Brindisi, Polonara, Metta World Peace e Sassari, il pagellone della 24^

Metta World Peace, l'amico dei panda
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Ecco il pagellone della Serie A dopo la 9a di ritorno. Il tema dominante è Metta World Peace-Ron Artest, ma sugli scudi anche l'MVP Mays e l'MVP italiano Polonara. Bene Hanga e Roma, ricaduta Sassari e Gazzetta.

10 A JAMES MAYS E MARCUS DENMON

La nuova Varese di Attilio Caja sembrava sulla strada della guarigione, ma ci ha pensato l'imprevedibile Enel Brindisi a ricacciarla nella disperazione costringendo il popolo di Masnago ad assistere ad un'altra sconfitta interna dei propri beniamini. Chissà quanto avranno sognato, i tifosi biancorossi, di avere tra le proprie fila quei due americani che hanno fatto pentole e coperchi per i pugliesi: quel Marcus Denmon che, a suon di tiri da fuori e falli subiti, ha sfiorato il trentello nei punti segnandone 29 in 28 minuti sul parquet; e quel Jerome Mays che di punti ne ha segnati 23 (con quattro schiacciate), ma ha anche fatto il vuoto a rimbalzo (14) toccando quota 36 punti di valutazione, la più alta di giornata. E invece Denmon e Mays, fin dall'inizio della stagione, vestono le canotte stile “Washington Bullets” di Brindisi, e hanno propiziato una vittoria che di fatto mette in cassaforte i playoff con un egregio quinto o sesto posto, utile ad evitare ai ragazzi di Piero Bucchi un proibitivo quarto di finale contro l'Olimpia Milano.

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9 AD ACHILLE POLONARA

Rieccolo qui, il buon Achille, da un po' assente da questa graduatoria non perché stesse giocando male, ma perché le sue prestazioni si limitavano ad essere buone od ottime e non strepitose come quelle che, ad inizio campionato, lo avevano proiettato in cima a queste pagine per più di una volta. Rieccolo, dunque, con un trentello di valutazione sul difficile campo di Capo d'Orlando, frutto di 18 punti e 16 rimbalzi con buone percentuali ed una sola palla persa a fronte di un recupero e un assist. Efficienza, efficacia e versatilità sono ormai il suo marchio di fabbrica, senza far mancare un po' di spettacolo per il pubblico. E così la sua Grissin Bon sbanca il parquet dell'Orlandina e rimane in corsa per il secondo posto che, più che potrebbe rivelarsi prezioso in un'eventuale semifinale. Anche se, con la mina vagante Metta World Peace (vedi sotto), nelle ultime giornate potrebbe profilarsi una gara a evitare la sfida con Cantù al primo turno.

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8 AD ADAM HANGA

Aveva bisogno di una vittoria, la Sidigas del nuovo coach Fabrizio Frates, e vittoria è stata. L'avversario, la Granarolo Bologna, non era dei più semplici, e il bomber Jeremy Hazell ce l'ha messa tutta per giocare un altro brutto scherzo al pubblico del PalaDelMauro, ma stavolta i biancoverdi non si sono fatti sorprendere. Gran parte del merito va all'ala nativa di Budapest, che con 23 punti, 5 recuperi e 2 assist è stato il mattatore della gara sui due lati del campo. All'alba dei 26 anni, per l'eclettica ala ungherese sembra arrivato il momento della consacrazione e, in virtù del suo passaporto comunitario, un suo approdo ad una grande europea nella prossima stagione appare un'eventualità più che probabile. Intanto, almeno per qualche altro mese, potrà goderselo la Scandone, che ha l'ottavo posto ancora nel mirino e una ritrovata fiducia in se stessa.

7 ALL'ACEA ROMA

Continua a perdere colpi la Vanoli Cremona di Cesare Pancotto, e li riacquista invece l'Acea di Luca Dalmonte, che passa in Lombardia (terza vittoria consecutiva) aggiudicandosi uno scontro chiave in ottica playoff e inizia a veder funzionare il nuovo assetto. Rok Stipcevic trascinatore, Ndudi Ebi a fare il suo dovere sotto le plance, Ramel Curry e Austin Freeman pronti a colpire dalla lunga e dare le stoccate decisive nelle battute finali: con questi nuovi riferimenti la Virtus capitolina si appresta ad affrontare il finale di campionato in apnea, ma le armi per conquistare uno dei primi otto posti ci sono e poi, con il fattore campo che Roma sa rappresentare (Roma e Lazio permettendo...) e alla luce della mediocrità generale del campionato, nessun obiettivo sarà precluso almeno fino alla finale. Vinto uno scontro diretto, però, ora sotto con gli altri: nelle ultime sei giornate, a parte l'Olimpia Milano, i giallorossi affronteranno Avellino, Brindisi, Trento, Bologna e Cantù.

