Metta World Peace, Mitchell, Kaukenas e Basile, il pagellone della 25^ di Serie A

L'amico dei Panda al Pianella (foto Pall. Cantù)
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Ecco il pagellone della Serie A dopo la 10a di ritorno. Metta World Peace sale in cattedra al Pianella, ma elogi anche per Tony Mitchell, Kaukenas e Denmon. Chi elogia Basile, invece, dovrebbe farsi un esame di coscienza.

10 A METTA WORLD PEACE

Stavolta ci ha messo gli effetti speciali. Dopo l'esordio in pompa magna coinciso però con una sconfitta e con una prestazione non del tutto convincente, al debutto casalingo l'amico dei panda non poteva fare cilecca, e non l'ha fatto. Anzi. Approfittando di un'Orlandina orfana di Gianluca Basile e piuttosto rinunciataria, Cantù ha travolto i siciliani con la propria energia fin dal primo quarto (29-11), chiudendo con 26 punti di scarto e facendo più volte saltare sui seggiolini l'elettrizzato popolo del Pianella. MVP morale (statistiche alla mano, superato per un punto di valutazione da Darius Johnson-Odom) è stato ovviamente Metta, autore di 19 punti in 18 minuti e alcuni balzi degni del miglior Ron Artest, a dare l'ultima spinta verso il baratro a tutti gli scetticismi che hanno accompagnato il suo approdo in Italia, almeno quelli sulle condizioni fisico-atletiche. Ora, però, ci sarà da confermarsi: il mirino di Metta, più che sulla difficile trasferta di Venezia, è puntato sul derby della prossima settimana contro l'Olimpia Milano, succulento banco di prova per sostanziare la nuova candidatura di Cantù come mina vagante in ottica scudetto.

Metta World Peace, Mitchell, Kaukenas e Basile, il pagellone della 25^ di Serie A
9 A TONY MITCHELL

Ubi maior (Metta World Peace), l'MVP di giornata deve accontentarsi del secondo gradino di questa graduatoria. Ma è un bell'accontentarsi per Mitchell, che ha già gloria a sazietà dopo l'ennesima impresa sua e dell'Aquila Trento in questo campionato, la lezione data a Dyson e soci a Sassari. Stavolta, infatti, a cadere è stato il PalaSerradimigni, con la Dinamo incapace di arginare il talento offensivo degli avversari e di eguagliarne la produttività sull'altro lato del campo. 92 punti in trasferta non sono da tutti, ma riescono certamente più facili se di un terzo abbondante si incarica il bomber americano, il cui tabellino finale recita 31 punti, 6 rimbalzi, 3 assist e 10 falli subiti per 36 di valutazione. Altro che rivelazione: la matricola terribile di Maurizio Buscaglia è ormai una delle realtà più solide (non solo sul parquet) del campionato, e se non fosse per qualche – comprensibile – scivolone nel girone d'andata ora si starebbe giocando una delle prime quattro posizioni.

L'Aquila ha sorpreso anche Dyson e compagni
L'Aquila ha sorpreso anche Dyson e compagni
8 A RIMAS KAUKENAS

Non si può dire che migliori invecchiando perché il Kaukenas di anni fa era già un fenomeno di carisma e freddezza, ma di certo gli anni non sembrano scalfire la resistenza e la lucidità della guarda lituana, capace di decidere il big match di giornata Reggio Emilia-Venezia con una tripla a fil di sirena. È vero, con il marcatore Julyan Stone scivolato a terra e nessun avversario a ostacolarlo, il tiro di per sé non era il più difficile che possa capitare a un cestista, ma in situazioni del genere la palla “pesa” quintali. E a 38 anni (li compirà tra qualche giorno), arrivare al 40' con energie e prontezza sufficienti, quando in campo ci sono giocatori di anche 20 anni più giovani e pari ruolo più alti e più grossi, non è da tutti. Buon per la Grissin Bon di Max Menetti, che riacchiappa la Reyer e, con il vantaggio negli scontri diretti, è ora la favorita nella corsa al secondo posto in stagione regolare.

