Colapesce: Intervista esclusiva a Parigi, tra Sicilia, Wilco e Gino Paoli

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La redazione di melty.it ha intervistato Colapesce, uno dei musicisti più interessanti nel panorama indipendente italiano. L'abbiamo incontrato al Marcovaldo di Parigi dopo il suo primo concerto nella ville lumière, ecco com'è andata.

La redazione di melty.it, già ospite della libreria Marcovaldo di Parigi con Brunori Sas, continua il suo viaggio tra gli artisti emergenti italiani. Oggi abbiamo incontrato per voi Colapesce, cantautore ventinovenne di origini siciliane che a gennaio porterà in tour i brani del suo primo album 'Un meraviglioso declino', prodotto dalla 42 Records. Reduce dal suo primo concerto parigino, Colapesce ci ha raccontato le sue origini musicali, i progetti in cui è impegnato e le sue collaborazioni con altri artisti italiani.

La Sicilia: "Una terra bellissima popolata da stronzi"

"Sono nato a Solarino, un paese di settemila anime in provincia di Siracusa. Il nome 'Colapesce' è legato appunto a una leggenda siciliana, della quale esistono diverse versioni. Quella che ho adottato io narra la storia di un certo Nicola di Messina, che aveva una grandissima abilità nel muoversi in acqua. La sua dote provocò l'interesse di Federico II, che lo convocò per metterlo alla prova. Durante l'immersione, Colapesce notò che la Sicilia si reggeva su tre colonne, una delle quali, in corrispondenza di Messina, era consumata dalla lava del vulcano. Per salvare la sua terra, Colapesce decise di rimanere sott'acqua e sorreggere la Sicilia ed evitare che sprofondasse. E' una leggenda a cui sono legato perché mia madre me la raccontava quando ero piccolo, e poi perché mi piace l'idea che qualcuno si sacrifichi per una cosa che ama. In realtà io non sono così (ride), non sacrificherei neanche una merendina. Ad ogni modo penso che la Sicilia sia una terra bellissima ma popolata da stronzi, derubata durante gli ultimi due secoli e gestita in modo pessimo dalla politica degli ultimi cinquant'anni. Diciamo che ho un rapporto di odio-amore con la Sicilia, ma anche l'odio è sintomo di un forte interesse, no? "

Colapesce perde in sobrietà posando con gli occhiali di melty.it
Colapesce perde in sobrietà posando con gli occhiali di melty.it
Da Carella a Micheal Jackson

"Ho cominciato a suonare la chitarra all'età di nove anni, e dopo una breve pausa adolescenziale ho continuato con una formazione strumentale post-rock. La mia prima esperienza musicale è stata in Inglese, con gli Albanopower, poi circa quattro anni fa ho deciso di provare a scrivere in Italiano. All'inizio è stato un dramma, dovevo riuscire a trovare un nuovo equilibrio metrico e semantico; ne sono usciti sei brani, tra cui una cover did Léo Ferré. La 42 Records si è interessata a questi miei inediti e li ha messi a disposizione su internet gratuitamente. Visti i feedback positivi, abbiamo deciso di stamparne 500 copie, che sono andate esaurite in poco tempo. Ho dei gusti musicali decisamente trasversali: il primo disco comprato è stato 'In the Court of the Crimson King' dei King Crimson, mi interessano gruppi della scena post-rock americana come i Tortoise e gli Wilco, ma tra i miei capisaldi musicali metterei anche cantautori italiani come Gino Paoli e Lucio Battisti, o appunto Léo Ferré. Per quanto riguarda 'Un meraviglioso declino', il mio primo album, in fase di registrazione ho ascoltato spesso il cantautore americano John Grant, ma anche Kevin Ayers e Neil Young. Penso che il fatto di non essere legati a un genere possa essere una risorsa. In questi mesi ho inciso alcune cover di artisti molto differenti tra loro, diciamo pure da Carella a Micheal Jackson. Ho interpretato anche musicisti che di solito non ascolto, tentando di dare una chiave di lettura personale. Chi ha acquistato 'Un meraviglioso declino' ha ricevuto queste cover extra in regalo".

