Italicum, come funziona? 5 cose da sapere sulla nuova legge elettorale

Matteo Renzi Italicum
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La legge elettorale denominata da Renzi "Italicum" è al centro delle polemiche politiche di questi ultimi giorni. Ecco a voi un elenco di 5 punti per provare a chiarire alcuni aspetti dell'intricata vicenda.

L'Italicum è la legge elettorale che il Governo presieduto da Matteo Renzi ha intenzione di lasciare in eredità ai posteri. L'argomento è di estrema attualità perché si è appena concluso il voto di fiducia sul primo articolo della legge e se non ci saranno intoppi l'approvazione della Camera dei Deputati dovrebbe avvenire entro la prossima settimana. In questi giorni, come molti di voi avranno notato, i mezzi di informazione ed i social network sono ricchi di polemiche sull'Italicum: sono infatti al centro della discussione sia la struttura della legge che le modalità che il Governo Renzi ha scelto per farla approvare. Vi lasciamo un piccolo vademecum di 5 punti sulla legge elettorale in discussione alla Camera, sperando vi aiuti a districarvi nel mare di informazioni contraddittorie di queste ultime ore.

Modifiche. L'Italicum in discussione alla Camera non è più quello approvato in prima lettura un anno e mezzo fa, ma ha subito una serie di modifiche in seguito alle varie mediazioni tra le parti che sono state coinvolte nella stesura del testo, ovvero principalmente i contraenti del Patto del Nazareno (Renzi e Berlusconi) e le forze di Governo. Le novità più importanti sono relative all'attribuzione del premio di maggioranza alla lista (e non più alla coalizione) che supererà al primo turno il 40% dei voti (nel caso in cui nessuna lista dovesse farcela, ballottaggio tra le due più votate) e lo sbarramento per l'ingresso in parlamento sceso al 3%. I collegi saranno 100 e non più 120 ed ogni lista sarà composta da 6-7 candidati. Sono state introdotte le preferenze, ma varranno soltanto per le liste che in un collegio eleggeranno più di un parlamentare e soltanto dal secondo in poi, poiché il primo sarà sempre il capolista bloccato. Sarà possibile la multicandidatura del capolista fino a 10 collegi. La legge entrerà in vigore a partire da luglio 2016, visto che è valida soltanto per eleggere la Camera dei Deputati e la riforma costituzionale che prevede la fine del bicameralismo perfetto non è stata ancora approvata.

Italicum, come funziona? 5 cose da sapere sulla nuova legge elettorale

Costituzionalità. La precedente legge elettorale, chiamata Legge Calderoli anche se meglio nota come Porcellum, è stata annullata dalla Corte Costituzionale in alcune sue parti perché definite non conformi alla nostra carta fondamentale. Per la precisione, gli appunti mossi dalla Corte Costituzionale sono basati su due caratteristiche della precedente legge elettorale: l'impossibilità, da parte dei cittadini, di esprimere preferenze a causa delle liste bloccate e l'eccessivo premio di maggioranza assegnato alla coalizione vincente. Secondo alcuni costituzionalisti, tra cui Massimo Villone, i due aspetti di incostituzionalità sono presenti anche nell'Italicum. Le preferenze, infatti, pur reintrodotte, a causa del sistema che le mischia ai capilista bloccati, saranno utili per eleggere una percentuale molto esigua di parlamentari. Il premio di maggioranza, invece, è ancora uno dei punti cardine della legge elettorale, anche se viene assegnato non più alla coalizione ma alla singola lista vincente e viene introdotta l'eventualità del secondo turno se nessun partito dovesse superare il 40% dei voti nel primo. Il Governo, tuttavia, esclude che l'Italicum possa essere incostituzionale.

Equilibrio dei poteri. Un aspetto molto criticato dell'attuale assetto istituzionale italiano è l'eccessiva lentezza della macchina legislativa. L'Italicum, se approvato, darà una decisa accelerata al processo legislativo, visto che la lista vincente avrà in mano la maggioranza assoluta dell'unico ramo del parlamento che potrà legiferare sugli argomenti ordinari. Sì, perché combinando l'Italicum con la riforma costituzionale che prevede il notevole depotenziamento del Senato, un solo partito potrà disporre della maggioranza assoluta del potere legislativo. Escludendo la possibilità di creare coalizioni, ci troveremo di fronte ad un premierato di fatto, che renderà molto più efficiente l'azione governativa ma pone anche problemi di bilanciamento dei poteri. Facendo un caso pratico, se un partito che al primo turno dovesse ottenere il 20% dei voti vincesse il ballottaggio, potrebbe decidere da solo su temi estremamente delicati pur rappresentando una parte molto ridotta della popolazione.

Il Governo rende nota la decisione di porre la fiducia ed in Parlamento è subito bagarre
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Fiducia. Il video precedente introduce il quarto punto dell'analisi. Il percorso della riforma elettorale è stato piuttosto accidentato. La volontà di condividere le regole del gioco anche con gli avversari politici ha portato Matteo Renzi al Patto del Nazareno, all'interno del quale è sostanzialmente nata questa legge, creando alcuni malumori all'interno del Partito Democratico stesso. La decisione di Berlusconi di sconfessare il patto ha messo Renzi nella scomoda posizione di aver bisogno anche della porzione del suo partito che non condivide l'impianto della legge. Da qui, la forzatura di Renzi che ha legato la prosecuzione del suo Governo all'esito della legge elettorale ponendo su di essa la questione di fiducia. Questa iniziativa ha creato grandissime polemiche tra tutte le opposizioni perché è stata considerata come un deciso sconfinamento del Governo in un ambito che nella prassi è sempre stato di totale competenza del parlamento. Soltanto due, infatti, sono i precedenti di fiducia richiesta sulla legge elettorale e sono entrambi decisamente poco lusinghieri: la fascista Legge Acerbo del 1923 e la cosiddetta Legge Truffa del 1953.

Avversari. Quali sono gli avversari di questa legge e quali motivazioni adducono? Le opposizioni più decisamente contrarie al Governo, ovvero Lega Nord, Fratelli d'Italia, M5S e SEL sono contrarie all'Italicum sin dalla sua genesi. Forza Italia, pur avendo contribuito alla stesura del testo, si è distaccata da esso in seguito alla rottura del Patto del Nazareno e sta incentrando la sua polemica soprattutto sull'irrituale decisione del Governo di porre la fiducia. La cosiddetta minoranza del PD è contraria ad alcuni punti del testo (soprattutto alla questione delle preferenze ed agli effetti combinati che potrebbero verificarsi sommando l'Italicum alla riforma costituzionale) ed ha chiesto a Matteo Renzi di modificarli dopo l'annullamento del Patto del Nazareno. Renzi non si è dimostrato disponibile ad ulteriori allungamenti dei tempi di approvazione ed ha risposto ponendo la fiducia. La minoranza del PD, ad ogni modo, non si è dimostrata compatta nella risposta alla mossa di Renzi ed è di poche ore fa il documento di 50 appartenenti all'area più critica del Partito Democratico che hanno deciso di votare comunque la fiducia al Governo. Alla fine della prima votazione sulla fiducia, sono stati 38 i membri del PD a non concederla.

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