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7- A METTA WORLD PEACE

Si sperava – almeno a Cantù – che il suo esordio coincidesse con una grande prestazione personale e una preziosa vittoria dell'Acqua Vitasnella a Pistoia, e così non è stato. Ma il debutto di Ron Artest nel nostro campionato è stato comunque positivo, sotto molti punti di vista: prima di tutto l'ex Lakers si è mostrato in forma, sia fisicamente (diversi balzi sotto canestro e palle “sporcate” con grande intensità difensiva) sia mentalmente (primo fallo tecnico ricevuto dopo 3' in campo, segno che ci tiene a fare bene). In secondo luogo, anche se nel finale ha commesso qualche errore di troppo, anche grazie a lui (16 punti, 8 rimbalzi e 3 assist) la squadra di Pino Sacripanti è andata vicino a espugnare un PalaCarrara tutto esaurito, capitolando solo a causa di una svista a rimbalzo che ha permesso a Tony Easley di dare la zampata decisiva. Con questo approccio umile e questa determinazione, Metta ha le carte in regola per rivelarsi uno dei protagonisti del finale di campionato, e i biancoblù brianzoli non potranno che beneficiarne. Sabato contro Capo d'Orlando, in una partita da vincere a tutti i costi, il secondo esame di italiano per Ron Ron.

5 ALLA DINAMO SASSARI

È vero che le partite importanti, finora, in questa stagione le ha vinte il Banco di Sardegna. Ma non per questo i ragazzi di Meo Sacchetti possono permettersi scoppole come quella rimediata domenica al Mediolanum Forum, sperando così di indurre l'EA7 Emporio Armani Milano a prendere la prossima sfida (ai playoff) sottogamba. Eppure anche stavolta David Logan e compagni si sono sostanzialmente risparmiati lo sforzo di scendere in campo, facendosi mettere sotto sostanzialmente dal primo quarto e chiudendo con quasi 30 punti sul groppone. L'Olimpia di Luca Banchi ha poco da insegnare in quanto a continuità – è vero – ma la Dinamo, indipendentemente dal risultato finale, non può affidare il proprio approccio alla gara alla “luna” del momento dei suoi americani, o alle motivazioni extra fornite dall'importanza della posta in palio. Se veramente i sardi vogliono lo scudetto avranno bisogno di almeno cinque-sei partite perfette di fila nella probabile serie di playoff contro i campioni d'Italia, e crolli come questo non sono certo il miglior modo per abituarcisi.

4 A TUTTI QUELLI CHE...

Hanno criticato la mossa di Metta World Peace. Tifosi canturini preoccupati per il futuro della propria squadra in questa stagione o “Bastian contrari” sempre pronti a criticare a prescindere, non sono pochi coloro che, nell'ambiente della pallacanestro italiana, hanno storto il naso all'annuncio dell'ingaggio a sensazione dell'Acqua Vitasnella. Al di là dell'esordio tutto sommato incoraggiante, Artest in pochi giorni ha già fatto molto di più – pur se involontariamente, o almeno indirettamente – di quanto possano fare settimane di “ordinaria amministrazione” della nostra Legabasket, in termini di interesse ed entusiasmo generati. Anche se si rivelerà un fuoco di paglia, quello acceso dall'amico dei panda sarà stato un fuoco grande e scoppiettante in grado di riscaldare almeno per un po' l'infreddolita platea della nostra palla a spicchi ormai lungodegente.

Brindisi, Polonara, Metta World Peace e Sassari, il pagellone della 24^
3 A MASSIMO ORIANI

Che la Gazzetta non sia più il giornale che era una volta (così come i giornalisti che ci lavorano, causa e conseguenza del declino), lo si sa da tempo. Almeno nel piccolo orticello del basket, però, ci si potrebbe aspettare che i professionisti a libro paga della “Rosea” fossero ben informati e competenti, ed evitassero imbarazzanti scivoloni ai danni di importanti realtà professionistiche. Ad esempio Pistoia, che in un articolo di Massimo Oriani precedente al debutto di Metta World Peace è stata sostanzialmente liquidata come una piazza dotata di un palasport inadatto a un tale evento e non certo abituata ai tutto esaurito per le partite della Giorgio Tesi Group, il tutto corredato con una foto vecchia spacciata per nuova (la coda ai botteghini per Pistoia-Siena della passata stagione). Tutte informazioni fuori luogo o totalmente errate, che hanno fatto comprensibilmente infuriare la società toscana. Ma Oriani, del resto, si era già fatto notare durante le telecronache di Gazzetta TV, condotte in modo spesso approssimativo e con un atteggiamento “da bar” difficilmente accettabile persino alla luce degli scadenti standard di qualità delle telecronache sportive a cui siamo abituati in Italia. Sarà che se ne intende maggiormente di basket d'oltreoceano ma, competenze o meno, la prima regola di qualsiasi giornalista è di informarsi prima di far scorrere l'inchiostro (o la lingua), ed è bene che anche in Gazzetta se lo ricordino. Anche quando non si parla dell'intoccabile EA7 Milano.

Crediti: Savino Paolella - SportBestPhoto, Legabasket TV, Legabasket