Gomorra 2 - La Serie: Irene Maiorino è Teresa “Una donna nuova che si doveva raccontare” (INTERVISTA)

Irene Maiorino, protagonista dell'ottavo episodio di Gomorra 2
Ecrit par

Teresa è stato il personaggio più interessante dell'ultimo episodio di Gomorra 2. Ne abbiamo parlato con la sua giovane interprete Irene Maiorino. Leggi la nostra intervista esclusiva.

Un fulmine a ciel sereno, uno specchio puro per riflettere sul male assoluto. Questo è stato Teresa, personaggio inedito apparso nell'episodio 8 di Gomorra 2 – La Serie. Ad interpretarlo Irene Maiorino, giovane attrice napoletana arrivata alla serie Sky dopo importanti esperienze televisive. Il suo è stato un ruolo fondamentale negli equilibri drammatici della seconda stagione, perfetto per sottolineare la morte di Rosario O' Nano, suo marito nonché amico fraterno del protagonista Ciro Di Marzio. Teresa si è però distinta anche per essere persona aliena dal mondo della serie, mostrataci in una sfera molto più intima a quella cui siamo stati abituati in un contesto come questo. Grazie a lei abbiamo avuto modo di godere di aspetti mai troppo approfonditi nella serie. Il suo punto di vista è stato quello di una donna nuova, tragica e sofferente. Un impatto emotivo inedito capace di dare forza empatica ad alcuni dei momenti più drammatici nella storia della serie. A svelarci questi aspetti inediti del personaggio è stata la stessa Irene che, tra una carriera giovane ma già importante e il suo ruolo in Gomorra, si è raccontata a noi di melty in una bella intervista esclusiva.

Ciao Irene, raccontaci un po' di te, della tua carriera e delle tue esperienze. Come sei arrivata Gomorra – La Serie? Mi sono avvicinata relativamente tardi alla recitazione, tra i 16 e i 17 anni. Ci ho messo un po' a capire di volerne fare una professione, a tradurre il mio desiderio in una vera e propria professione. Mi sono trasferita a Roma a 18 anni unendo il desiderio di andare via e allontanarmi dalla provincia al mio sogno di fare l'attrice. Li ho incontrato Beatrice Bracco, un'acting coach che mi ha dato tanto e purtroppo è venuta a mancare. Ho cominciato a seguire lei e dopo neanche 3 anni ho preso subito un ruolo, grande, per Canale 5. Non ho cominciato piano piano, almeno dal punto di vista televisivo: è arrivato questo ruolo, ho fatto subito tanto set ed è stato molto bello.

Parliamo ora di Teresa, il tuo personaggio in Gomorra. Raccontaci di questa donna, com'è dal tuo punto di vista? Teresa rappresenta la figura di una donna nuova, non ancora vista in Gomorra e che è stato importantissimo inserire e raccontare. Una donna che, un po' come Debora (la moglie di Ciro Di Marzio n.d.r.), è una mamma di famiglia, ma molto meno scaltra, molto più discreta e molto più vicina al marito. Si porta dentro una dimensione sia spaziale, perché la vediamo sempre in casa, e contemporaneamente anche di sentimento: fa da specchio a una parte intima di Rosario che noi vediamo solo grazie a lei. E Rosario con lei cambia. È una bellissima e grandissima perdente, come tutti gli eroi, non molla sino alla fine, aspetta suo marito a casa e appena lui torna è subito sogno, e subito un “ci riusciamo a fare questa cosa”. Forse non abbiamo mai visto due protagonisti che ci credevano così. E in un certo senso alla fine loro poi ce la fanno, Rosario è un boss che sceglie la famiglia, non sceglie la carriera, non dice "andatevene voi", ma "andiamocene noi". Si tratta di un aspetto nuovo che secondo me era molto importante raccontare. Dimostra quanto siano sterili le polemiche su Gomorra, che continua a farci vedere che non ci sono eroi, che se hai condotto la tua vita in un certo modo ad un certo punto questa ti chiede un prezzo da pagare. Anche Rosario, arrivato a 99, a 100 muore.

