Governo Renzi: Matteo Renzi premier a giorni?

Matteo Renzi, probabile prossimo capo del Governo
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Ore decisive per il futuro del Governo Letta. Tra stasera e domani Matteo Renzi potrebbe decidere di assumere la carica di primo ministro. Le opinioni dei giornali italiani su melty.it.

Enrico Letta Vs Matteo Renzi. Il duello sembra arrivato alla giornata finale con un sempre più probabile avvicendamento alla guida del Governo e possibile rimpasto di ministri e sottosegretari. Anche Giorgio Napolitano ha passato la palla, lasciando la scelta definitiva al Partito Democratico e al confronto diretto tra i due leader che dovrebbe arrivare oggi e precedere di un giorno la direzione nazionale del Pd. Letta quindi è nelle mani della provvidenza, come raccontato da Crozza a Ballarò. Ma l'attuale premier vorrebbe resistere: “Ho pronto il patto di coalizione – ha dichiarato - con un programma che piacerà a tutti, compreso il Pd”. La sua situazione è sempre più in bilico con alleati pronti a defilarsi alla prima occasione utile. Due le ipotesi sul futuro: un Letta bis più forte che duri sino al prossimo anno o un governo Renzi che, tra Legge elettorale e riforme costituzionali arrivi al 2018. Emblematiche le parole del fondatore di "Repubblica", Eugenio Scalfari: “Stando a quanto trapela dalla cena di ieri, Napolitano vorrebbe che il governo si ripresentasse in Parlamento, alle Camere, con la visione di Renzi. Avendolo sentito stamane - continua Scalfari - il Capo dello Stato ha detto a Renzi: Prendo attenta nota dei tuoi desiderata, poi consulterò le altre parti e prenderò la decisione più opportuna al Paese”.

Discordanti i pareri dei maggiori quotidiani sul Governo Renzi, dato ormai per certo. “Nessuno ha capito – ha dichiarato Antonio Politico sul "Corriere della Sera" - in che cosa il governo Renzi potrà essere diverso, oltre che nell’energia cinetica del premier, che pure non è poca cosa. Dov’è quel contratto di programma promesso entro un mese? Il Jobs Act è qualcosa di più di una conferenza stampa? Il nuovo premier disporrebbe forse di una maggioranza parlamentare più ampia? Purtroppo la risposta a queste domande è che noi non sappiamo perché il Pd voglia cambiare la via che fino a ieri definiva maestra. Può essere ovviamente che sia per il meglio”. Il segretario del Pd è riconosciuto come uomo dalle decisioni rapide, inarrestabile. “Renzi è l’uomo dei tempi veloci. Dei fatti veloci – ha raccontato Ilvo Diamanti su "Repubblica" - D’altronde, agli italiani, questo atteggiamento piace. Non per caso Renzi, oggi, è, di gran lunga, il più apprezzato fra i leader. Politici e istituzionali. Quasi il 60% degli elettori (secondo Ipsos) gli attribuisce un voto da 6 in su. L’85%, fra gli elettori del Pd”.

Innegabile il parallelismo con quanto successo 20 anni fa: “La staffetta tra Letta e Renzi ha un che di sbalorditivo – ha affermato Marcello Sorgi per “La Stampa” - Se appena si riflette che in due mesi il sindaco di Firenze ha conquistato la segreteria del Pd ed è ora in grado di proporsi per la guida del Paese, il solo precedente che si ricordi è quello del Berlusconi di vent’anni fa: la forza propulsiva del nuovo leader, la tendenza inarrestabile a centrare un obiettivo dopo l’altro, la resa generale, e in qualche caso la disponibilità, di tutto il mondo circostante e di un sistema giunto ormai alla fine fanno tornare in mente proprio la primavera del ’94 e l’incredibile entrata in campo del Cavaliere”. Tanti però i dubbi sollevati. “Al Quirinale attendono le dimissioni di Letta – ha scritto Carlo Tecce su “Il Fatto Quotidiano” - Qualcuno a caso poi, fra giornalisti parlamentari e opinionisti a gettone, avrà la forza di ricordare che avremo un governo sostenuto da un Parlamento figliastro di una legge elettorale illegittima? E che farà Berlusconi, l’opposizione a Renzi, il compagno di ventura (e avventura) per riformare la Costituzione? ".

Una sfida difficile, un futuro incerto. “Finora Renzi – ha commentato Stefano Folli per “Il Sole 24 ore” - è passato di successo in successo come un bravo "surfista". Adesso però comincia la vera disfida, dentro una cornice generale drammatica. Se sarà presidente, il giovane leader capirà presto che il potere di nominare alcune decine o centinaia di grandi amministratori pubblici non compensa le spine della poltrona più scomoda d'Italia”. Categorico invece Franco Bechis su "Libero": “Non può essere Renzi il premier che va a palazzo accoltellando Letta. Se fa la staffetta – ha affermato - è uguale a Massimo D'Alema. E la smettano i suoi sostenitori di invocare l'acclamazione popolare delle primarie Pd. Matteo ha preso 1,8 milioni di voti. La metà di quelli ricevuti da Mario Monti quando si è candidato premier a febbraio 2013”.

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