I Foxhound presentano il nuovo album “In Primavera” (Intervista e Live)

Chiacchierata con i Foxhound nella redazione di melty.it
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I giovani Foxhound pubblicheranno il 21 marzo il loro secondo album “In Primavera”. Sono venuti nella redazione di melty.it per una chiacchierata sul loro nuovo lavoro e un paio di anticipazioni unplugged.

Ci diamo come obiettivo che questo nuovo lavoro ci porti a suonare dal vivo in posti sempre nuovi, soprattutto all'estero”. Così parlano gli ambiziosi Foxhound, gruppo di ventenni torinesi che sta per pubblicare il secondo album “In Primavera”. “Lo abbiamo scritto in una casa isolata immersa nella natura” hanno svelato i quattro ragazzi: “Viviamo in una società frenetica e noi abbiamo deciso di prenderci una pausa”. Anche dai bagni di folla dell'estate scorsa: “Quando siamo scesi dal palco eravamo entusiasti perchè si era creato un legame con il pubblico”, raccontano i Foxhound parlando della loro partecipazione nel 2013 al Primavera Festival di Barcellona. Dopo quell'eperienza “auspichiamo il salto verso l'estero”. Il passo pare naturale pensando che i Foxhound cantano in inglese. L'album uscirà il 21 marzo. Nell'attesa sono venuti nella redazione di melty.it per regalarci un piccolo assaggio unplugged del disco e parlare di musica.

Come si sono formati i Foxhound? Quali sono i legami fondamentali su cui si è fondato il vostro gruppo e quale musica ci si deve aspettare da voi? "Ci siamo conosciuti negli anni del liceo e abbiamo cominciato a suonare insieme. In quel primo periodo facevamo cover dei Sonic Youth, di The Jesus and Mary Chain e poi abbiamo cominciato con la trafila che contraddistingue molti gruppi italiani: abbiamo fatto tantissime date dal vivo. Abbiamo suonato, suonato e suonato finché non abbiamo incontrato il nostro attuale management che ci ha permesso di strutturarci maggiormente. Nel 2012 abbiamo pubblicato il nostro primo album “Concordia” ed oggi eccoci qua per presentare il “In Primavera” che uscirà il 21 marzo 2014.

I Foxhound presentano "In Primavera" nella redazione di melty.it
I Foxhound presentano "In Primavera" nella redazione di melty.it

Il vostro disco d'esordio “Concordia” è stato accolto positivamente dalla critica, ha ricevuto recensioni lusinghiere e vi è valso la Targa Giovani al Mei Supersound 2012 come miglior gruppo. Quali sono le vostre aspettative per il vostro secondo album “In Primavera”, previsto per il 21 marzo? "Ci diamo come obiettivo che questo nuovo lavoro ci porti a suonare dal vivo in sempre più posti, in Italia ma anche all'estero. Le recensioni fanno sempre piacere, quando sono positive, e sono molto utili a crescere, quando sono negative. Detto questo, il nostro scopo ultimo, con “In Primavera”, è che il pubblico venga a sentire i concerti. Ad ogni modo ogni disco è una fase di passaggio più che un punto di arrivo. Sappiamo che questo disco è più strutturato e maturo rispetto al precedente e confidiamo che abbia delle potenzialità diverse, ma non sappiamo come verrà accolto e non ce ne preoccupiamo più di tanto.

Pensando a scene come quella francese o quella di Bruxelles ci sono sempre più gruppi in Europa che cantano in lingua inglese e che in generi come l'elettronica o anche il rock riescono a superare i confini. Perchè secondo voi, in Italia, è invece più difficile sfondare cantando in Inglese? Ci sono vari aspetti, in primis in Italia la conoscenza dell'inglese è meno diffusa rispetto ai paesi del nord Europa. Inoltre in Italia la musica in lingua inglese ha un filtro molto più alto, se non supera una certa soglia di popolarità all'estero non arriva neanche qui. C'è questo fenomeno oramai di gruppi italiani che in altri paesi sono giganti e che qui non vengono neanhe considerati o, se vengono considerati, è grazie al rimbalzo del loro successo all'estero: vedi la partecipazione a Sanremo 2014 di The Bloody Beetroots o il successo dei Crookers dopo aver suonato tantissimo all'estero o anche dei Lacuna Coil.