Sanremo? Meglio il Premio Tenco

"Qualche giorno fa abbiamo fatto le selezioni per Sanremo, non era l'obiettivo della mia vita - mi ha dato molta più soddisfazione ricevere il Premio Tenco - ma volevo provare, e poi dal punto di vista mediatico è un ottimo trampolino. Mi sono presentato con 'Anche oggi si dorme domani', che inseriremo nella versione deluxe di 'Un meraviglioso declino', in uscita a gennaio. Non è andata, ma è stata sicuramente un'esperienza utile per capire come funzionano queste cose. Come dicevo, la versione deluxe di 'Un meraviglioso declino' conterrà le cover, il brano scritto per Sanremo e 'Satellite', un singolo inciso in collaborazione con Meg. Tra noi si è instaurato un rapporto d'amicizia e la partecipazione di Meg fa parte di un progetto di coinvolgimento reciproco nella nostra musica, infatti prenderà parte anche lei al tour che partirà in gennaio. Oltre a lei, nell'album ci sono collaborazioni con Roy Paci, con Sara Mazo degli Scisma e con altri artisti italiani indipendenti. Non sono collaborazioni fini a se stesse ma rapporti sinceri".

'Un meraviglioso declino'

"'Un meraviglioso declino' è stato il prodotto di nove mesi di gestazione. La stesura dei testi mi ha impegnato particolarmente, ho cercato di scrivere mantenendo una coscienza omogenea tra disco e opera. Le canzoni sono piene di riferimenti personali, ma anche di citazioni letterarie o cinematografiche. Il disco è stato inciso due anni fa a Lecce, poi abbiamo passato un mese al mixaggio. Al termine del lavoro ho sentito l'esigenza di staccare, avevo una sorta di repulsione e ho deciso di partire per l'Africa. Sono stato un mese in Kenya, a Mumbasa. Quando sono tornato è uscito il primo singolo, 'S'illumina'. Mi piace partecipare alla realizzazione dei clip dei miei brani e ho curato personalmente tre dei quattro videoclip ufficiali. Il video ufficiale del singolo è molto particolare, si tratta di una camera fissa su una valigia vuota nella quale vengono aggiunti progressivamente dei miei oggetti personali, una specie di geografia della mia vita. 'Anche oggi si dorme domani', il singolo presentato a Sanremo, parla della generazione nata negli anni '80 che in questo momento si ritrova nei suoi trent'anni e si rende conto del vuoto che c'è intorno. Sei cresciuto con 'Drive in', con la combinazione anestetizzante tra pc e consolle, hai vissuto anni di finto benessere, poi ti svegli e ti rendi conto che non hai niente di tangibile e di reale. In un certo senso siamo stati delle cavie per la transizione ai rapporti familiari e affettivi moderni. Siamo stati i primi giovani a utilizzare un telefonino ma anche gli ultimi a fare una compilation su una cassetta. Secondo me questo ha influito sul nostro spirito 'blue'".

Colapesce in tour

"L'accoglienza di ieri sera al Marcovaldo di Parigi è stata ottima. Ovviamente il pubblico era composto soprattutto da Italiani, ma c'era gente che cantava le mie canzoni e che aspettava fuori, insomma, è andata molto bene. Inoltre, suonando in locali come questi ci sono meno filtri, si ricrea una certa intimità, un contatto diretto col pubblico che non provavo da un po'. Grazie alla digitalizzazione si è eliminata una barriera, il che può essere positivo sotto certi aspetti ma in generale penso che ci debba essere una distanza tra chi va a un concerto nella veste di spettatore e chi è li per suonare. Durante i miei concerti non amo interagire parlando, preferisco suonare. Da gennaio, oltre all'uscita della versione deluxe dell'album, sarò impegnato in un tour attraverso le maggiori città italiane. Al momento sono previste otto date ma potrebbero aggiungersene altre. Nei miei progetti non c'è solo l'Italia: questa è stata la mia prima volta a Parigi, ma da ottobre 2013 partirà un tour europeo che toccherà nove città. Faremo una cover dedicata a ognuna di esse, ieri sera ho già suonato 'Parigi' di Enzo Carella e abbiamo già individuato le cover per Berlino e Londra."