Geoffrey Kondogbia: Chi è il talento del Monaco che piace a Inter e Milan

Geoffrey Kondogbia esultanza
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Il centrocampista francese del Monaco Geoffrey Kondogbia è al centro di un derby di mercato fra Inter e Milan, che si stanno sfidando a colpi di milioni per portarlo a Milano. Scopri le origini, i punti di forza e i punti deboli di questo classe 1993.

1- LE ORIGINI L'attuale stella del Monaco Geoffrey Kondogbia è un francese naturalizzato, in quanto i suoi genitori sono emigrati dalla Repubblica Centrafricana e lui è nato a Nemours, una città di 12.000 abitanti nel dipartimento di Senna e Marna, a 80 km da Parigi. Fin da bambino si dimostra una spanna sopra ai coetanei e scavalca le categorie dicendo di voler sfondare presto nel calcio che conta. Dopo gli inizi nelle giovanili del Lens, infatti, diventa professionista nel 2010 e il 21 novembre dello stesso anno debutta in prima squadra contro l'Olympique Lione, a soli 17 anni. A Lens, dove ha giocato assieme all’amico Raphael Varane, si conquista un posto da titolare guadagnandosi le attenzioni del Siviglia che nell’estate 2012 lo porta in Spagna per 4 milioni di euro. Alla corte di Unay Emery (che quest'anno ha eliminato la Fiorentina in Europa League) colleziona 37 presenze e un gol, in quella che rimarrà la sua prima e ultima stagione in Liga. L’estate dopo, infatti, decide di pagare lui stesso la propria clausola di 20 milioni di euro, che gli sarà rimborsata dall' As Monaco con il quale è tutt’ora sotto contratto. Nel club del Principato arriva assieme ai colombiani Radamel Falcao e James Rodriguez e, dopo un inizio in sordina, diventa titolare inamovibile del centrocampo monegasco mettendosi in mostra sia in Ligue 1 che nella Champions League di quest’anno. Geoffrey Kondogbia, già nel giro della nazionale, ha attirato su di se le attenzioni di Milan (che sembra aver già preso Jackson Martinez) e Inter, che sono ora in lotta per piazzarlo al centro del proprio progetto.

2- I PUNTI DI FORZA La vera arma su cui può puntare il classe 1993 è la potenza fisica. Geoffrey Kondogbia è una vera e propria forza della natura in mezzo al campo e la sua esplosività, abbinata alla caparbietà nei colpi di testa, è la caratteristica che gli ha permesso di attirare le attenzioni dei club di mezza Europa. Un altro elemento importante a favore del francese è il suo senso della posizione. Kondogbia è infatti abilissimo nel coprire la sua zona di campo, riuscendo a piazzarsi sempre sulla linea di passaggio avversaria e rivelandosi ottimo nell’intercettazione di palla e nel ribaltamento dell’azione. Il mediano, in più, può contare su uno sviluppato senso tattico : la sua posizione ideale è davanti alla difesa, proprio per la sua capacità di leggere in anticipo l’azione. Portarlo in rosa per Inter o Milan sarebbe un affare anche in virtù della carta d’identità del francese che, con i suoi 22 anni, rappresenta un’investimento futuribile con ampi margini di miglioramento e il tempo necessario per diventare un vero campione.

3- I PUNTI DEBOLI Kondogbia viene spesso accostato al più famoso connazionale Paul Pogba (probabilmente diretto a Manchester, sponda City), stella della Juventus, ed è chiaro che per motivi di età, ruolo e nazionalità i due vengano messi sullo stesso piano. A differenza del compagno di Nazionale però, Geoffrey non può contare sulle medesime qualità tecniche e il tocco di palla, che rappresenta uno dei punti di forza del bianconero, non è esattamente la specialità del colosso di Nemours. Altro importante deficit è il piede destro. Kondogbia infatti è un mancino naturale, di quelli che non ama trattare il pallone con il piede più debole, e questo potrebbe risultare un problema in quelle situazioni di gioco in cui si rende neccessario l’uso del destro. Se da una parte la stazza rappresenta un punto di forza per il centralone francese, proprio questa sua prestanza fisica ne compromette la reattività nello stretto, caratteristica che potrebbe metterlo in difficoltà contro gli avversari più scattanti e brevilinei. La giovane età, infine, pur rappresentando un vantaggio in termini prospettici, non gli permette di avere quel carisma e quella leadership necessarie per guidare il centrocampo di un top club.

Crediti: youtube, zimbio.com, Web