Interstellar, Gone Girl, The Grand Budapest Hotel: Top film 2014

Matthew McConaughey in Interstellar
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La redazione di melty.it ha deciso! I migliori film del 2014 sono “Interstellar” di Christopher Nolan, “Gone Girl” di David Fincher e “The Grand Budapest Hotel” di Wes Anderson. Scopri il resto della classifica!

(di Enrico Fop) Il 2014 è agli sgoccioli ed è tempo della resa dei conti: come sono stati questi ultimi 12 mesi? E cosa verrà ricordato dai posteri? La redazione di melty.it ha tentato di fare un bilancio, esprimendo le proprie preferenze in varie categorie, tra cui quella di “miglior film internazionale del 2014”. Ne è venuta fuori una classifica, con tre pellicole sul podio e altre sei nelle posizioni successive. Ogni redattore ha espresso tre preferenze, alle quali sono state assegnate dei punti (3 per il primo indicato, 2 per il secondo e 1 per il terzo) la cui somma ha determinato i vincitori. Per farla breve, la pellicola più amata è “Interstellar”, l'ambiziosa/pretenziosa/presuntuosa opera di fantascienza di Christopher Nolan. Il dilemma è: Capolavoro o boiata? Forse “Interstellar" (qui la recensione) convive in entrambe le dimensioni e comunque, secondo Emanuele Zambon, “non vedere un film del genere costituirebbe un delitto”. Nei 169 minuti di film, Nolan “seduce l’immaginario con un uso della fotografia davvero potente, coadiuvando il tutto con una strepitosa colonna sonora firmata Hans Zimmer”. Il suo è “un tentativo di conciliare il topos da tragedia classica, quello dell’esplorazione dell’ignoto, con una digressione filosofica e ontologica sull’esistenza umana”. Dopo tutto quel fracasso, “Interstellar” può piacere, infastidire o deludere, ma di certo non lascia indifferenti. In fin dei conti, una prima posizione meritata.

Interstellar, Gone Girl, The Grand Budapest Hotel: Top film 2014

Il secondo classificato nella Top List di melty.it è “Gone Girl – L'amore bugiardo”, che in extremis ha incantato la nostra redazione, proprio a ridosso dell'inizio dell'anno nuovo. Il motivo del successo è da ricercarsi nella “mano ferma e l’occhio critico di David Fincher, che senza tecnicismi e giochi di prestigio riesce a regalare momenti di cinematografia altissima”, come scrive Anna Verillo nella sua recensione al film. Ma non solo, perché “Gone Girl” è sopratutto un'opera che “sfugge ad ogni definizione” e che “lascia un senso di vuoto e spaesamento a giochi finiti”. Colpiscono la performance di Rosamund Pike, “una femme fatale di classica memoria, terribile e glaciale come la Barbara Stanwyck di 'La fiamma del peccato'” e la riflessione di Fincher sul potere dei mass media nella società contemporanea: “la televisione e i giornali sono in grado di decidere le sorti di un uomo sulla base della sua simpatia”, scrive ancora Anna Verillo, “più che giudici e detective sono gli anchorman, (o dovremmo dire le anchorwomen) a sancire la condanna definitiva di un sospetto colpevole. Un fedifrago è un assassino, lo dicono gli spettatori, e reclamano la pena di morte a gran voce”.

Interstellar, Gone Girl, The Grand Budapest Hotel: Top film 2014

Medaglia di bronzo invece per “The Grand Budapest Hotel”, ennesimo gioiellino indipendente di Wes Anderson e probabile candidato agli Oscar del 2015. Gli ingredienti sono sempre gli stessi: “personaggi stralunati, citazioni letterarie, traumi e ossessioni ricorrenti, simmetrie compositive, l'eleganza della messa in scena” ma disposti alla perfezione da Wes Anderson e “senza smarrire la visione d'insieme”. Il risultato, come si legge nella recensione di "The Grand Budapest Hotel", sono 110 minuti in cui “allo spettatore non è concesso un attimo di tregua e viene trascinato in una vicenda colma di colpi di scena, sequenze d'azione, inseguimenti e intrecci mistery”. Per fortuna c'è anche tempo per ridere, grazie alle digressioni narrative che Anderson ci – e si - concede, “quei divertenti siparietti, fini a se stessi, ma che rappresentano il 'soffio vitale' del suo stile”. A restare fuori dal podio c'è tanto bel cinema: la quarta posizione è del potente “Mommy”, opera in cui Xavier Dolan riversa "tutta la sua rabbia, l'impatto emotivo e visivo, la sua filosofia di vita”, scrive Nicola Accardo nel suo editoriale. La classifica segue con “Nymphomaniac” di Lars Von Trier, “Boyhood” di Richard Linklater, “The Wolf of Wall Street” di Martin Scorsese, “Her” di Spike Jonze e “Si alza il vento” del giapponese Hayao Miyazaki. E poi? Ci sarebbero altre eccellenze da citare: si pensi al monumentale “The Winter Sleep” di Nuri Bilge Ceylan e al minimale “Due giorni, una notte” dei Dardenne. Ma questo, si sa, è il limite delle classifiche di fine anno: 3, 10 o 50 posizioni non bastano mai per raccontare 365 giorni di esperienza cinematografica, trascorsi troppo velocemente. A 24 frame al secondo.

Interstellar, Gone Girl, The Grand Budapest Hotel: Top film 2014
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