Metta World Peace, Mitchell, Kaukenas e Basile, il pagellone della 25^ di Serie A
7+ ALLA VANOLI CREMONA

In un girone di ritorno caratterizzato da diversi alti e bassi, ecco un altro “alto” della Vanoli, che in trasferta ha la meglio sulla Consultinvest Pesaro e sul folletto indiavolato Chris Wright (31 punti e 36 di valutazione). Lo stesso Wright aveva recentemente raccontato di una Pesaro diversa, dal suo arrivo in poi, una squadra più competitiva e molto più difficile da sconfiggere tra le mura amiche. Ma la Vanoli di Cesare Pancotto ci è riuscita con merito, capitalizzando il grande primo quarto (13-28) e rimanendo così pienamente in corsa per i playoff. Protagonisti, naturalmente, gli americani, ma anche il solito Luca Vitali (15 punti, 7 rimbalzi e 7 assist) e l'altro membro della “Montegranaro connection” Luca Campani (13 e 3 rimbalzi). Ci sarà bisogno di tutti loro per i decisivi scontri diretti delle prossime settimane contro Bologna e a Cantù.

7 A MARCUS DENMON

Uno dei punti di forza dell'Enel Brindisi di Piero Bucchi – o forse il suo punto di forza maggiore – è la “non belligeranza” degli americani, che si alternano alla guida della squadra senza eccessi di egoismo o bronci (almeno all'apparenza) quando è uno dei compagni ad assumere le redini del comando. E così contro l'ostica Giorgio Tesi Group Pistoia è Denmon a tornare mattatore, segnando 27 punti nell'89-77 sui toscani con ben 7 triple a segno sulle 11 tentate. Un equilibrio non facile da conservare, quello di casa Enel, ma, alla faccia degli infortuni e dell'Eurochallenge che ha rischiato di togliere energie psicologiche e mentali alla squadra, i biancoblù pugliesi stanno disputando un campionato di alto livello, che li vede protagonisti di un testa a testa con la matricola Trento per la conquista del quinto posto in stagione regolare. E poi, con il genio e sregolatezza di Denmon, Pullen e soci, non è escluso che Brindisi possa “accendere” qualche fuoco d'artificio anche ai playoff.

5 ALLA CONSULTINVEST PESARO

Qual è la differenza tra la prestazione del “trentino” Tony Mitchell e quella di Chris Wright (31 punti e 36 di valutazione per entrambi)? Semplice: l'americano della Dolomiti Energia è stato agevolato e sostenuto dal resto della squadra, che è riuscita così a cogliere uno straordinario successo esterno sul campo di Sassari, mentre quello della Consultinvest è stato protagonista sostanzialmente di un one-man show, a cui si è affiancato con un contributo sostanzioso il solo Wally Judge (20 punti e 10 rimbalzi). È vero che il discorso salvezza è ormai quasi archiviato, con Caserta penalizzata e sconfitta (pur lottando) anche contro l'EA7 Milano, ma vanificare una simile prestazione è un peccato capitale per una squadra che ha il dovere minimo di ridare fiducia ed entusiasmo al proprio pubblico in questo finale di stagione altrimenti privo di significato.

Metta World Peace, Mitchell, Kaukenas e Basile, il pagellone della 25^ di Serie A
0 A QUELLI CHE...

Ora si sperticano in lodi ed elogi a Gianluca Basile per le sue recenti dichiarazioni sullo stato della pallacanestro (“Non è più il mio basket, perché non c'è più l'idea che si giochi a pallacanestro, perché l'80% dei canestri è frutto d'invenzione ed estemporaneità, non più di schemi e di gioco di squadra, perché la scuola europea sta tramontando soppiantata da quella americana. Se non sei al 100% in questo basket squisitamente atletico diventa impossibile competere”), ma poi gridano alla prodezza per ogni schiacciata trita e ritrita e vanno in brodo di giuggiole per ogni esaltazione dell'individualismo propinata dai soliti americanofili di Sky Sport&Co. La coerenza è merce rara al giorno d'oggi, ma sarebbe il caso che il popolo del basket europeo si decidesse una volta per tutte: se si vuole veramente l'NBA in Europa, allora così sia, almeno nelle piazze che se lo possono permettere (Londra, Madrid, Berlino, Parigi, Istanbul...); altrimenti si rifondi la scuola europea, e si torni a una pallacanestro in cui tecnica, tattica e gioco di squadra rendono ogni partita un'avvincente intreccio di virtuosismi, astuzie e strategie, in cui a vincere non è chi salta di più ma chi riesce a dominare al meglio le varie componenti in gioco, inclusa quella fisico-atletica. Scimmiottare gli Stati Uniti, come molti paesi europei stanno facendo oggi, non porterà a nulla.

Crediti: Savino Paolella - SportBestPhoto, melty.it, Pallacanestro Cantù, Legabasket