Giovanni Truppi per L’indiece di melty: Gianfranco Marziano, Napoli e la religione

Giovanni Truppi - "Giovanni Truppi"
Ecrit par

Lo stile di Giovanni Truppi è inconfondibile, così come il suo ultimo album eponimo è uno dei dischi più interessanti degli ultimi mesi. Leggi l’intervista per L’indiece di melty!

“I cantautori mi hanno regalato una base solida, Gianfranco Marziano mi ha poi fatto capire che questa base si poteva stravolgere, che c’era un altro modo per raccontare le cose”. Giovanni Truppi ha una dote incredibile: quella di raccontare con grande semplicità e poeticità le situazioni più disparate della vita. Dalla religione ai discorsi sull’Universo, fino a chi si è trovato a mettere incinta una scema. Senza troppi giri di parole, schietto, divertente e mai fuori luogo, Giovanni Truppi ha realizzato uno degli album più interessanti degli ultimi mesi: l’eponimo disco pubblicato per la Woodworm/Audioglobe, capace di far arrivare la musica del cantautore napoletano in giro per i club di tutto lo Stivale. L’indiece di melty presenta…Giovanni Truppi!

Giovanni Truppi - "Giovanni Truppi"
Giovanni Truppi - "Giovanni Truppi"

L’indiece di melty: Hai uno stile particolare e originale: c’è qualcuno che consideri come la tua grande fonte di ispirazione artistica? Sicuramente Gianfranco Marziano. Ti direi da un parte lui e dall’altra la maggioranza dei cantautori italiani classici: De Andrè, Paolo Conte ecc., ma ti citerei anche John Lennon tra gli artisti che hanno avuto una certa importanza per la mia crescita artistica. I cantautori mi hanno regalato una base solida, Marziano mi ha poi fatto capire che questa base si poteva stravolgere, che c’era un altro modo per raccontare le cose.

In molti brani del tuo ultimo album tocchi il tema della religione: è una realtà che ti interessa particolarmente? Da piccolo ho avuto una formazione cattolica: ho fatto la prima comunione, frequentavo la chiesa e lì ci andavo anche per suonare l’organo, questo almeno fino ai 13 anni. Con l’adolescenza ho messo da parte questa realtà per molti anni. Oggi la religione mi interessa di più, ma è un rapporto difficile da definire, in quanto è una realtà che sto riscoprendo adesso.

Come ti poni rispetto a Napoli, la tua città? Sono molto contento di essere nato e cresciuto a Napoli. Sono anche molto contento di essermene andato Niente contro Napoli, per carità, ma proprio per la gioia di scoprire qualcosa di nuovo di vivere in un posto diverso dalla tua città. Napoli, ovviamente, ha tanti pregi e tanti difetti: in generale la vita è più faticosa. Questo perché Napoli è più “anarchica” rispetto ad altre località, sia nel bene che nel male.

Il tuo eponimo “Giovanni Truppi” ha avuto un bel riscontro di pubblico e critica: credi che sia cambiata qualcosa rispetto agli album precedenti? Ora mi conosce un po’ più di gente, ma nessun cambio trascendentale. Giro sicuramente di più: non che prima non girassi, magari però ora vado in provincia di Bergamo e lì c’è qualcuno che canta le mie canzoni. Dal punto di vista stilistico l’ultimo album è un disco meno introspettivo rispetto a quello precedente: guarda di più a ciò che c’è intorno, è un album più estroverso anche musicalmente parlando.

Una domanda di un nostro lettore: com’è nata ‘Hai messo incinta una scema’ ? Assolutamente per gioco, senza alcun riferimento a cose realmente accadute, e per me come un semplice gioco sarebbe rimasta. Poi l’ho fatta sentire a degli amici e notavo che si divertivano molto, ecco perché alla fine ho deciso di inserirla nel disco, mai a pensarci davvero! È una canzone molto cinica, non pensavo che la gente potesse divertirsi, anzi pensavo che potesse infastidire!

Crediti: giovanni truppi