Il pagellone del basket: Venezia, Eyenga, Sassari, Cervi e Cantù, meglio e peggio della 26^ di Serie A

Quale biancorosso vestirà Cervi nel 2015/2016?
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Ecco il pagellone della Serie A dopo l'11a di ritorno. Allori per Venezia, Eyenga, Reggio e Upea, scendono Brindisi e Sassari. Cervi al bivio, Cantù forse già oltre. E intanto l'Eurolega tesse le sue trame...

10 ALL'UMANA VENEZIA

Dopo la vittoria sfiorata a Reggio Emilia (dove, col senno di poi, ha fatto meglio di Sassari), la Reyer era chiamata a un altro esame non facile: reggere l'onda d'urto di Metta World Peace e della nuova (o almeno così ritenevano i canturini più ottimisti) Acqua Vitasnella panda-friendly. Sarà che i brianzoli non riescono proprio a trovare la quadratura del cerchio in questa stagione, ma i ragazzi di Charlie Recalcati hanno superato l'esame con lode, facendo a fette gli avversari dal secondo quarto in poi e chiudendo con 21 punti di scarto che – se gli orogranata non avessero un po' tirato i remi in barca nel finale – avrebbe potuto essere un comodo trentello. Il calendario riserva ancora qualche insidia ai lagunari, ma guardando alla stagione regolare nel suo complesso Phil Goss e compagni sembrano aver legittimato la seconda posizione più della pur ottima Grissin Bon; e l'impressione è che anche ai playoff, complice la maggiore integrità fisica (tocchino ferro i tifosi veneziani), l'Umana possa dare più filo da torcere all'EA7 Milano rispetto alle altre aspiranti sfidanti.

Il pagellone del basket: Venezia, Eyenga, Sassari, Cervi e Cantù, meglio e peggio della 26^ di Serie A
9 A CHRISTIAN EYENGA

Quello dell'Openjobmetis è ormai diventato un campionato di transizione verso un'estate di riflessioni e una stagione – la prossimo – di auspicato rilancio della storica formazione biancorossa, ma intanto i ragazzi di Attilio Caja stanno cercando di onorare quel che resta della stagione, e alcuni di loro ci stanno riuscendo egregiamente: uno di questi è Eyenga che, ispirato dalla (mezza) rivelazione Eric Maynor, si sta guadagnando una possibile conferma in quel di Masnago. Nella vittoria sul fanalino di coda Juve Caserta, più sudata del previsto, l'ala congolese ha messo a referto ben 25 punti, 9 rimbalzi, 2 recuperi e un assist sfiorando il trentello di valutazione con 29 (suo record stagionale). È proprio da lui e dal playmaker americano arrivato a stagione in corso che potrebbe partire la rifondazione della squadra lombarda, sperando che per il resto la dirigenza si muova con più buon senso rispetto all'estate scorsa.

8 ALLA GRISSIN BON REGGIO EMILIA

Senza Federico Mussini e senza Ricky Cervi, potenzialmente infastidita dalle voci di mercato riguardanti quest'ultimo (vedi sotto) e contro un avversario desideroso di rifarsi dei recenti scivoloni come Sassari, non era una missione facile quella della Reggiana nel posticipo della domenica. I ragazzi di Max Menetti, però, sanno sempre (o quasi) trovare le risorse giuste al momento giusto, soprattutto tra le mura amiche, e anche contro la Dinamo, nel terzo quarto, è arrivato lo scatto decisivo. Un successo di squadra, ottenuto grazie all'apporto di “gregari” come Giovanni Pini (giocatore limitato tecnicamente e fisicamente che però, quando viene responsabilizzato, riesce spesso a superare quei limiti), del solito Achille Polonara (tanto per cambiare doppia doppia ed MVP) e dei veterani, in particolare l'intramontabile Rimas Kaukenas, uscito alla distanza con alcune delle sue prodezze che non stancano mai. Il secondo posto è alla portata, e viene già da leccarsi i baffi pensando all'eventuale serie di semifinale contro Venezia.

