Iraq, Siria, Gaza: Emergenza scuola, milioni di bambini senza istruzione

Rifugiati in una scuola in Siria
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Alla crisi umanitaria in Medio Oriente si è aggiunta l'emergenza scuola: per milioni di bambini e ragazzi sarà impossibile riprendere o iniziare gli studi. Leggi di più su melty.it.

Per i nostri ragazzi il ritorno a scuola è visto come una punizione, un momento sfuggito per tutta l'estate. Per i bambini di Gaza, della Siria, dell'Iraq poter tornare tra i banchi sarebbe invece un sogno. Ma la guerra in Medio Oriente, oltre a generare un allarme umanitario di proporzioni mondiali, ha compromesso il diritto dei giovani all'istruzione. Il problema non riguarda solo i minori che in questi paesi sono sfollati o rifugiati, ma anche i tanti ragazzi residenti nelle zone dove le popolazioni in fuga hanno cercato salvezza. Gli edifici scolastici, quando non sono stati distrutti o danneggiati o utilizzati come basi dei gruppi armati, vengono spesso occupati dalle comunità di sfollati. Si tratta in molti casi di una scelta obbligata: i campi profughi sono spesso sovraffollati o versano in condizioni precarie, e gli unici rifugi possibili per chi non viene ospitato in abitazioni private restano i parchi, gli edifici abbandonati o le scuole.

"Qui ad Erbil la situazione è critica, sia in città che nei campi, e potrebbe diventare esplosiva: più di mille scuole non possono essere aperte perché occupate dai sfollati iracheni" – racconta Daniele Grivel, capo missione Intersos in Iraq – "Se non si troverà rapidamente una soluzione adeguata per il ricovero dei profughi certamente si acuiranno le tensioni tra le comunità curde locali e gli sfollati provenienti dalle altre province del paese. Abbiamo avviato un programma di educazione informale nelle tende e istituito dei doppi turni negli edifici scolastici agibili, ma non riusciremo a coprire tutte le esigenze. Anche gli adolescenti non frequentano scuole o corsi professionali e di conseguenza il rischio è che un’intera generazione perda mesi e anni di scuola. Ciò ha ripercussioni importanti sulle prospettive di crescita culturale e sociale dell’intero paese.”

A Gaza sono poche le strutture scolastiche non distrutte, in pericolo di crollo o occupate dagli sfollati. Per garantire le lezioni ai circa 241 mila studenti attesi, sono stati organizzati doppi turni, con insegnanti e studenti che si alterneranno nelle scuole disponibili. In Iraq almeno 1,8 milioni di iracheni hanno abbandonato le loro case: più di mezzo milione sono gli sfollati in età scolare. Nel solo Kurdistan, sono circa 190 mila i bambini che non potranno andare a scuola. Nella provincia di Dohuk, la più colpita nella regione, le scuole non saranno riaperte. In Siria si rischia di compromettere il futuro di un’intera generazione; dall’inizio del conflitto almeno 3 milioni di bambini hanno dovuto abbandonare il percorso scolastico. Una scuola su cinque è inutilizzabile, mancano libri, banchi, servizi igienici e in molte aree del paese non ci sono insegnanti disponibili, perché a loro volta sono fuggiti. Con la Siria anche i paesi limitrofi (Giordania, Turchia, Libano) sono messi a dura prova. Mancano strutture e personale per accogliere gli studenti esteri. Così Agire e Croce Rossa Italiana hanno lanciato un appello di emergenza: i fondi raccolti serviranno a sostenere i programmi di emergenza della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa e delle ONG di AGIRE che stanno già garantendo ripari sicuri, acqua, cibo, medicine, kit igienici e supporto scolastico nelle aree più martoriate.

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