Gaza: 3 risposte sul conflitto tra Israele e Palestina

Immagini dai bombardamenti su Gaza
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Una situazione terribile e un conflitto tra Israele e Palestina che è ripreso e va avanti ormai da quattro giorni. Sulla Striscia di Gaza si contano già 100 morti e oltre 600 feriti. Su melty.it 3 risposte sulla situazione sempre più critica.

Cosa è successo negli ultimi quattro giorni sulla striscia di Gaza?

Dalla fine della scorsa settimana e ormai da quattro giorni Israele ha ripreso a colpire la Striscia di Gaza con diversi attacchi aerei come risposta ai bombardamenti su territorio israeliano da parte di Hamas. Sono in tutto 100 i palestinesi uccisi durante il conflitto, mentre sono addirittura 670 i feriti confermati sul territorio colpito. Solo nelle ultime 24 ore sono stati ben 200 i razzi lanciati da Hamas verso il territorio israeliano in risposta ai 1090 obiettivi colpiti dagli attacchi dall'esercito di Israele. La risposta israeliana cominciata l'8 luglio ha preso il nome di “Operazione margine protettivo” e potrebbe davvero durare per lungo tempo. Hamas aveva proposto al governo di Netanyahu uno scambio di prigionieri per portare al cessate il fuoco, ma la richiesta è stata seccamente rifiutata con un rischio di guerra sempre più presente e un conflitto che rischia di protrarsi per mesi.

Quali sono i motivi del conflitto?

Come spesso è accaduto sulla Striscia sono piccoli gesti a portare ad escalation di violenza sempre più grandi e terribili. Questa volta la tensione è aumentata esponenzialmente nelle ultime settimane per colpa del ritrovamento del corpo di Mohammed Abu Khedair, un ragazzo palestinese rapito a Gerusalemme e bruciato vivo da un gruppo di ebrei estremisti. Si trattava probabilmente di una ritorsione per il ritrovamento lo scorso 30 giugno dei cadaveri di tre ragazzi israeliani che erano scomparsi qualche settimana fa ad Hebron in Cisgiordania, una delle zona più calde di tutto il territorio. Da allora è iniziato un incrocio di missili e attacchi di grandissime proporzioni, paragonato alla crisi avvenuta nello stesso territorio nel dicembre 2008. Questa volta anche Israele sembra pronta ad un attacco via terra e ad intraprendere una guerra su Hamas non dovesse cessare i suoi attacchi.

Quale sarà il futuro e quando si arriverà ad una tregua?

Difficile dirlo. Sono in molti a parlare della solita crisi ciclica che spesso coinvolge le due fazioni all'interno del territorio. La sensazione è che questa volta si abbia a che fare con qualcosa di leggermente diverso con entrambi determinati ad andare avanti e tenersi strette le proprie ragioni senza alcun punto d'incontro. “Non abbiamo paura delle minacce del nemico – ha detto Ismail Haniye, leader di Hamas - Il sangue dei leader non ha più importanza del sangue dei bambini e delle famiglie". La minaccia è che si possa andare alla lotta per mesi con Netanyahu pronto a invadere la striscia via terra nonostante le rimostranze espresse dagli Stati Uniti. Probabile non si arrivi addirittura a questo, probabile che il conflitto si sgonfi con il passare delle settimane, ma la scia di sangue e morte è certamente destinata ad aumentare. La storia è sempre la stessa, ci si scontra e poi si ritenta una tregua sempre più labile e difficile. Con il tempo il rischio di qualcosa di peggio si fa sempre più presente e un conflitto su più larga scala un'eventualità da considerare con sempre maggiore preoccupazione.

Manuel Lai

Crediti: Archivio web