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7 ALL'UPEA CAPO D'ORLANDO

È mancata la continuità, è mancata la profondità di organico, è mancato il giusto amalgama, a tratti è mancata anche la fortuna. Ma di certo non manca l'orgoglio a questa Orlandina, almeno in questo finale di stagione: mentre la dirigenza continua con la girandola di cambiamenti nel roster (il campionat va onorato, è vero, ma che senso ha continuare ad inserire nuovi giocatori a salvezza raggiunta? Non sarebbe meglio far fare esperienza a qualche giovane? ), i ragazzi di Giulio Griccioli – o almeno alcuni di loro – continuano a dare l'anima sul parquet, e dopo i sorprendenti successi di Avellino e Caserta giocano un brutto scherzo a un'altra “sorella” meridionale, l'Enel Brindisi. Nonostante una formazione fortemente rimaneggiata e la difficoltà addizionale di giocare “in trasferta” a Trapani, i siciliani tengono testa ai più talentuosi avversari e, quando la gara sembra segnata, risorgono trovando la zampata vincente con Tyrus McGee, autore di soli due tiri e cinque punti prima della tripla vincente. Una vittoria molto meno influente di quanto sia invece influente (in ottica playoff) la sconfitta di Brindisi, a conferma che nessuno, in questo campionato, vuole regalare alcunché.

6- A MARCO BELINELLI

Siamo alle solite. Con la differenza, però, che stavolta c'era stata una dichiarazione di impegno quasi vincolante. Dopo aver fatto promesse in chiave azzurra (forse strappate per poter fare grandi proclami? ) a Petrucci e Pianigiani nella loro sortita statunitense qualche mese fa, ora Belinelli afferma: “La mia volontà è sempre di andare all’Europeo e difendere i colori dell'Italia. Però bisogna aspettare fine stagione e analizzare la mia situazione, sia da un punto di vista fisico che contrattuale. Credo che nessuno possa dirsi sicuro al 100% di esserci”. Come a dire, se i San Antonio Spurs fanno strada nei playoff, Marco conclude la stagione affaticato e magari la dirigenza texana (che si è già rassegnata alla partecipazione di Tony Parker all'Eurobasket) gli intima di evitare guai, è probabile che a Berlino e nell'eventuale seconda fase di Lilla la Nazionale debba fare a meno di lui. E mentre Danilo Gallinari inanella record e Gigi Datome si toglie finalmente qualche soddisfazione con i Celtics, anche Andrea Bargnani ha ricominciato a fare dentro e fuori dal campo per malanni e acciacchi vari. Incrociamo le dita...

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5 ALL'ENEL BRINDISI

Avendo noi lodato poco sopra la tenacia dell'Orlandina, coerenza vorrebbe che l'Enel fosse risparmiata di una menzione negativa in questa rubrica. Ma dove finiscono i meriti dell'Upea iniziano – e non sono pochi – i demeriti dei pugliesi, ai quali ancora una volta in questa stagione (anche europea) manca il centesimo per fare l'euro. Il successo corsaro in Sicilia sembrava cosa fatta a pochi minuti dalla fine, ma i distratti uomini di Piero Bucchi si sono fatti sorprendere dal rientro degli avversari e hanno finito per essere castigati a fil di sirena. Una punizione forse troppo severa per ciò che si è visto in campo nell'arco dei 40 minuti, ma fatto sta che l'Enel è tornata a casa a bocca asciutta anche stavolta. Qualche consolazione, se non altro, c'è: in primo luogo l'ennesima solidissima prova di James Mays (15, 10 rimbalzi e 4 stoppate), in secondo luogo il fatto che arrivare sesti e non quinti, volendo guardare con ottimismo ai playoff, significa evitare l'EA7 Milano almeno fino in finale.

4 ALLA DINAMO SASSARI

Espugnare Milano e Reggio Emilia quasi consecutivamente sarebbe stato uno straordinario viatico per i playoff del Banco di Sardegna. Vincere almeno una delle due partite avrebbe dato comunque una spinta emotiva prima ancora che di classifica. Perderle entrambe, e piuttosto malamente, con il poco piacevole intermezzo della debacle interna contro l'Aquila Trento è ciò che di più vicino ci possa essere a un'altra mini-crisi, per i sardi, che hanno praticamente perso il treno del terzo- quarto posto e si vedono addirittura insidiati in quarta posizione dalla stessa Trento. È vero, al PalaBigi David Logan e compagni sono usciti a testa più alta rispetto alle ultime due batoste, ma la sconfitta è stata comunque meritata, e ha messo in mostra anche problemi di affiatamento offensivo oltre alle patologiche lacune difensive. Quo vadis, Dinamo?

