Reggio Emilia-Sassari 73-75: Dinamo campione, analisi e highlights

La Dinamo Sassari è campione d'Italia
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La Dinamo Sassari batte la Grissin Bon Reggio Emilia 73-75 in gara 7 ed è campione d'Italia 2015. Rakim Sanders MVP della finale, incredibile tripletta della squadra di Meo Sacchetti. Guarda i video highlights.

Le partite “secche” sono ormai la sua specialità, e nella più importante della propria storia la Dinamo Sassari lo conferma: in gara 7 di finale scudetto, di fatto una gara secca per assegnare il tricolore, i sardi sbancano per la prima volta in questa serie il PalaBigi per 73-75 e si cuciono sul petto lo scudetto 2015. La Grissin Bon Reggio Emilia inizia alla grande ma non trova le energie per reggere al ritorno sardo, e finisce per essere punita dalle solite magie di David Logan e Jerome Dyson nelle battute decisive. Prima, però, per tenere a galla il Banco di Sardegna era stato fondamentale un coriaceo Rakim Sanders, premiato un po' a sorpresa come MVP delle finali. Certo piange il cuore a vedere la Reggiana sconfitta davanti al proprio pubblico dopo essere arrivata a pari a 30” dalla fine di gara 7 e menomata dagli infortuni (Diener e Lavrinovic acciaccati, Silins infortunato a partita in corso, oltre a Mussini fuori da settimane), ma come aveva affermato il capitano reggiano Andrea Cinciarini qualcuno doveva perdere, e gli uomini di Meo Sacchetti, che già avevano legittimato qualsiasi risultato battendo la corazzata EA7 Milano in semifinale, hanno meritato pienamente questo trionfo. Che, unito alla Supercoppa 2014 e alla Coppa Italia 2015, innalza i sassaresi al gotha della pallacanestro italiana.

Reggio Emilia-Sassari 73-75: Dinamo campione, analisi e highlights

L'avvio, come nelle altre partite del PalaBigi, è di marca reggiana, e il suo protagonista è ancora una volta Vitalis Chikoko che segna i primi 4 punti biancorossi. Reggio è fredda ma, con un Achille Polonara aggressivo anche sui suoi stessi errori e Cinciarini subito frizzante, coach Sacchetti è subito costretto al time-out sul 9-2. La Dinamo non solo è imprecisa al tiro, ma perde anche molti palloni banalmente (9 nei primi 9') e i padroni di casa, pur non impeccabili, scappano fino al 21-4 di fine primo quarto, che Polonara chiude con 13 di valutazione. La musica – prevedibilmente – cambia nella seconda frazione, con Ricky Cervi in vena di regali e Sassari che si scuote, spinta da Sanders e Kenny Kadji, tornando fino al -3. Coach Menetti chiama due volte time-out, ma i suoi rispondono a spizzichi ed è solo grazie a qualche iniziativa personale, in particolare la tripla siderale di un Drake Diener apparso piuttosto affaticato, che riesce a mantenere 6 lunghezze di vantaggio all'intervallo.

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Ad inizio ripresa è ancora Cincia (che rimpiangerà per tutta la carriera i due potenziali canestri-scudetto sbagliati in gara 6) a provare a dare un impulso ai suoi, ma a nemmeno metà terzo quarto Ojars Silins esce infortunato e la Reggiana, demoralizzata non tanto per il valore del giocatore in sé quanto per l'ennesimo colpo basso della sorte, accusa un momento di sbandamento. Sono Dyson ed Edgar Sosa ad approfittarne, pur se con un po' di ritardo, propiziando il nuovo -3, ma all'ultimo giro di lancette della frazione ecco l'episodio che rischia di costare lo scudetto alla Dinamo: un tifoso reggiano, già messosi in cattiva evidenza in gara 6, entra quasi in campo e dà un buffetto a Sosa dopo un fischio arbitrale discusso, e gli arbitri – oltre a far allontanare l'uomo – infliggono alla guardia newyorkese un fallo antisportivo. Capitalizzata da Polonara e ulteriormente da Rimas Kaukenas, la sanzione vale addirittura il +10 biancorosso, ma ecco l'ennesima reazione della Dinamo, che con Sanders e Shane Lawal prima, Logan e Dyson poi, risale fino al pareggio a 7'30” dalla fine. Cervi si distingue finalmente in attacco, alternandosi con l'onnipresente Polonara, ma gli uomini di Max Menetti soffrono in fase di palleggio e a circa 200” dalla fine Dyson firma il primo vantaggio sassarese di gara 7, ampliato a +4 con un fortunoso canestro di tabella. Con la Reggiana priva di ossigeno e idee, Kaukenas e Diener fanno ricorso alla propria esperienza per ristabilire la parità a 30” dalla sirena, ma ancora Dyson prende il quinto fallo del lituano e segna i liberi che daranno lo scudetto a Sassari. Nell'ultimo attacco reggiano, infatti, prima Diener rischia di perdere la palla (assegnata alla Grissin Bon con l'instant replay), poi trova solo lo spazio per una preghiera che gli Dei del basket non si sentono di accogliere. La Reggiana, è vero, un aiuto divino lo avrebbe meritato, ma punire quest'incredibile Dinamo Sassari, capace di risorgere sempre come l'Araba Fenice (così piace definirla al presidente Sardara), non sarebbe stato giusto. Il Banco di Sardegna entra così negli annali, questa finale è già entrata nella storia.

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Crediti: Dinamo Sassari, Legabasket