Come donna ti rispecchi in Teresa? Quanto di Irene c'è in lei? Per molti aspetti è lontana da me visto che non si può prescindere dal suo essere madre e moglie e io non sono ne madre ne moglie. In questo devo dire che il lavoro con Lino (Musella, interprete di Rosario n.d.r.) è stato interessante visto che anche da attori c'è una differenza tra l'essere fidanzati e l'essere sposati, bisogna sentire un certo legame. In realtà è Teresa che mi ha regalato delle cose che mi porto dentro tutt'oggi. Spesso si pensa che è l'attore che regala qualcosa al personaggio, invece, soprattutto quando è scritto bene come in questo caso, devi solo fidarti delle sue parole e capire i suoi sentimenti. E Teresa mi lascia una grandissima dolcezza, una grandissima speranza di sentimenti molto belli, limpidi, che possono esistere ovunque e a qualsiasi livello, anche in un contesto negativo come può essere quello di Gomorra.

Tra tutti i ruoli e i personaggi che hai interpretato in carriera qual è stato quello che ti ha colpito di più? Gomorra, per forza, non potrei dire altrimenti. Sia perché Gomorra in quanto tale è un'operazione di esportazione internazionale, sia perché ci sono dei registi di cinema, da sempre la mia prima passione. Si sente tantissimo quando un regista ha una mano cinematografica rispetto ad uno prettamente televisivo e anche il tipo di recitazione che ti viene richiesto è molto diverso. Gomorra per me è come un film, le attese che Sollima riesce a fare sui primi piani, sulle sospensioni e i piani d'ascolto sono cose che ad oggi, in Italia, ci si può permettere solo al cinema. Ma anche per la storia, visto che Teresa è il personaggio più interessante che ho interpretato sullo schermo.

Da spettatore esterno è facile notare l'abissale differenza di qualità tra Gomorra e le altre serie televisive e fiction italiane. É così anche dal punto di vista interno? Assolutamente si. C'è una differenza proprio di ritmo interno. Non dico sempre ma spesso il prodotto televisivo italiano è pensato per la prima serata e per questo parte già da una sceneggiatura più semplice, vuole essere rassicurante, mette dentro figure e situazioni molto più ridondanti. Qui invece spostiamo l'attenzione su un mondo che è fondamentale raccontare perché lo racconta solo Gomorra, ma non esiste solo tramite Gomorra. Esiste, punto. E Gomorra è l'unica che si fa carico di mostrarlo.

Cosa ne pensi delle polemiche sulla serie e sul rischio emulazione da molti paventato? Se ancora qualche ragazzo può pensare che quelli che ha di fronte sono modelli da imitare il problema è a monte, ci dobbiamo chiedere come mai questi ragazzi arrivano ad essere così pregni di una realtà che è palesemente crudele e che anzi ci dimostra, soprattutto in queste ultime puntate, che nessuno di questi protagonisti potrà mai salvarsi conducendo una vita del genere. Se questo succede c'è da fare un discorso a priori. Questi ragazzi fino ad adesso dove sono stati? Chi li ha supportati? Dove sono l'istruzione e la cultura? Perché non investiamo su quello nelle scuole oppure nelle istituzioni sociali? Cerchiamo di intervenire prima che un ragazzo arrivi sprovvisto a guardare un programma del genere.

Tornerai nei prossimi episodi? Che progetti hai per il futuro? Teresa è stata una meteora, una stella cadente che brilla di luce e muore con la stessa forza. Un'apertura me la lascia personalmente, come attrice e come persona, mi lascia una bella scia. Sono contenta. Per il resto sto cercando di muovermi nel cinema che continua a rimanere la mia prima passione, ma prima mi dedicherò ad un progetto per la televisione, su Canale 5.

Manuel Lai

Clicca mi piace sulla pagina Facebook Gomorra - La Serie Italian Fan

Crediti: Sky atlantic, Ufficio Stampa Irene Maiorino