3 A RICCARDO CERVI...

Se cederà alle sirene meneghine e approderà davvero all'EA7 Emporio Armani Milano al termine della stagione. In questo caso siamo con il suo dirigente Alessandro Frosini, che in sostanza ha affermato quanto segue: “È legittimo che Riccardo voglia provare a misurarsi con l'Eurolega, ma se Milano vuole davvero puntare a fare meglio in Europa non darà spazio a Cervi. Lui per quel livello sarà pronto fra tre anni”. E infatti, per l'Olimpia, ingaggiarlo come secondo centro (verosimilmente dietro a Samardo Samuels) sarebbe una grossa scommessa in ottica europea, mentre da terzo centro il buon Ricky rischierebbe di non vedere mai il campo, e hai voglia a migliorare giocando solo nel garbage time o contro gli avversari più modesti... Se poi è vero che il lungo reggiano ha già firmato un contratto (o pre-contratto che sia), allora il voto negativo è meritato a prescindere, poiché rappresenta una mancanza di professionalità e di rispetto nei confronti della piazza emiliana che l'ha lanciato. Poco ma sicuro, ci sarà lo zampino di un procuratore fin troppo solerte...

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2 ALL'ACQUA VITASNELLA CANTÙ

Se anche il colpo di “defibrillatore” Metta World Peace non è riuscito che a dare una scossa di un paio di settimane, significa che Cantù ha davvero poche speranze di redenzione in questa stagione. Dopo la combattuta sconfitta di Pistoia e la convincente vittoria su Capo d'Orlando, alla prova del nove i brianzoli si sono sgretolati, facendosi travolgere dal secondo quarto in poi da una Reyer Venezia che è sì talentuosa ma certo non avversario inarrivabile, in special modo per una squadra con un Ron Artest in più a disposizione. Alla fine, per l'ex Laker, un tabellino accettabile da 12 punti, 5 rimbalzi, 3 assist e 3 recuperi per 18 di valutazione (MVP dei suoi), ma non è per accumulare cifre individuali che è stato ingaggiato. Ci rifiutiamo di credere che Pino Sacripanti sia improvvisamente diventato incompetente e allora, forse, possiamo prendere in prestito il coraggio di Zvonimir Boban e mutuare ciò che ha detto del Milan di Pippo Inzaghi dopo l'ennesima figuraccia: questa squadra è semplicemente scarsa. Se non tecnicamente, quantomeno in termini di comprensione del gioco e personalità.

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1 ALL'EQUILIBRIO DEL CAMPIONATO (E AL SUO FUTURO)

È vero, dalla seconda piazza a metà classifica c'è ancora molto da decidere, ma le due lotte teoricamente più appassionanti, quella per il primato in stagione regolare e quella per la salvezza, sono già chiuse, e lo sono sostanzialmente da settimane. Se poi si pensa che il campionato nel suo complesso è sempre più povero di grandi giocatori, personaggi mediatici, bandiere e storie da ricordare, viene davvero da chiedersi perché mai, se non per amore di una maglia o della pallacanestro nostrana, una persona dovrebbe seguire la Serie A italiana e non la NBA o un altro campionato europeo, o magari solamente l'Eurolega. Ma diciamolo piano, perché quello di soppiantare i campionati nazionali con una sorta di superlega continentale è l'obiettivo ormai dichiarato di Jordi Bertomeu e dei suoi seguaci negli uffici di Barcellona. Alcune federazioni hanno già promesso battaglia, ma si preannunciano mesi di fuoco e prevedibili compromessi che (soprattutto se i grandi sponsor pretenderanno di dettare legge) finiranno probabilmente per scontentare tutti.

Crediti: Eurolega , NBA, Legabasket, Facebook