I “cavalli vincenti” de L’indiece di melty: Verlaine, “Rivoluzioni a pochissimi passi dal centro”

I “cavalli vincenti” de L’indiece di melty: Verlaine, “Rivoluzioni a pochissimi passi dal centro”
Ecrit par

Anche nell’indie c’è una sorta di deriva “mainstream”? L’indiece di melty vi proporrà man mano i suoi “cavalli vincenti”: piccoli capolavori discografici di cui ancora si è parlato troppo poco.

Tempo fa su L’indiece di melty pubblicammo un’intervista a Giuseppe Piccoli, creatore di (S)controblog e della pagina Facebook “Sei tutto l’indie di cui ho bisogno”, ad oggi una delle community più attive nella scena indipendente italiana con gli oltre 12mila fan. “Un risultato deludente c’è anche dal mondo indipendente” rifletteva Giuseppe nell’occasione dell’intervista – “spesso si punta sempre sugli stessi nomi, sul “cavallo vincente” più che sul nome rivelazione. C’è una sorta di “deriva mainstream” anche nell’indie. Mi piacerebbe notare un approccio ancora più curioso”. Condividendo appieno questo concetto, abbiamo pensato di creare una sezione de L’indiece di melty dedicata a dei piccoli capolavori della musica indipendente italiana che, a nostro avviso, non hanno avuto il successo che meritavano. I “cavalli vincenti” de L’indiece di melty saranno perciò quegli artisti che, secondo noi, non hanno ancora raggiunto il giusto riconoscimento nonostante i lavori di qualità, e su cui vale ancora la pena puntare. Inauguriamo la rubrica con i torinesi Verlaine e il loro primo vero album ufficiale, “Rivoluzioni a pochissimi passi dal centro”.

I “cavalli vincenti” de L’indiece di melty: Verlaine, “Rivoluzioni a pochissimi passi dal centro”
I “cavalli vincenti” de L’indiece di melty: Verlaine, “Rivoluzioni a pochissimi passi dal centro”

Dietro “Rivoluzioni a pochissimi passi dal centro” dei Verlaine c’è, innanzitutto, lo zampino dei Perturbazione: Gigi Giancursi e Cristiano Lo Mele hanno prodotto e registrato l’album pubblicato dalla band nel 2010, così come Tommaso Cerasuolo ha fatto i cori in due pezzi del disco. La consapevolezza di avere trent’anni e non aver sfondato nel mondo della musica, la leggerezza di fregarsene altamente di avere trent’anni e non aver sfondato nel mondo della musica, una buona dose di citazioni cinematografiche, città europee e immagini surreali quanto bastano, rendono “Rivoluzioni a pochissimi passi dal centro” uno di quei piccoli capolavori che vale davvero la pena ripescare nel “mare magnum” dell’indie italiano.

Difficile non innamorarsi di ‘Ti ho già detto il mio nome’ con le linee di voci che si incrociano sul finale e frasi del tipo “e ci faceva compagnia un bancone e i nostri crolli esistenziali da due soldi”. Se poi ‘Da giugno a maggio’ o ‘Quasi 3’ non vi conquisteranno fin dal primo ascolto, basterà affidarsi a ‘Nimes’ e a ‘Dipendente pubblico’ per comprendere appieno la bellezza di questo disco. Se “la leggenda che un dipendente pubblico non possa rendere felice una modella è vera” e se, allo stesso modo, smettessimo di credere all’idea che anche un album semi-sconosciuto ma degno di nota meriti uno suo spazio adeguato, certo avremmo smesso di scrivere da un pezzo. Ironici, nostalgici ma non troppo, cinefili, capaci di giocare bene con il lo-fi e le melodie: bravi Verlaine, siete il primo “cavallo vincente” de L’indiece di melty.

Segui tutte le novità del mondo indie italiano sulla pagina Facebook "Sei tutto l'indie di cui ho bisogno" e su "L'indice di melty"

Crediti: web