Hunger Games - Mockingjay Parte 2: La recensione

Hunger Games Mockingjay Parte 2
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Hunger Games - Il canto della rivolta parte 2 esce oggi al cinema, ecco la recensione del film con Jennifer Lawrence.

Non poteva che esserci il volto di Jennifer Lawrence,in primo piano, ad aprire Hunger Games - Il Canto della Rivolta parte 2, la ritroviamo ferita, sul corpo ma sopratutto nello spirito, dopo l’attacco di Peeta. Sulla trama di questo capitolo finale non c'è da aspettarsi niente di diverso da quello che vedrete: inseguimenti all’ultimo respiro fino al cuore di Capitol City, perdite pesanti da sostenere per i protagonisti della storia ma anche per il pubblico, distillato romanticismo e tanta Jennifer Lawrence. La sua missione, praticamente dal secondo minuto e mezzo, non riguarda più la rivoluzione - che ormai viene modellata dalle sagge mani di Alma Coin (Julianne Moore) - ma uccidere il Presidente Snow. Torna a disubbidire, a ribellarsi a chi la guida, come aveva inizialmente fatto con Haymitch ma i suoi dubbi stavolta non vengono esternati platealmente, si riveleranno tutti nel colpo di scena finale. Katniss si dedica con amore alla riabilitazione di Peeta (Josh Hutscherson, qui una recente intervista) nonostante per lui cercare di uccidere la Ghiandaia Imitatrice sia diventato uno sport. Seppure lo sguardo è fisso verso i miti del film, non solo Katniss ma anche Finnick, Cressida, Prim, non passa mai inosservata la presenza di Philipp Seymour Hoffman, anche quando oscurato dalla magnetica presenza della Moore, il personaggio si rivelerà fondamentale tanto quanta è stato silenzioso il suo agire nel corso della storia.

Le dinamiche e la guerra nel pieno della sua drammaticità hanno reso questa seconda parte de Il Canto della Rivolta decisamente più cinematografica della prima, che fu preparatoria al capitolo conclusivo anche se troppo scialacquata. L’attenzione che regista e sceneggiatori sono riusciti a dare al triangolo Gale- Peeta- Katniss è notevole data la quantità di avvenimenti che dovevamo essere raccontati, peccato che che le dinamiche vengano sbrogliate spesso nei momenti sbagliati, facendo stonare sonoramente il montaggio e la storia. Quantomai invece spaventosamente attuali e ammirevoli le volontà pacifiste della protagonista, la necessità di mantenere la guerra lontana dalla popolazione, limitare le perdite civili e rendere la morte un “Fatto personale”, quindi umano e mai meccanico.

Altrettanto legato al contingente - nel nostro paese più che mai - la diffidenza verso qualsiasi partito, la deideologizzazione di qualunque figura sieda su un trono, in un gioco continuo di messa in discussione. Katniss Everdeen rifiuta se stessa come leader perché le sono chiari i suoi limiti, vede però altrettanto chiaramente quelli di chi le sta accanto. Il finale di Hunger Games è pane per i denti dei fan, appagante per il tempo che è stato dedicatoria personaggi amati nei libri, alle vicende singole rispetto alla macro situazione (vedi lastoria d'amore tra Finnick e Annie), a tutta la scena finale, infinita per molti, ma abbastanza fedele al libro. Il Canto della Rivolta parte 2 è stato pensato, realizzato e concepito per chi ama la saga, il resto del pubblico potrà lodare la maestosità scenica e vedere poco altro di apprezzabile.

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