Rwanda: 3 risposte sul genocidio

3 domande e 3 risposte sul genocidio in Rwanda
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Il 7 aprile si ricorda l'inizio del genocidio che ha dilaniato la popolazione ruandese nel 1994. Per chi volesse saperne di più, ecco qui 3 domande e 3 risposte che spiegano in breve cosa accadde in Rwanda nell'aprile di vent'anni fa.

Perché avvenne il genocidio?

La miccia che innescò la spirale di violenze fu un incidente aereo: il 6 aprile 1994, infatti, il veicolo sul quale viaggiavano il presidente ruandese Juvénal Habyarimana e il presidente del Burundi Cyprien Ntaryamira, entrambi di etnia hutu, esplose abbattuto da un razzo. Gli estremisti hutu al potere, di conseguenza, accusarono dell'attentato i ribelli tutsi del Fronte Patriottico Ruandese, e attivarono in poche ore una politica dell'odio attraverso i mass media invitando la popolazione hutu a vendicare l'assassinio e massacrare i tutsi, impietosamente definiti "scarafaggi". Dal giorno successivo, per tre mesi, prese il via uno sistematico sterminio della minoranza ruandese appartenente al gruppo etnico dei Tutsi, mentre la Francia, militarmente presente sul luogo, non fece nulla per impedire che l'orrore si perpetrasse. Si stima che il numero di uccisi arrivò a 800.000.

Rwanda: 3 risposte sul genocidio
Come si concluse il massacro?

Paul Kagame, a capo delle forze ribelli tutsi, riuscì a mettere fine allo spargimento di sangue solo a metà luglio, quando penetrò dal nord verso Kigali con le sue truppe. Eletto presidente provvisorio del Rwanda, Kagame è attualmente ancora al potere dopo la sua riconferma a capo di stato nelle elezioni del 2003, e in questi vent'anni si è battuto con forza per denunciare le responsabilità del dominio coloniale europeo, prima tedesco, quindi belga e francese, nel fomentare l'odio tra i gruppi etnici del paese. I coloni introdussero infatti un sistema di carte d'identità che distingueva l'appartenenza etnica dei ruandesi, e al momento del genocidio la Francia fornì agli hutu le armi che permisero il massacro. In occasione del ventennale che ricorda lo sterminio, la Francia, rappresentata dall'ambasciatore Michel Flesch, non sarà presente alla cerimonia: una telefonata del Ministro degli Esteri ruandese ha confermato a Flesch che la presenza di un delegato francese non è gradita.

Rwanda: 3 risposte sul genocidio
Qual è la situazione del Rwanda oggi?

In parte giustizia è stata fatta: molti dei responsabili del genocidio sono stati giudicati da un tribunale penale internazionale a Arusha, in Tanzania, mentre quasi 750 mila ruandesi sono stati processati da tribunali popolari denominati gacaca. Grazie alla politiche di Paul Kagame, i tassi di crescita economica del Paese sono superiori al 6%, ma a livello politico l'opposizione è ostacolata al massimo e la pace imposta che si è creata non ha realmente risolto i rancori tra Hutu e Tutsi, permettendo la sopravvivenza di desideri di irredentismo delle parti in causa (apparentemente il conflitto etnico è ora inesistente, visto che Kagame ha proibito qualunque tipo di riferimento al gruppo etnico di appartenenza nei documenti d'identità, impedendo quindi, qualora sorgano ostilità, di ricondurle a motivi razziali). Intanto la Francia, che nel 2010 ha ammesso "dei gravi errori di valutazione" rispetto all'atteggiamento tenuto in Rwanda, ha sempre rifiutato di presentare le pubbliche scuse che Paul Kagame richiede.

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