Elio Germano: "Il mio Leopardi, umano e ribelle”

Elio Germano nei panni di Giacomo Leopardi
Ecrit par

Elio Germano, classe 1980, più di trenta film all’attivo e una Palma d'Oro vinta a Cannes nel 2010. E' lui il protagonista dell'autunno del cinema italiano grazie al suo Leopardi ne “Il Giovane Favoloso”. Intervista esclusiva.

( di Sandra Martone) "Io credo che si reciti solo nella vita, mentre nell'arte si persegue solo la verità": questa frase è di Al Pacino, ma la si potrebbe attribuire anche a Giacomo Leopardi. Il pensiero e la vita del poeta di Recanati, lontani da quelli insegnati sui banchi di scuola, vengono raccontati da Mario Martone ne “Il giovane favoloso”, lungometraggio presentato alla 71^ Mostra di Venezia e in uscita nei cinema italiani il prossimo giovedì 16 ottobre. Il regista di “Noi credevamo” lo fa ricostruendo l’infanzia e i viaggi del poeta che nel film è interpretato da Elio Germano, gracile e immenso nel ruolo del letterato: “In molti parti de Il Giovane Favoloso la poesia era l'unico modo per dire qualcosa ed è per questo che il mio recitare non in prosa è così credibile e naturale”.

Altri articoli su Elio Germano, Sabina Guzzanti, Gabriele Salvatores: Gli italiani a Venezia 2014Il giovane favoloso: Il trailer con Elio Germano nei panni di Leopardi

Come si è avvicinato a Giacomo Leopardi prima di interpretarlo? Per interpretare un personaggio io ho bisogno di rendere mie le cose che racconto, quindi di frequentarle. Per Il giovane favoloso ho avuto la fortuna di girare proprio nei luoghi dove Leopardi ha vissuto e ho studiato per quattro mesi le opere grandiose che Leopardi ha scritto. Le ho studiate e non ristudiate perché il mio approccio è stato ben più maturo di quando ero studente. Il mio tentativo nel film è stato quello di dare a Leopardi quell’umanità che traspare dai suoi scritti ma che a scuola non viene mai sottolineata. In fin dei conti ho fatto solo il mio lavoro che consiste nel dare l’anima a un personaggio.

Crede che il pensiero di Leopardi sia ancora attuale? Giacomo Leopardi non può non essere attuale perché si è sempre interrogato sui rapporti tra l’uomo e la società, tra l’uomo e se stesso, tra l’uomo e i propri sogni. Giacomo Leopardi è stato una sorta di scienziato dell’anima quindi è sempre attuale.

Nel film il poeta è descritto quasi come un ribelle, un uomo che non credeva negli idealisti in un’epoca che viveva di nuovi ideali… Leopardi diceva “io non mi inchinerò mai a persona alcuna e la mia vita sarà sempre una derisione delle derisioni e un disprezzo dei disprezzi” quindi sì, per i suoi tempi Leopardi era un personaggio che oggi definiremmo ribelle.

Nel lungometraggio lei recita molte poesie: come ha trovato il giusto equilibrio per farlo con tale credibilità e naturalezza? In molti parti de Il Giovane Favoloso la poesia era l'unico modo per dire qualcosa ed è per questo che il mio recitare non in prosa è così credibile e naturale.

È un azzardo secondo lei, in questi tempi dove il cinema è più intrattenimento che arte, portare tutta questa poesia sul grande schermo? In realtà io mi auguro che il film riesca a far tornare al cinema la poesia senza che si abbia paura di questa parola. Tutto ciò che non può essere raccontato con una frase logica e razionale, tutto ciò che non può essere detto ma può essere mostrato è poesia: il cinema ci deve riconcedere la possibilità di mostrare poesia e se lo fa grazie al più grande poeta del mondo a me non può che far piacere. Leopardi alla fine insegna proprio questo: la vita avviene nell’immaginario, nelle cose che non sono cose.

Crediti: Youtube, web