Gipi: Perché la graphic novel "unastoria" può vincere il Premio Strega

Una tavola di "unastoria" di Gipi
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Domenico Procacci, fondatore di Fandango, ha annunciato la candidatura di "unastoria" al Premio Strega. Può la graphic novel di Gipi, all'anagrafe Gianni Pacinotti, aspirare al prestigioso premio letterario? Scopri di più su melty.it.

"Dammi risposte complesse": l'incipit di "unastoria" è tormentato e tortuoso come le linee e le sfumature che compongono le tavole di Gipi. Eppure l'autore, all'anagrafe Gianni Pacinotti, alla notizia della candidatura di "unastoria" al Premio Strega ha risposto con un "Io la prendo a ridere", quasi a sdrammatizzare le polemiche e critiche sorte dopo la notizia. Domenica 8 dicembre, infatti, Domenico Procacci - fondatore di Fandango - ha annunciato la sua intenzione di candidare la graphic novel al prestigioso premio letterario, prima nel suo genere a essere presentata alla Fondazione Bellonci, l'istituzione culturale che organizza e gestisce il Premio Strega. "unastoria", rigorosamente in minuscolo e senza spazi come ha sottolineato più volte Gipi, è una graphic novel toccante e dolorosa che, quasi autobiografica, racconta l'incomprensione tra generazioni diverse e la difficile esperienza del dolore e del lutto. Un'opera importante, quindi, che arriva a distanza di due anni dall'ultimo lavoro del fumettista che, a causa di problemi personali e di salute, non ha potuto dedicarsi al disegno e al fumetto per diversi anni.

In effetti Gipi (50 anni di Pisa) ha trascorso gli ultimi anni ad affrontare la grave crisi che ha bloccato la sua attività, una pausa non voluta in quanto causata da una depressione che ha costretto l'autore a delle cure psichiatriche (come ha raccontato l'autore stesso in una speciale intervista a Spazio Bianco ). Non è un caso, quindi, se uno dei protagonisti di "unastoria" è Silvano Landi, uno scrittore di successo che, alla soglia dei cinquant’anni, si ritrova in un ospedale psichiatrico senza più ispirazioni. La sua storia, però, si intreccia con quella di Mauro, il bisnonno del protagonista che, soldato della Prima Guerra Mondiale, ha lasciato in eredità al pronipote le lunghe lettere d'amore scritte sul fronte per essere poi spedite alla moglie. A intrecciare le due storie ci pensano i diversi stili utilizzati da Gipi che ha voluto alternare nelle sue tavole semplici linee in bianco e nero a sfumature di acquarelli. Il risultato? Un'organicità che allinea passato e presente riuscendo, allo stesso tempo, a confrontarli e paragonarli.

Una graphic novel profonda, quindi, e di una rara poesia che Domenico Procacci ha voluto premiare con una scelta forse azzardata ma sicuramente notevole che, per la prima volta in Italia, dà grande rilievo a un genere poco considerato dall'opinione pubblica (l'unico esempio recente è la fortuna de "Il blu è un colore caldo" - la graphic novel che ispirò a suo tempo il vincitore di Cannes, "La vita di Adele"). Stefano Petrocchi, direttore della Fondazione Bellonci, ha risposto ai dubbi di Affari Italiani confermando: ""Se due Amici della domenica vorranno candidare 'unastoria' di Gipi, spetterà al Comitato direttivo decidere circa l’ammissibilità dell’opera. Come ha ricordato Procacci, d'altronde, il regolamento recita che sono candidabili allo Strega libri 'di narrativa in prosa di autore italiano". Ai posteri l'ardua sentenza.

Antonella Airoldi

Crediti: libreriefeltrinelli, Archivio web


1 commenti
  • Addirittura il Premio Strega? Devo proprio leggermelo allora!