Cantù, Ivanov, Milano, Sassari e 'Quelli che il calcio': Il pagellone della 27^ di Legabasket

Metta World Peace e compagni alla svolta? (foto Pall.Cantù)
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Ecco il pagellone della Serie A dopo la 12a di ritorno. In cima Cantù che si rilancia con Metta World Peace, brillano Dejan Ivanov ed Eric Maynor. Dietro la lavagna Milano, Sassari, Avellino e soprattutto "Quelli che il calcio".

10 ALL'ACQUA VITASNELLA CANTÙ

Meglio tardi che mai. È da tutta la stagione che i tifosi brianzoli aspettano la svolta decisiva, e dopo tante delusioni forse è arrivata: la straripante vittoria sull'odiata EA7 Emporio Armani Milano e il sudato ma meritato successo sulla Vanoli Cremona mettono i ragazzi Pino Sacripanti in una posizione privilegiata nella lotta per i playoff (pur se Cremona ha conservato il vantaggio nella differenza canestri), e con il “bonus” di energia ed entusiasmo portato in dota dal battagliero Metta World Peace – direttamente e indirettamente – i biancoblù sembrano avere le carte in regola per poter centrare la settima/ottava posizione e svolgere ai playoff il ruolo di avversaria che nessuno vorrebbe incontrare, almeno al primo turno. La missione non è ancora compiuta, ma Stefano Gentile e compagni si trovano nella situazione a cui speravano di poter arrivare.

Cantù, Ivanov, Milano, Sassari e 'Quelli che il calcio': Il pagellone della 27^ di Legabasket
9 A DEJAN IVANOV

Se alla fine di questo rush finale di campionato la Juve Caserta riemergerà dall'apnea a cui è costretta e si scoprirà salva sul campo (la permanenza definitiva in Serie A si giocherà poi quest'estate nel circo dei ripescaggi), lo dovrà in buona parte a Ivanov, lungo buono per tutte le stagioni che anche nel derby di Avellino ha dato sfoggio di solidità come pochi pari ruolo sanno fare. 28 punti in 29 minuti, per un giocatore che vede il tiro da tre come opzione da evitare se non in punto di morte (cestistica), sono già di per sé qualcosa di ragguardevole; ma abbinati a 9 rimbalzi, 2 assist e 10 falli subiti lo rendono di gran lunga l'MVP di giornata con uno strepitoso 36 di valutazione, suo massimo stagionale e più che sufficiente a dare le spallate determinanti – assieme ad un ispirato Carleton Scott e al solito Henry Domercant – alla Scandone, ex squadra del gemello Kaloyan.

8 ALLA GIORGIO TESTI GROUP PISTOIA

Non sempre funziona con precisione svizzera, ma quando funziona questa Giorgio Tesi è un piacere da veder giocare: in una sfida fondamentale per la corsa ai playoff e contro un'avversaria di alta classifica contro la Grissin Bon Reggio Emilia, i ragazzi di Paolo Moretti entrano in campo con straordinaria determinazione e fin dal primo tempo mettono nettamente sotto i temibili reggiani. Una prestazione corale (cinque uomini in doppia cifra) che riesce a compensare l'assenza di Daniele Cinciarini e a mandare in visibilio ancora una volta il pubblico del PalaCarrara, che può esaltarsi anche per i canestri del figlio del coach, il '98 Davide Moretti, autore di 5 punti in 7 minuti. Per i playoff la concorrenza è abbondante e accanita (Cantù su tutte), ma anche quest'anno, passato l'effetto-sorpresa da neopromossa, la GTG c'è, ed è pronta ad affrontare questa prova di maturità.

