"Il Capitale Umano" di Paolo Virzì al cinema, trama e personaggi del film

Il regista Paolo Virzì
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Arriverà nelle sale italiane il prossimo giovedì “Il capitale umano” nuovo film di Paolo Virzì. Il regista livornese ha raccontato la decadenza di un'Italia persa, ispirandosi al romanzo di Stephen Amidon. Leggi di più su melty.it.

"Il capitale umano", l'ultimo lavoro di Paolo Virzì, che aveva recentemente commentato in un'intervista anche la prima pellicola di Pif "La mafia uccide solo d'estate", si preannuncia una commedia amara dalle fortissime tinte noir, che ammicca ai thriller e che cerca di descrivere i mali di una società e il suo vile attaccamento al denaro, capace di provocare solo povertà e infelicità. Un affresco per dipingere un insieme di persone ciniche e disposte a tutto, rovinate dalle loro stesse ambizioni, incapaci di riemergere da quel baratro che si sono creati intorno. Un modo per raccontare il Paese di oggi e quello che ne è rimasto. Al centro della vicenda, ambientata nel cuore della Brianza, ci sono due famiglie, quella del top rider della finanza Giovanni Bergamaschi e quella di Dino Ossola, immobiliarista sull'orlo del fallimento. Motore scatenante degli eventi sarà un misterioso incidente stradale, alla vigilia di Natale: un ciclista investito da un Suv cambierà radicalmente il destino dei protagonisti. Ed è proprio la cifra stabilita dall'assicurazione per risarcire la famiglia del ragazzo “Il capitale umano” che da il titolo al film.

Ad anticipare l'uscita della pellicola un trailer, pubblicato da 01 Distribution, che descrive quello che vuole essere il messaggio del film, ribadito dal regista Paolo Virzì in una recente intervista rilasciata a Repubblica: “Quel dominio ansioso e cieco attorno al denaro non ha più confini, un thriller dell'opulenza che genera povertà e infelicità ovunque, e rende impenetrabili due mondi, quello dei super ricchi e quello dei dimenticati”. Importantissime sono le location, una novità per il regista da sempre legato alla sua Toscana. “Ho scelto la Brianza – ha dichiarato - perché è vicina a Milano, dove c'è la Borsa, dove ogni giorno si creano e distruggono patrimoni: poi perché cercavo un'atmosfera che mi mettesse in allarme, un paesaggio che mi sembrasse gelido, ostile e minaccioso”. Scenari che raccontano la crisi dei nostri valori, come beffardamente affermato da una delle protagoniste, Valeria Bruni Tedeschi, in una scena del film: “Avete scommesso sulla rovina di questo Paese e avete vinto”. E a chi su Twitter chiede al regista perché andare a vedere al cinema il racconto di un Italia ogni giorno sotto gli occhi di tutti, Virzì risponde semplicemente: “Se il film fosse bello – e non è detto che lo sia – potrebbe essere una potente medicina”.

Crediti: 01 distribution, Archivio web