Giorgio Faletti è morto a Torino

Giorgio Faletti, addio a un genio dello spettacolo
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Una notizia terribile per tutto il mondo dello spettacolo: è morto questa mattina a Torino lo scrittore, cantante, attore e comico Giorgio Faletti. L'ex volto storico di "Drive In" aveva 63 anni e da tempo lottava contro un tumore.

Addio Giorgio. Si è spento il 4 luglio a Torino Giorgio Faletti, uno degli uomini di spettacolo più versatili nel nostro Paese. Aveva 63 anni e ormai da tempo lottava contro un tumore. Faletti aveva affrontato la malattia con grande dignità, stando lontano dai riflettori e chiudendosi in un triste silenzio che ha avuto oggi il suo epilogo. Queste le sue ultime parole lasciate ai fan sul suo sito internet ''Cari amici, purtroppo a volte l'età, portatrice di acciacchi, è nemica della gioia. Ho dovuto a malincuore rinunciare alla pur breve tourneé per motivi di salute legati principalmente alle condizioni precarie della mia schiena, che mi impedisce di sostenere la durata dello spettacolo. Mi piange davvero il cuore perché incontrare degli amici come voi è ogni volta un piccolo prodigio che si ripete e che ogni volta mi inorgoglisce e mi commuove. Un abbraccio di cuore. Giorgio''.

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Nato ad Asti il 25 novembre del 1950, con gli anni era diventato artista completo e incredibilmente versatile: capace in 30 anni di essere comico, attore, cantante, scrittore, compositore, pittore. La sua vita da artista era iniziata sotto il forte segno della comicità, quella apparentemente banale ma utile per descrivere i limiti e le brutture dell'Italia di quegli anni. Aveva esordito nell'ormai storico Derby di Milano insieme tanti altri grandi comici dell'epoca come Abatantuono, Teocoli, Boldi, Paolo Rossi. Nel 1985 ottiene una grande esplosione di popolarità grazie alla partecipazione a Drive-In, storico programma Mediaset partorito da Antonio Ricci. Vito Catozzo era il suo personaggio simbolo, guardia giurata folle e fuori dagli schemi, ma tante altre erano state le macchiette da lui create e magistralmente interpretate. La popolarità gli regala numerose trasmissioni e un'incondizionato affetto del pubblico, ma gli permette di cominciare ad esplorare altri campi artistici.

Nel 1988 esordisce con un mini album dal titolo “Colletti Bianchi”, mentre nel 1991 con il suo primo disco intero, “Lupo mannaggia” sforna la hit “Ulula”. Partecipa per la prima volta a Sanremo nel 1992 insieme ad Orietta Berti e si inventa autore per Mina, scrivendo per lei “Traditore”. Ma è nel 1994 che la sua carriera musicale raggiunge l'apice grazie alla seconda partecipazione al Festival di Sanremo. Non vince per un pelo ma lascia un segno indelebile ancora oggi indimenticato. “Signor tenente” è brano struggente e commuovente, ispirato alle stragi di Capaci e Via d'Amelio, vincitore del Premio della Critica e ad oggi uno dei brani più amati del Faletti cantante che gli permetterà di vincere il Disco di Platino per il suo album “Come un cartone animato”. L'anno dopo è di nuovo a Sanremo con l'altrettanto bella e più introspettiva “L'assurdo mestiere”.

Ma la sua seconda grande metamorfosi artistica arriva nel 2002 con uno dei casi letterari più incredibili degli ultimi anni. Faletti si trasforma ancora e in quell'anno pubblica “Io uccido”, un thriller cupo e violento e magistralmente scritto. 4 milioni di copie vendute per un successo ripetuto libro dopo libro. Nel 2004 arriva “Niente di vero tranne gli occhi”, nel 2007 “Fuori da un evidente destino”, grandi successi che permettono all'autore di proseguire la sua carriera da scrittore e sperimentare nuovi romanzi, temi e racconti. I suoi libri sono tradotti in 25 lingue e pubblicati in tutto il mondo con grandissimo successo. Come attore, nel 2006 ha vinto anche il David di Donatello come “Attore non protagonista” per “Notte prima degli esami” per poi partecipare anche a "Baaria" di Tornatore e Il sorteggio di "Giacomo Campiotti". Una carriera incredibile e ricca di successi e trovate geniali. Ne sarebbero certamente arrivate tante altre se il destino e la malattia non se lo fossero portato via.

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