Cantù, Ivanov, Milano, Sassari e 'Quelli che il calcio': Il pagellone della 27^ di Legabasket
7 A ERIC MAYNOR

Per mandare nel pallone il Banco di Sardegna, di questi tempi, non ci vuole il Dream Team del '92, (vedi sotto), ma la vittoria dell'Openjobmetis al PalaSerradimigni rimane è una soddisfazione da custodire tra i piccoli gioielli di una stagione avara di gioie per i colori varesini. E buona parte del merito è di uno dei grandi rimpianti della stagione biancorossa, rimpianti nel senso che, se fosse arrivato prima, forse la squadra ora allenata da Attilio Caja si starebbe giocando i playoff con gli odiati cugini canturini: si tratta di Eric Maynor, capace di incantare Sassari con 21 punti, 8 rimbalzi, 7 assist, 2 recuperi e soprattutto zero palle perse, numero stupefacente per un giocatore che, come testimoniano le cifre, ha avuto per le mani numerosissimi palloni, sprecandone alcuni da oltre l'arco (0/4) ma tesaurizzando tutti gli altri, compresa una buona dose di passaggi smarcanti per l'ottimo Chris Eyenga (ventello anche stavolta). È vero che la grande applicazione del play americano va probabilmente ricondotta più alla ricerca di un buon contratto per la prossima stagione che all'amore per la maglia, ma se Varese riuscirà a trattenerlo, magari, la seconda delle due componenti potrebbe presto prevalere sulla prima.

6+ A RAI E LEGABASKET

Chi segue questa rubrica (o, più in generale, chi segue il basket italiano) sa bene come l'emittente di Stato e la lega che organizza la massima serie abbiano meritato più critiche che lodi, in questa stagione, ma in questo caso si sono entrambe meritate un plauso: gli ultimi due, decisivi turni di campionato (che devono, per regolamento, prevedere lo stesso orario di inizio di tutte le gare) vedranno infatti la trasmissione di due gare in diretta (alle 20.30 su Rai Sport 1 nel turno del 3 maggio e alle 17.30 su Rai Sport 2 il 10 maggio) con collegamenti da due campi. Va detto, in virtù dell'ormai consolidata diretta web di “Serie A Beko Live” su Legabasket TV, il ping-pong televisivo rischia di risultare un inutile doppione, ma qualsiasi novità che possa offrire un servizio in più agli appassionati e aumentare la visibilità di club e campionato va accolto come un positivo segnale di dinamismo di due entità spesso votate al più anacronistico degli immobilismi.

5 ALLA GRISSIN BON REGGIO EMILIA

Per buona parte della stagione, agli “alti” della Reggiana in campionato facevano da contraltare i “bassi” dell'Eurocup, chiusa in anticipo rispetto a quello che avrebbero potuto far sperare la profondità e l'esperienza (di alcuni elementi) dell'organico biancorosso. Nelle ultime settimane, però, la truppa di Max Menetti ha accusato anche qualche grave passo falso in campionato, vanificando parzialmente i grandi sforzi compiuti da ottobre a questa parte (tra cui la bella vittoria sull'EA7 Milano) nella rincorsa del secondo posto. Va ascritto a questa categoria il netto KO del PalaCarrara, subìto in modo fin troppo passivo nonostante un Darjus Lavrinovic in grande spolvero. Gli zero punti di Rimas Kaukenas sono forse l'indicatore più emblematico dell'episodico disorientamento dei biancorossi, che però, se vogliono giocarsela fino in fondo ai playoff, non potranno più permettersi passaggi a vuoto, nemmeno su campi difficili come quello di Pistoia. Anche perché il cammino che si prospetta di fronte agli emiliani (Brindisi al primo turno, Venezia al secondo, Milano nell'eventuale finale) è spietatamente arduo.

Cantù, Ivanov, Milano, Sassari e 'Quelli che il calcio': Il pagellone della 27^ di Legabasket
4 ALL'EA7 EMPORIO ARMANI MILANO

È vero, mancavano due pedine chiave quali Daniel Hackett e Linas Kleiza (più il primo che il secondo, a dirla tutta), e l'Upea Capo d'Orlando è stata trascinata dall'entusiasmo di una piazza che, ritrovati i propri beniamini dopo due turni di squalifica e ormai certa della salvezza, voleva avviarsi alla chiusura in bellezza cogliendo lo scalpo dei campioni d'Italia. È vero, come erano vere le altre mille scusanti con cui i biancorossi si sono fatti scudo in questa stagione. Ora, però, concluso il calvario dell'Eurolega, sta arrivando il momento di fare sul serio in campionato, dimostrandosi corazzata anche quando le condizioni non sono delle migliori, e subire una netta “ripassata” da una neopromossa dopo essere stati “rullati” nel derby contro Cantù non è certo un bel modo di approssimarsi ai playoff per Alessandro Gentile e compagni. Fossimo in Luca Banchi faremmo molta attenzione: il mantra “tanto alla fine vince Milano”, di cui sotto sotto sembrano essere convinti anche i biancorossi, è un approccio che si è già rivelato insidioso nella finale 2014 (praticamente persa in gara 6 prima della famosa tripla sulla sirena di Jerrells) e nella Coppa Italia 2015.