Voi siete molto giovani, intorno ai vent'anni. Quali gruppi o musicisti vi hanno più influenzato nella vostra formazione musicale? Inseguendo il mito di chi vi siete messi a suonare insieme? "Sicuramente è stato un percorso per tutti noi, questi sette anni di lavoro ci hanno fatto evolvere tanto e sicuramente quello che ascoltavamo quando ci siamo incontrati non è più quello che ascoltiamo oggi. All'epoca inseguivamo come molti il mito dei Beatles, di Ian Curtis, Jimi Hendrix o Jim Morrison. Poi con il passare del tempo abbiamo scoperto anche altre forme musicali. Nell'ultimo periodo la folgorazione è stata per la black music: dal funk all'afro beat, dal soul alla musica rap ,al reggae e alla dub. La scoperta e l'influenza su di noi di questo universo costituisce uno degli scarti maggiori tra il nostro primo album e “In Primavera”. Oltretutto nel panorama odierno della musica italiana le persone con più cose da dire vengono da questi generi musicali, soprattutto dal reggae e dal dub. Siamo anche legati ad artisti contemporanei. Infatti una delle cose più belle di suonare al Primavera Sound di Barcellona è che in line up con noi c'era il grosso degli artisti che ascoltavamo in quel momento: Tame Impala, Animal Collective, Grizzly Bear, Tinariwen o i Django Django. Quindi oltre ai miti del passato che inizialmente tutti seguono ci siamo sempre più interessati alla musica del nostro tempo

Per comporre “In Primavera” vi siete rinchiusi in una casa in cima a un albero. Avete detto di esservi isolati dal mondo e anche da voi stessi. Da questa descrizione qualcuno potrebbe immaginare un opera cupa e solitaria. Cosa deve attendersi il pubblico da questo disco? Dal punto di vista musicale l'album “In Primavera” è in realtà un album solare. Lo abbiamo appunto scritto in questa casa desolata immersa nella natura durante il periodo estivo. La luce del sole e il verde carico di quel paesaggio hanno sicuramente influito sulla nostra musica. L'isolamento era necessario ed è legato ai testi che hanno come tematica comune la riflessione e la solitudine. Viviamo in una società frenetica che ci bombarda di notizie e aggiornamenti attraverso internet e in cui non ci si prende mai una pausa. Quindi sì c'è un fondo di solarità, una sorta di speranza richiamata anche dal titolo, ma rimane un disco malinconico. Fa venire in mente certe atmosfere di musica brasiliana in bilico tra allegria e tristezza. Il ritmo e il groove ti tirano su anche con l'aiuto del dub, ma rimane un velo, una nota di colore non per forza allegra.

I Foxhound in redazione da melty.it con le loro mascotte
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meltyUnplugged - I Foxhound suonano i brani del nuovo album "In Primavera"
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Avete aperto le date italiane di artisti come The XX e Peter Hook, avete partecipato al Miami Festival e, nel 2013, avete preso parte al prestigioso Primavera Sound di Barcellona. Potete anticiparci quando vedremo i Foxhound in giro con delle date dal vivo durante la bella stagione 2014? "Il tour partirà a breve. Presenteremo il disco in anteprima al Gattò di Milano il 10 marzo mentre il 21, in concomitanza con la pubblicazione di “In Primavera”, suoneremo allo Spazio 211 a Torino. Il tour proseguirà poi in Italia e, lo auspichiamo, anche all'estero. Con quest'album vorremmo suonare in modo più mirato nella penisola; fare anche meno date ma suonare dove ne valga la pena. L'altro obiettivo, come dicevamo prima, è suonare il più possibile all'estero. Farci le ossa e un po' di gavetta in posti nuovi. Anche perchè quando abbiamo suonato all'estero il rapporto che siamo riusciti a creare con il pubblico è stato compltamente diverso rispetto a quello che succede in Italia. Quando siamo scesi dal palco del Primavera Festival eravamo entusiasti perchè si era creato un legame con il pubblico durante il concerto, una sorta di empatia. Avevamo cominciato con nessuno sotto il palco e abbiamo finito con trecento persone che ballavano. Non abbiamo mai avuto in Italia una risposta del pubblico come quella ricevuta a Barcellona. Quando suoniamo qui la gente sembra sempre legata, come se fosse sotto esame, se per ricevere entusiasmo bisogna suonare all'estero continueremo a farlo fuori dall'Italia.

Crediti: Tommaso Grassi, melty.fr, Nicola Accardo