J. K. Rowling parla di Harry Potter, di Cormoran Strike e della scrittura

L'autrice di Harry Potter, J. K. Rowling
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In una nuova intervista, la scrittrice britannica J. K. Rowling e la presentatrice Lauren Laverne hanno parlato dei libri di Harry Potter, di Cormoran Strike e molto altro. Ecco tutti i dettagli!

Lo scorso 28 novembre, il Guardian ha pubblicato una nuova intervista della scrittrice britannica J. K. Rowling e della presentatrice Lauren Laverne, durante la quale la mamma di Harry Potter ha parlato in modo approfondito della sua carriera, dei suoi progetti e della fama, arrivata in modo tanto sorprendente quanto inaspettato. J. K. Rowling ha spiegato come ha scelto il suo pseudonimo letterario, Robert Galbraith, con il quale pubblica la serie di romanzi gialli incentrati sul detective privato Cormoran Strike. “Da bambina volevo che mi chiamassero Ella Galbraith, quindi avevo pensato allo pseudonimo LA Galbraith, ma non volevo utilizzare iniziali […] Alla fine ho scelto Robert, per Robert Kennedy, che è il mio eroe degli eroi della politica”. Inizialmente, un po’ come è successo con “Harry Potter e la pietra filosofale”, il manoscritto de “Il Richiamo del Cuculo” – il primo romanzo di Robert Galbraith – era stato rifiutato da diversi editori, ignari che dietro quel nome si nascondeva nientemeno che J. K. Rowling.

“Ero davvero eccitata a ogni lettera di rifiuto. [...] C’è stato un editore che ha detto, “Guarda, ci piace molto il tuo libro, ma abbiamo appena preso quello di un altro autore che lavora nella stessa area geografica” – e io ero deliziata. Non dirò che ero eccitata come può esserlo un autore che pubblica per la prima volta, perché non è la stessa cosa. Qualsiasi nuovo autore direbbe: “Ti è piaciuto e non lo vuoi pubblicare!”, mentre io pensavo soltanto “Ti è piaciuto! È fantastico!”, sarebbe stato bello se la cosa fosse andata avanti più a lungo”. Ai suoi esordi, J. K. Rowling non era affatto così sicura di sé per quanto riguarda i suoi lavori ma, dal momento che desiderava molto che Harry Potter venisse pubblicato, non aveva intenzione di arrendersi.

Eddie Redmayne sul set di Animali Fantastici
Eddie Redmayne sul set di Animali Fantastici

Riguardo alle difficoltà della pubblicazione di Harry Potter, J. K. Rowling ha spiegato di avere avuto l’idea che il problema principale sarebbe stato convincere qualcuno a pubblicarlo, perché non si adattava bene: “La gente dice che i libri per bambini dovrebbero essere lunghi la metà e il soggetto era molto old-fashioned”. Durante l’incontro con Lauren Laverne, la scrittrice ha dato anche qualche piccola anticipazione del quarto romanzo sulla saga di Cormoran Strike – di cui in Inghilterra è appena uscito il terzo capitolo – raccontando una riflessione che il protagonista si ritrova a fare nella nuova storia. “Quando incontriamo il detective nel quarto libro, sta facendo una riflessione su come il successo non è mai come ti aspetteresti. Alcune persone potrebbero pensare che ti stia seduto sentendoti semplicemente meraviglioso, mentre lucidi le tue cianfrusaglie”. Per J. K. Rowling non è stato così e l’autrice non poteva fare a meno di pensare che il secondo libro non sarebbe sopravvissuto dopo tutto quel successo.

Harry e Ron nella macchina volante
Harry e Ron nella macchina volante

J. K. Rowling – che ha recentemente spiegato in modo approfondito i motivi per cui Harry ha deciso a chiamare suo figlio come il prof. Piton – durante l’intervista ha anche parlato brevemente dello spettacolo teatrale di Harry Potter, ‘The Cursed Child’, e del film prequel in uscita il prossimo autunno, “Animali fantastici e dove trovarli”. “Lo spettacolo sarà incredibile. E posso dirlo perché sto collaborando alla storia con Jack Thorne e John Tiffany, il che è stato davvero divertente”, ha assicurato la mamma del maghetto con gli occhiali. Riguardo il nuovo film con Eddie Redmayne, la scrittrice ha raccontato di aver scritto la sceneggiatura senza davvero avere intenzione di farlo. “Ho sempre saputo che la Warner Bros avrebbe voluto fare qualcosa con Animali Fantastici e, essendo io un po’ maniaca del controllo, ho pensato sarebbe stato meglio dir loro che avevo un’idea. Poi ho più o meno scritto una sceneggiatura senza volerlo. So che la cosa sembra poco sincera.” QUI potete trovare l’intervista integrale in inglese del Guardian a J. K. Rowling e Lauren Laverne.

Crediti: Entertainment weekly, Archivi web, Warner Bros