley
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Il video della decapitazione di James Foley era stato caricato martedì dai terroristi ISIS su Youtube. Il lutto non è ancora stato elaborato, ma divampa la polemica per le immagini choc su cui è è partita la censura dei media occidentali.

Twitter e Youtube si sono mossi con troppo ritardo martedì mattina, cercando di sospendere gli account dai quali veniva diffuso il video integrale della decapitazione di James Foley. La pressione sulle social media companies è avvenuta sopratutto grazie ad una mobilitazione d'opinione, indignata per l'estrema violenza delle immagini. La propaganda jihadista può beneficiare o meno della grande esposizione mediatica che ha ottenuto in questi giorni? Il video, apparso su Youtube poco dopo le 17: 00 sulla East Coast degli Stati Uniti, è stato prodotto e postato da al-Furqan Media, il media ufficiale di cui si serve l'organizzazione terroristica IS (Islamic State). Nonostante gli utenti Twitter e gli youtuber di tutto il mondo abbiano fermamente protestato contro la diffusione e la possibilità di condivisione del video, la piattaforma ha impiegato un'ora prima di bloccare il video di James Foley: troppo tardi per i ritmi incessanti del web. La politica delle social media companies è stata subito molto severa su questo genere di immagini e ne ha vietato la pubblicazione, ma nel breve lasso di tempo altri utenti l'avevano già ripostato e condiviso: la decapitazione di James Foley è quindi diventata una scheggia impazzita su Internet.

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James Foley: Perché il video della decapitazione è stato censurato?

Secondo Foreign Policy, i funzionari dell'Intelligence Usa avrebbero dichiarato che proprio grazie all'utilizzo dei social l'Islamic State gestisce migliaia di account Twitter per tradurre e fare propaganda sopratutto in Indonesia, Russia, Germania e Inghilterra. Con i nuovi media, le organizzazioni terroristiche eludono infatti i controlli (la politica in materia di censura dei social è ambigua a causa della natura stessa delle piattaforme, che con troppi controlli verrebbero meno alla loro fisionomia). Alcuni giornalisti che si sono visti bloccare l'account Twitter hanno energicamente protestato invocando il diritto all'informazione, mentre l'hastag #ISISmediaBlackout si sta sempre più diffondendo in favore della censura. Intanto è ormai una notizia ufficiale: la Casa Bianca ha confermato la veridicità del video. Il problema, come è evidente, non ha alcuna soluzione. L'imperativo morale di non pubblicare immagini scioccanti, che possano amplificare il messaggio della propaganda islamica, può giustificare una maggiore stretta di vite sulla libertà del web?

James Foley: Perché il video della decapitazione è stato censurato?

Ancora una volta, di fronte ad un fatto drammatico ed ad un utilizzo della violenza con finalità politiche si pone il problema del responsabilità dei media. L'opinione pubblica, infatti, è un fenomeno socialmente costruito, collettivo e dinamico, che si caratterizza come un aggregato di sentimenti e di attitudini davanti a un evento. La violenza politica e il terrorismo giocano proprio sull'effetto emozionale suscitato dalle loro azioni. Rispetto a questi due soggetti la funzione dei mezzi di comunicazione di massa e in modo particolare del web è centrale. Da un lato la violenza politica è un fenomeno sociale e si configura già come un prodotto dell'audiovisivo e della semplificazione alla quale sono soggette questo tipo di manifestazioni, dall'altro il web e la velocità dei meccanismi social diventano uno spazio di cui gli attori politici e sociali si servono. Tutte le difficoltà nel gestire il delicato circuito dei social network con il caso di James Foley sono venute allo scoperto ancora una volta.

James Foley: Perché il video della decapitazione è stato censurato?
Crediti: facebook, Youtube