Il rock è "Nero"! Federico Poggipollini, il nuovo album (INTERVISTA)

Federico Poggipollini in bianco e "Nero"
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Vena melodica, sound vintage e il blues a fare da collante: Federico Poggipollini racconta a melty “Nero”, il suo quarto album da solista. Un rock mescolato al punk che appassiona con “Per Le Strade di New York” e fa ballare con “La Più Bella del Bordello”.

(di Emanuele Zambon). “Una cosa semplice, ascoltami”, canta Federico Poggipollini nella hit “La Più Bella del Bordello”. Il suo suona come un invito rivolto ai fan in occasione della presentazione di “Nero”, il suo nuovo album da solista, lontano dagli impegni con Ligabue, di cui è lo storico chitarrista adorato dai fan del Liga (che lo conoscono ormai come Capitan Fede). Il quarto lavoro personale del rocker emiliano non è per nulla semplice, in verità, dotato com’è di sonorità ricercatissime, al limite del maniacale. L’ho capito sin dai primi minuti del nostro incontro, avvenuto presso la Discoteca Laziale di Roma, storico locale della capitale legato all’ambiente musicale. Per Federico Poggipollini la musica ha lo stesso effetto dell’ossigeno sugli altri esseri umani: la vive, la respira e senza di essa può restare in apnea per brevissimo tempo. Prova ne è che durante l’intervista improvvisa un live di alcune sue hit, tanto è l’amore per la sua professione. Occhiali da sole, camicia di jeans, il viso leggermente tirato per via del tour de force promozionale. Si presenta così il rocker emiliano, che vanta collaborazioni illustri come quelle di inizio anni ’90 con i Litfiba (“Sogno Ribelle”, “Terremoto”) e poi con Ligabue fin dai tempi di “Buon Compleanno Elvis”. Di seguito l’intervista completa di melty a Federico Poggipollini in occasione dell’uscita di “Nero”, il suo nuovo album.

- Melty - Federico, come è nata l'idea di "Nero" e che peculiarità presenta il tuo nuovo album?

- F.P. "'Nero' racconta del mio passato ed è un album completamente diverso, segna una svolta rispetto ai 3 precedenti ('Via Zamboni 59', 'Nella Fretta Dimentico', 'Caos Cosmico'). Si può dire che è il mio album più maturo, non per forza quello più intimista, anche se c'è molto del mio passato e dei miei affetti"

- Quanto è stato fondamentale avere un produttore come Michael Urbano (Smash Mouth, Sheryl Crow, Zucchero) che è sempre stato in totale sintonia con le tue scelte?

- F.P. "Il rapporto con lui è stato essenziale, dal momento che la mia intenzione era quella di riprodurre un sound legato al mio background e Michael (Urbano) era del mio stesso avviso e condivideva i miei stessi gusti. Gradiva un qualcosa in italiano ma con quel suono lì, dal sapore vintage. Io alle volte ero al settimo cielo, soprattutto nelle prime fasi quando ho ascoltato per la prima volta la mia voce registrata, poiché non nasco come cantante bensì come musicista, e notavo che la mia voce veniva utilizzata proprio come se si trattasse di uno strumento musicale, al pari della chitarra e del basso. Con il produttore siamo stati sempre in sintonia. All'inizio, quando sperimentavamo in studio alla ricerca del giusto mood, mi piacevano moltissimo le sue scelte e il suo entusiasmo nell'essere coinvolto nel progetto. Mi ricordo una cosa che non ho mai detto. Lui mi mandava dei leaks e mi diceva: non darmi subito una risposta, sentili e mi rispondi tra 2/3 giorni. In realtà i suoi suggerimenti erano perfetti fin da subito. Quella di 'Nero' è stata una lavorazione molto calma, il disco è pronto da 6 mesi ma ho avuto tutto il tempo di perfezionarlo, di suonarlo. Anche se è stato registrato in presa diretta nel giro di poco tempo, ciò non significa che non vi è stato un lavoro accurato dietro. Abbiamo fatto questa sessione live in studio, lasciando volutamente delle libertà e delle sbavature che fanno dell'album un'opera genuina. “Nero”, la canzone che da il nome al disco, ad esempio è stata registrata solo una volta. Ho voluto fare una cosa sincera, spero che i fan lo apprezzino"

- In alcune hit come 'La Più Bella del Bordello' è evidente l'influenza dei Black Keys, in altre come 'Per Le Strade di New York' traspare una vena più melodica. È proprio così?

- F.P. (ride perché le due canzoni sono le sue preferite) "Vero, il richiamo aiBlack Keys è voluto. Loro, prima di me, hanno utilizzato il proprio background rifacendosi ai classici e restituendoli in chiave rock. La differenza è che loro non hanno la cultura melodica che è una prerogativa tutta italiana. In 'Nero' invece - e un pezzo come “Un Giorno come un altro” lo dimostra - il romanticismo è vivido, dal momento che è una prerogativa della nostra tradizione, insomma noi ce l'abbiamo nel sangue. Comunque mi sono ispirato ai Black Keys perché mi piacciono molto loro, fin dai tempi di 'Blackroc'. Mi innamorai del loro sound, sentivo che le cose che ascoltavo le ritrovavo nel mio vissuto. La vena melodica in 'Nero' è stata prima messa a fuoco e poi esaltata. Credo che 'La Più Bella del Bordello' potrebbe rivelarsi un potenziale tormentone. Quanto a 'Per Le Strade di New York', si può definirla come un funeral blues molto intimo e ha un testo che per me è al limite tra l’innamoramento della musica e l’innamoramento di una donna".

- Il tuo nuovo album presenta una caratteristica insolita: è suonato con strumenti del passato. Ci spieghi il perchè di tale scelta?

- F.P. "Perchè sono innamorato del suono e degli strumenti vintage, appassionato dall'epopea anni '60 di aziende come la Farfisa, Vox, Galanti. In 'Nero' le chitarre che suonano sono proprio quelle degli anni '60. Mi sono messo a ricercare gli strumenti, visto che ho l'animo del collezionista. Io non volevo una cosa pulita, e Michael (Urbano, il produttore) si è appassionato e ha interagito con me, è stata una lavorazione maniacale".

- Quanto incide sulla tua carriera da solista un album come 'Nero'? Pronto per il tour estivo?

- F.P. "Io avevo bisogno di fare un disco che mi permettesse di camminare a testa alta, è un disco che pochi potrebbero fare perché c’è molta conoscenza dello strumento musicale, c’è tutta la mia esperienza. Quest’estate farò soprattutto festival. Io arrivo dal punk, adoro i Queens of the Stone Age e i Clash. Questo è un disco che dal vivo rende al massimo, le libertà musicali verranno esaltate dai live. In autunno farò un grosso giro nei club italiani e passerò più volte anche a Roma".

Noi di melty non vediamo l'ora di ascoltare Federico Poggipollini dal vivo.

Crediti: Federico Poggipollini/Youtube, web , Federico Poggipollini official