Inside Out: "Non c'è Gioia senza Tristezza" parola di Peter Docter

Peter Docter Inside Out Disney pixar
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Dopo essere stato idolatrato al Festival di Cannes esce finalmente oggi in Italia il nuovo Capolavoro Disney Pixar Inside Out. Leggi su melty l'intervista al regista Peter Docter.

(di Sandra Martone) A guardarlo, con la sua camicia lilla, gli occhi azzurro mare e un viso senza età sempre pronto a regalare sorrisi Peter Docter ha tutta l’aria di essere un eterno Peter Pan. Ma, in fondo, nell’uomo che ha dato vita ai giocattoli nel capolavoro Toy Story, che ha fatto viaggiare per il mondo una casa legata a migliaia di palloncini in Up e che ha reso reali, e anche simpatici, gli incubi dei più piccini in Monster & Co. è normale che la parte “fanciullina” si percepisca a pelle. Classe 1968 Peter Docter è uno dei geni dell’animazione contemporanea, nominato 6 volte ai Premi Oscar il cineasta torna proprio oggi sui grandi schermi italiani con la sua ultima fatica, Inside Out (Leggi anche: 3 motivi per vedere Inside Out). Idolatrato al Festival Cannes e in America, dove il lungometraggio solo nel primo week end ha incassato più di Avatar, Inside Out è il viaggio nella mente di un’adolescente, Riley, dove le 5 sue emozioni primarie Gioia, Tristezza, Paura, Rabbia e Disgusto sono le prime a dover combattere e lottare contro i repentini cambiamenti nella vita e nella percezione del mondo della piccola protagonista. Ma come è nata l’idea di rendere concreto qualcosa come le emozioni che per antonomasia non lo è? “Semplice, al pari di ogni genitore che si rispetti, guardando mia figlia Elizabeth, più volte mi sono chiesto cosa le passasse per la testa” ha detto a melty lo stesso Peter Docter. (Inside Out, leggi la recensione).

Quindi è tutto merito di Elizabeth… Sì, in effetti mia figlia somiglia molto a Riley (ride n.d.r.). Quando Elizabeth era adolescente i suoi comportamenti mi sembravano immotivati per questo ho cercato di trovare una spiegazione alle sue reazioni per così dire particolari… Così è nata l’idea di Inside Out che non è altro una rappresentazione fantasiosa della mente, cosa ancor più astratta del cervello…

Inside Out: "Non c'è Gioia senza Tristezza" parola di Peter Docter

È stato difficile concretizzare la mente umana? Dal design alle ambientazioni è stato tutto molto complesso. Non era mai stato fatto nulla di simile: la doppia ambientazione, mentale e reale, non è stata facile da gestire. Inizialmente i personaggi dovevano essere tutti inseriti in un contesto teatrale, ma la cosa non funzionava, poi abbiamo pensato a una sorta di nave dove ogni emozione doveva avere una sua cabina ma neanche questo ci ha convinto. Alla fine l’idea vincente è stata quella che si può vedere nel film: una sorta di “quartier generale” della mente umana. Non è stato quindi affatto facile concretizzare la mente umana: ci abbiamo messo 5 anni di cui 3 e mezzo solo per scrivere la storia!

Un “quartier generale” limitato a 5 emozioni… Sì, abbiamo consultato degli psicologi e, nonostante loro non fossero proprio d’accordo, abbiamo deciso di ridurre le emozioni solo a cinque, altrimenti la coralità dei personaggi sarebbe stata ingestibile da un punto di vista narrativo. A un certo punto, nel “quartier generale” avevamo deciso di inserire anche speranza ed orgoglio ma alla fine le loro caratteristiche le abbiamo donate a Gioia e Rabbia.

Inside Out: "Non c'è Gioia senza Tristezza" parola di Peter Docter

Blu Tristezza, Rosso Rabbia, Verde Disgusto e Viola Paura. Ogni emozione in Inside Out ha un colore di riferimento tranne Gioia, come mai? Gioia è l’emozione che ha più sfaccettature quindi non poteva essere “catalogata” con un unico colore ma doveva essere diversa dagli altri. Inoltre la scelta dei capelli blu è stata dettata dalla voglia di voler in qualche modo anticipare uno dei motti dei film ovvero che non c’è Gioia senza Tristezza.

Come pensa abbiano preso i bambini questa “rivolta della Tristezza”, sentimento sempre edulcorato nei lungometraggi loro dedicati? Guardi le racconto una cosa: quando il film era più o meno a metà della produzione abbiamo fatto una proiezione con dei bambini. Le loro reazioni sono state fantastiche addirittura il figlio di un animatore Pixar, terrorizzato dall’acqua, si è buttato senza remore in piscina dopo aver capito che era Paura a bloccarlo. I bambini sono in grado di capire le emozioni meglio di noi adulti e io l’ho sempre immaginato ma Inside Out da molti punti di vista ne è stato la conferma.

Inside Out: "Non c'è Gioia senza Tristezza" parola di Peter Docter

La protagonista di questo cartone è una bambina coraggiosa e forte, per quanto messa a dura prova dagli eventi. Con Brave (prodotto dallo stesso Peter Docter n.d.r.) per la prima volta la Pixar ha dato vita a una Principessa diversa dal solito: ci sono state pressioni per questi film con protagoniste femminili così “particolari”, così femministe? Certo, ci sono state. Le bambine prendono ad esempio le Principesse o comunque le protagoniste dei nostri film. Ci sembrava fosse arrivato il momento di cambiare le cose, di togliere la storia d’amore, di rendere indipendenti le eroine. E così abbiamo fatto, nonostante i commenti negativi di molti.

Crediti: web