Germania-Argentina: Messi vs Mueller nella finale dei Mondiali 2014 

La Pulce Lionel Messi
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Germania-Argentina è la finale dei Mondiali 2014 ma è anche la sfida tra due grandi calciatori: Thomas Mueller e Leo Messi. Chi sarà decisivo potrà ambire a vincere la finale e quindi il Pallone d'Oro 2014. Leggi perché su melty.it.

La finale mondiale è più importante di ogni risultato di squadra. Ma in fondo Germania-Argentina è la partita che segna il destino di Thomas Mueller e Leo Messi, due calciatori che possono ambire al palcoscenico più importante per un giocatore: il Pallone d'Oro. E non parliamo del Pallone d'Oro dei Mondiali, quello assegnato dalla Fifa nella 20esima edizione: dei 10 giocatori uno di questi sette (in pole Angel Di Maria, Javier Mascherano e Lionel Messi per i sudamericani, Mats Hummels, Toni Kroos, Philipp Lahm e Thomas Mueller per i tedeschi) lo vinceranno di sicuro. Gli altri sono James Rodriguez, Neymar e Arjen Robben. Noi parliamo del Pallone d'Oro assegnato da France Football e Fifa, che indica il miglior giocatore al mondo in base al voto dei delegati. La competizione mondiale da molti anni decide il destino di un calciatore. E' successo a Pablito Rossi nell'82 ed è accaduto a Fabio Cannavaro nel 2006, tanto per citare due italiani. Ma visto quello che è accaduto in questi Mondiali Thomas Mueller e Lionel Messi si potranno giocare la consegna del titolo a Zurigo nei 90 o 120 minuti al Maracanà.

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Il Pallone d'Oro fuori dagli anni dei mondiali lo vince spesso il giocatore che riesce a conquistare la Champions League. Quest'anno sappiamo bene che la decima Champions l'ha vinta il Real Madrid di Carletto Ancelotti e, dato importante, c'è un certo Cristiano Ronaldo nei blancos a sperare nella doppietta consecutiva dopo il Pallone d'Oro 2013. Mueller da questo punto di vista è svantaggiato. Non è stata la migliore stagione per il tedesco, uscito con il suo Bayern in semifinale proprio con le Merengues e non apparso brillante in tutta la manifestazione, oscurato anche da Mandzukic nel suo ruolo. Ma in caso di vittoria, magari con un suo gol, il falso nueve in salsa tedesca diverrebbe quasi sicuramente capocannoniere del Mondiale e l'uomo simbolo della vittoria tedesca. Un autentico passpartout per la vittoria del trofeo. A quel punto sarebbe un testa a testa con Cristiano Ronaldo, uscito male e subito da questi Mondiali 2014 con il suo Portogallo. Sappiamo bene che Mueller scambierebbe la sua rete con una vittoria della Coppa del Mondo, senza esitazioni.

Lo sfidante Mueller però deve fare i conti con il giocatore tecnicamente più forte al mondo in questo momento: Lionel Messi. La Pulce ha giocato una delle sue stagioni più scialbe e nonostante ciò ha realizzato 41 gol in 46 partite. L'attaccante di Rosario non ha convinto per la sua indolenza e il poco movimento in mezzo al campo. Tanto gioco con la palla tra i piedi, poco gioco senza palla fra i piedi. Un'involuzione, si pensava, forse figlia della sua voglia di risparmiarsi in una stagione disgraziata per il Barcellona. In realtà Messi con il passare dell'età corre meno e si sacrifica meno per i compagni. E non c'è tecnico tra il compianto Villanova, il tata Martino e l'attuale Sabella che lo abbia costretto a giocare anche senza il pallone fra i piedi. In questi Mondiali Messi ha segnato quattro gol ed è a una sola lunghezza da Muller. E' partito bene ma poi si è un po' perso nell'assenza di gioco della sua nazionale. Per lui la finale, la sua prima finale mondiale, ha forse un triplo significato.

Uno personale. Vincere la Coppa del Mondo è il sogno di ogni calciatore che si appresta a giocare al pallone sin dai primi anni d'età. Il secondo è personale ma riguarda la sua ambizione: alzare la Coppa per conquistare il suo 5° Pallone d'Oro. Come lui nessuno mai in tal caso nella storia del calcio. C'è poi il terzo significato ed è il fattore M, ovvero l'ombra costante e oscurante di Diego Armando Maradona. Solo una finale prodigiosa con un gol alla Maradona potrebbe portarlo nell'Olimpo dei più grandi insieme al Pibe de Oro e a O' Rey Pelè. La delusione del mondiale 2010 è ancora viva, stavolta Messi non può sbagliare. Per la Pulce vincere la Coppa segnando vorrebbe dire sdoganare in patria l'eterno dualismo sul dieci argentino più forte della storia albiceleste. Come ha spiegato il grande telecronista argentino Victor Hugo Morales: "Maradona è Dio, Messi è il Messia". E' quindi arrivata l'occasione, forse l'ultima della carriera, di suonare alle porte del paradiso calcistico anche per Lionel Messi. Trasformarsi da figliol prodigo a unico erede, tutto in una notte.

Leo Messi con la maglia Albiceleste
Leo Messi con la maglia Albiceleste
Thomas Muller contro Dante
Thomas Muller contro Dante
Crediti: Archivio web, web , Chris Brunskill, Upi / Visual Press Agency, Reuters, Xinhua, Zuma / Visual Press Agency