Grey's Anatomy, The Bridge e Homeland: Malattie mentali a confronto

Sonya Cross (Diane Kruger) e Marco Ruiz (Demián Bichir Nájera)
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La malattia mentale come espediente narrativo e tratto fondamentale della trama di una serie televisiva. ‘Grey’s Anatomy’, ‘The Bridge’ e ‘Homeland’ scelgono personaggi disturbati dalle doti eccezionali. Leggi di più su melty.it

Un personaggio malato è un microcosmo di possibilità. Lo sanno bene gli sceneggiatori di ‘Grey’s Anatomy’, dopo nove stagioni passate tra le corsie dell’ospedale di Seattle. È in particolare la malattia mentale a permettere all’attore di inscenare comportamenti che, per definizione, si discostano dalla ‘normalità’. Con la patologia, gli autori tendono a fornire ai personaggi il lasciapassare per l’originalità e l’assurdo. Nella quinta stagione della serie televisiva del dottor Sheperd è apparso un cardiochirurgo affetto dalla sindrome di Asperger, Virginia Dixon, in evidente difficoltà nei rapporti con i colleghi. “Ho solo un interesse ed è il cuore umano. Mi piace la sua regolarità, so tutto ciò che è necessario sapere. Mi piace che sia prevedibile, ci sono regole, ogni camera ha una funzione, ogni funzione ha un movimento”,aveva spiegato alla dottoressa Bailey.

Grey's Anatomy, The Bridge e Homeland: Malattie mentali a confronto

Come in ‘Grey’s Anatomy’, l’interesse per il dettaglio e per la meccanica del movimento che si attiva in un meccanismo si ritrova nel personaggio interpretato da Diane Kruger, la Sonya Cross di ‘The Bridge’. La serie televisiva è nuova di zecca sulla rete via cavo FX, ma si tratta di usato sicuro, in quanto ‘The Bridge’ è un remake di un successo scandinavo. Come nell’originale, Sonya Cross, detective del dipartimento di polizia di El Paso, è affetta dalla sindrome di Asperger. “È stata una sfida per me dare vita a questo personaggio”,ha commentato Diane Kruger. Portare in scena una patologia non è un compito semplice per un attore: si presuppone uno studio dei gesti e dei movimenti che si carica del rispetto della sofferenza di chi ne è affetto nella realtà. Sonya Cross di ‘The Bridge’ sembra brusca, rifiuta il contatto, persino quello visivo e questo comporta delle attenzioni anche a livello tecnico: in fase di montaggio bisogna fare attenzione alle inquadrature, il rischio è che lo spettatore si senta disorientato.

Grey's Anatomy, The Bridge e Homeland: Malattie mentali a confronto

L’attuale showrunner di ‘The Bridge’ Meredith Stiehm è il precedente produttore esecutivo di ‘Homeland’. Una dei protagonisti di ‘Homeland’, Carrie Mathison, l'ufficiale della CIA interpretata da Claire Danes, è affetta dal disturbo bipolare, una patologia caratterizzata da sbalzi d’umore invalidanti. La malattia di Carrie Mathison è un tratto fondamentale del personaggio. Come ha commentato su The Wall Street Journal Alex Gansa, showrunner di ‘Homeland’: “Un personaggio con la sindrome di Asperger è più monocromatico, mentre uno bipolare è decisamente più espansivo, technicolor”. In termini di possibilità per la trama “un personaggio che soffre di disturbo bipolare può davvero percorrere tutta la gamma di emozioni: dal sentirsi a terra fino a sentirsi così in alto da poter volare”. Una giostra di emozioni che, per quanto utili alla sceneggiatura, non sono un'attrazione.

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Crediti: The Bridge facebook, BlockbusterUK (YouTube), greysanatomy.wikia.com, jennt75 (YouTube), The Bridge (YouTube), Homeland Facebook