Hail Caesar, Ave Cesare: La recensione del nuovo film dei fratelli Coen

Scarlett Johansson in ave cesare
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I fratelli Coen hanno presentato a Berlino il loro ultimo film ‘Hail Cesar’, uno sguardo lucido e moderno alla Hollywood classica che fu.

Dai peplum ai musical in salsa marines, dai cowboys movie alle screwball commedies: nel nuovo film dei fratelli Coen ‘Hail Cesar’ c’è tutto lo spirito della vecchia Hollywood, la grande fabbrica dei sogni e delle majors che negli anni 50’ viveva il suo periodo di massimo fulgore. I due cineasti americani indagano con il proprio sguardo dissacrante ma allo stesso tempo malinconico un’epoca in cui le copertine dei tabloid sfornavano coppie create a tavolino e divi senza macchia e senza peccato, mentre dietro le quinte gli agenti si adoperavano per nascondere scandali e segreti e si confrontavano con lo spettro nascente del comunismo. Il film segue le (stra) ordinarie vicende di Eddie Mannix, magnate dei Capitol Studios che si trova a gestire la vita pubblica e privata delle sue star: una diva capricciosa alle prese con una gravidanza indesiderata, un cowboy canterino senza talento per la recitazione e la misteriosa scomparsa del suo attore di punta, senza contare i giornalisti alle calcagna e i problemi con la produzione per il film ‘Hail Caesar’, pellicola che narra la conversione di un centurione romano. Tutti questi eventi fungeranno da pretesto per una vera e propria discesa negli inferi insieme a Mannix, insieme al quale lo spettatore è chiamato a seguire i sentieri tortuosi e le strade meno battute della celebre collinetta che sovrasta Los Angeles.

Scarlett Johansson in Hail Cesar
Scarlett Johansson in Hail Cesar

Dopo la parentesi essenzialista con ‘A proposito di Davis’ i Coen sono tornati ai toni della commedia dissacrante e disillusa che contraddistingue i loro lavori più importanti: tutto è volutamente sopra le righe e caricaturale, così pomposo ed artificiale che quasi viene il dubbio di trovarsi di fronte ad un vecchio film. Quella dei Coen è una Hollywood popolata da divi prototipo dietro i quali non è difficile intravedere gli uomini che hanno realmente fatto la storia, come il preciso e maniacale Laurentz di Ralph Fiennes (Laurence Olivier), la sirenetta Scarlett Johansson (Ester Williams) o ancora il Gable/ Clooney o il Gene Kelly di Channing Tatum. Il punto forte di ‘Hail Cesar’, inutile dirlo, sono i dialoghi pungenti e grotteschi e le interpretazioni di un cast in stato di grazia: George Clooney non è mai stato così ironico e la new entry Alden Ehrenreich promette di far parlare di sé. La vera sorpresa, ad ogni modo, rimane Channing Tatum, che dopo la parentesi tarantiniana sembra deciso più che mai a scrollarsi di dosso i panni di belloccio senza talento ( e ci sta riuscendo alla grande).

Hail Caesar, Ave Cesare: La recensione del nuovo film dei fratelli Coen

In ‘Hail Cesar’ le risate dello spettatore non saranno tuttavia mai fini a sé stesse: la satira non risparmia nessuno, né i bersagli più facili come la religione (uno dei momenti clou del film è il dialogo tra un prete cattolico e un rabbino che si interrogano sull’esistenza di Dio)e lo star system della mitologia classica, né quelli solitamente considerati ‘intoccabili’ ( i comunisti, dipinti alla stregua di un gruppo di filosofi ciarlatani). In definitiva il film riesce a fare della propria debolezza (la mancanza di una trama lineare e ben definita) il proprio punto di forza, risultando un puzzle in cui tutti i pezzi si incastrano a perfezione, alternando sapientemente gli schemi della commedie a sequenze in pieno stile noir e fondendo in un magico calderone classicismo ed attualità.

Crediti: web , Universal Pictures, melty.it