3 ALLA DINAMO SASSARI

Come in un effetto palla di neve, tutte le piccole grane irrisolte della stagione del Banco di Sardegna stanno precipitando, una assieme all'altra, sulla testa di Meo Sacchetti e dei suoi uomini nel momento peggiore. Se Milano barcolla, infatti, la Dinamo sembra vicina al crollo, almeno nervoso, quando c'è un quarto posto ancora da difendere e tutti i playoff da giocare, con il sogno (ormai quasi un miraggio) della resa dei conti in finale contro l'Olimpia. Contro Varese è arrivata la quarta sconfitta consecutiva, la seconda interna, che ha palesato al pubblico sardo non solo gli arcinoti problemi difensivi ma anche una mancanza di armonia tecnica e umana che si ripercuote sul solitamente frizzante attacco biancoblù. I nervi a fior di pelle costano caro a Edgar Sosa, messo fuori squadra per un plateale battibecco con coach Sacchetti, e le voci di lussuosi rinforzi in arrivo (si è parlato di Pietro Aradori) non placano la preoccupazione di tifosi e società, che dopo essersi fatti sfuggire le prime due piazze vedono ora a rischio anche il quarto posto in classifica, con lo spettro dei playoff da affrontare senza il vantaggio del fattore campo sin dal primo turno contro Brindisi.

2 ALLA SIDIGAS AVELLINO

Non c'è Marques Green che tenga per questa Sidigas. Ora che anche l'illusorio effetto-Frates se n'è andato, la Scandone torna a deludere i propri tifosi, e lo fa con l'aggravante della posta in palio, non tanto i playoff (ormai lontani) quanto il sentitissimo derby contro la Juve Caserta. La sceneggiatura sembrava perfetta: casertani spinti definitivamente nel baratro della retrocessione, Anosike e compagni ancora agganciati alla speranza playoff e PalaDelMauro in festa come non si vede da diversi mesi. E invece ancora una volta l'Irpinia è terra di conquista per le squadre avversarie, nonostante Yatta Gaines ci metta tutto il suo talento per tenere a galla la barca biancoverde e propiziare la rimonta nell'ultimo quarto. Resta la soddisfazione di aver disputato le Final Eight di Coppa Italia (e aver sfiorato il colpaccio contro l'EA7 Milano), ma per il resto la stagione di Avellino è una di quelle su cui i tifosi non vedranno l'ora di voltare pagina.

1 A QUELLI CHE IL CALCIO

Quando le grandi tv generaliste si occupano di pallacanestro al di fuori degli spazi “classici” (come le dirette di Rai Sport), si sa, gaffes e banalizzazioni varie sono dietro l'angolo. Ma ridicolizzare un personaggio come Metta World Peace come ha saputo fare “Quelli che il calcio”, programma di Rai 2 in onda la domenica pomeriggio durante il turno del campionato di calcio, è ai limiti della denuncia per il danno d'immagine provocato al giocatore, a Cantù e all'intera Serie A di basket. Com'è consuetudine in certi programmi del nostro piccolo schermo, l'obiettivo non era quello di scoprire un personaggio o metterne in luce le varie sfaccettature, ma semplicemente quello di utilizzarlo quale mero strumento delle gag del conduttore Nicola Savino e degli altri “figuranti” della trasmissione. Tra incomprensioni, risposte “mangiate” dalle domande, riferimenti poco opportuni ai fatti di Auburn Hills e prevedibili battute sull'altezza dei cestisti, i pochi minuti dedicati all'ala americana sono risultati inutili per il movimento cestistico e certamente noiosi per i calciofili, oltre a dare al pur sorridente Metta una pessima impressione della tv italiana e del trattamento riservato alla palla a spicchi. Stavolta, caro Ron, un bel cazzotto l'avremmo quasi giustificato...

Crediti: Savino Paolella, Pallcanestro Cantù, Legabasket TV, Legabasket, Archivio web