Guardiani della Galassia: Benvenuti a "sti procioni", a Star-Lord e alla soundtrack

Il Collezionista e Gamora in una sequenza
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È il giorno di "Guardiani della Galassia" al cinema. Il film Marvel è il terzo incasso di sempre dei cinecomic della Casa delle Idee. Il merito? Aver puntato su un team fuori del comune e su un’estetica da “Guerre Stellari”.

Sono loro i veri “expendables”, sappiatelo. E speriamo che il buon Sylvester Stallone non ci rimanga male per il copyright. La sporca e (nemmeno) mezza dozzina di Guardiani della Galassia (tra i film in uscita del week-end) sbarca al cinema dopo aver animato la sezione Alice Nella Città del Festival del Cinema di Roma 2014, con la sua vena pop e disobbediente. Oggi al Festival risuonava in loop la soundtrack di Guardiani della Galassia e, lo dobbiamo ammettere, i due inviati al Festival di Roma di melty.it sono stati visti ballare sul red carpet (dove è passato nei giorni scorsi anche Sam Claflin di Hunger Games). Piccoli passi, appena accennati, che però tradiscono un amore per il rock dei favolosi Seventies. Il film di James Gunn ne è intriso fino all’orlo, a partire dall’ammiccante Spirit in the Sky di Norman Greenbaum e proseguendo poi con le sonorità rock del Duca Bianco David Bowie fino a Hooked on a Feeling e al suo Ooga Chaka che vi trascinerà.

Ma quali sono i veri poteri da supereroe di Guardiani della Galassia (leggi la recensione in anteprima), il nuovo film Marvel diretto da James Gunn che esce oggi nelle sale italiane? Della colonna sonora abbiamo già detto. La potete trovare già nei negozi (o sentire su Youtube). Ma il vero punto di forza del film nasce in realtà da un’apparente debolezza: quella di basarsi su un soggetto mai completamente esplorato dai Marvel Studios e di avere come protagonisti dei personaggi borderline e di nicchia, senza alcun superpotere che li distingua come accade per Thor o per Hulk. Che sia forse finito il tempo per i superuomini chiamati alle 12 fatiche di Ercole? Mai come oggi la società ha forse bisogno degli everyman, degli uomini qualunque, alle prese con le loro debolezze e con la loro fallibilità. Accade così per il geniale ma egocentrico Tony Stark così come per il gigante Hulk, in palese difficoltà con la gestione della propria irascibilità.

L’incipit del film è da fazzolettini e singhiozzi. Siamo nel 1988 e il piccolo Peter Quill vivrà in prima persona un incontro ravvicinato del terzo tipo: fascio accecante di luce, rapimento dai parte dei Ravagers e via, verso l’universo infinito e oltre. Con un salto temporale di 26 anni troviamo l’adulto Peter, che ci tiene da morire a farsi chiamare Star-Lord (come chi? Star-Lord dai), ladruncolo intergalattico intento a rubare una pietra (ma è più una sfera del potere) che tanto filosofale non è. Viene chiamata Orb e scopriremo essere una delle 6 Gemme dell’Infinito assieme all’Aether (visto in Thor: The Dark World) e al Tesseract di Avengers. Sequenza citazionista e dal sapore anni 80. Il nostro Star-Lord si muove come Indiana Jones ne I Predatori dell’Arca Perduta ma con una sottile differenza: si dimena e balla a tempo di rock, grazie al vecchio walkman e alle cuffie con cui ascolta hit evergreen come Come and Get Your Love e Hooked on a Feeling. Col suo furto farà saltare un tantinello i nervi al perfido Thanos e al suo lacchè ambizioso, Ronan.

“BENVENUTI A STI PROCIONI”. Star-Lord verrà braccato dalla verde guerriera Gamora (Zoe Saldana) e dai cacciatori di taglie Rocket (un procione parlante e nevrotico che spara come Schwarzenegger dei tempi migliori) e Groot (sappiatelo, “lui è Groot”), un albero antropomorfo che sembra uscito da un incontro tra i personaggi di Fantaghirò e Chewbecca. I 4 dell’Ave Maria getteranno lo scompiglio in città e di conseguenza verranno arrestati dalla Nova Corps (al cui comando troviamo Glenn Close), sottoposti a foto segnaletiche che fanno molto Kaiser Soze e I Soliti Sospetti e imprigionati come criminali galattici. Nel penitenziario faranno la conoscenza di Drax Il Distruttore (il wrestler Dave Bautista). Visto che Rocket, il procione, ha un piano per evadere, fate conto che i nostri strampalati eroi sono già fuori, direzione Il Collezionista, un Benicio Del Toro platinato che sembra il Mugatu di Will Ferrell in Zoolander. I cinque (poco) eroi tenteranno di vendere per 4 miliardi di unità l’Orb al Collezionista, ma il malvagio Ronan (il barbaro) metterà loro i bastoni tra le ruote, impossessandosi della sfera e minacciando l’intera galassia. Saprà questo gruppo di sfigati (dal look che oscilla tra il kitsch e il fashion) trasformarsi in un manipolo di eroi e sacrificarsi per il bene di tutti? Al cinema scoprirete se il quintetto avrà il fegato, l’audacia e un pizzico di romanticismo per fermare lo strapotere di Thanos.

Guardiani della Galassia: Benvenuti a "sti procioni", a Star-Lord e alla soundtrack
Guardiani della Galassia: Benvenuti a "sti procioni", a Star-Lord e alla soundtrack
Crediti: Emanuele Zambon , melty.it, web