Guido Barilla è omofobo?

Guido Barilla: "niente spot con i gay"
Ecrit par

Guido Barilla si è scusato pubblicamente per la sua dichiarazione sui gay durante l'intervista alla Zanzara. Un interrogativo resta: siamo di fronte a un esempio di omofobia? Leggi e commenta su melty.it.

La Barilla perde i pezzi. Dopo le frasi shock del suo presidente Guido Barilla rilasciate alla Zanzara - "non faremo mai uno spot con una famiglia gay" - la celebre multinazionale alimentare ha incassato il voltafaccia di uno dei suoi primi testimonial storici, dei tempi di Carosello: Dario Fo. Il nobel per la letteratura ha lanciato una petizione on-line su Change.org, per chiedere a Guido Barilla di rappresentare tutte le famiglie italiane nei suoi spot. "La sua azienda rappresenta l'Italia - ha scritto Dario Fo nella petizione a Barilla su Change.org - Un'Italia di coppie di fatto, di famiglie allargate, di famiglie con genitori omosessuali e transgender. Ecco perché le chiedo di ritornare allo spirito di quegli spot degli anni '50 dove io stesso interpretavo uno spaccato della società in profondo mutamento".

La petizione di Dario Fo a Guido Barilla, significativamente intitolata "Caro Barilla, dove c'è amore c'è famiglia", è stata rilanciata in altri paesi. La petizione di Dario Fo si inserisce nel solco della polemica avviata da Laura Boldrini contro gli spot sessisti, ed è un utile spunto da cui partire per questa riflessione. Una domanda, infatti, sorge spontanea: Guido Barilla è omofobo? Mai come in questo caso le linee di confine tra rispetto, tolleranza e semplice espressione del proprio pensiero appaiono intrecciate fra loro. La frase di Guido Barilla, inserita all'interno del contesto dell'intervista, appare in realtà molto meno grave di quanto si pensi. In essa si afferma il diritto della multinazionale Barilla a scegliere i propri testimonial pubblicitari: uomini e donne, per coinvolgere nell'acquisto la maggior parte dei consumatori. Gli omosessuali, se si ragiona solo in termini economici, rimangono una percentuale di consumatori trascurabile.

Eppure Guido Barilla, con le sue parole, è arrivato molto più in profondità di altri ciceroni del perbenismo nostrano. "Noi abbiamo una cultura differente, il concetto di famiglia sacrale rimane uno dei valori fondamentali dell'azienda - ha detto Guido Barilla - Non farei uno spot non per mancanza di rispetto agli omosessuali, che han diritto a far quello che vogliono senza disturbare gli altri".. Ed è quel "sacrale" la parola che colpisce di più: la famiglia come concetto astratto, senza evoluzioni sociali, che obbedisce a leggi quasi ultraterrene. Guido Barilla non è un omofobo, almeno non nel senso tradizionale del termine, ma un personaggio preistorico sopravvissuto per miracolo alle traversie del tempo. La sua frase tradisce una concezione della società contemporanea ferma al secolo scorso. Un pensiero molto più diffuso di quanto si pensi, nella società italiana di oggi, che nemmeno le recenti aperture di Papa Francesco riescono a smuovere. Un pensiero cristallizzato da secoli, addirittura antecedente alla Rivoluzione industriale: come negli spot del Mulino Bianco con Banderas, dove il grano si raccoglie ancora a mano e gli omosessuali vivono nascosti, "senza disturbare nessuno".

Crediti: The Jackal, Archivio web