Gaza: Hamas rifiuta la tregua condizionata, razzi su Israele

A Gaza regna la disperazione
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Dura poche ore la nuova tregua condizionata concessa da Tel Aviv. Hamas rifiuta la presenza di truppe nemiche a Gaza e lancia razzi su Israele, che riprende le ostilità.

Si arricchisce di un'altra, tragica puntata l'interminabile conflitto tra Israele e Palestina. Mentre nel mondo migliaia di cortei inneggiano alla pace e alla liberazione della Palestina, l'ennesima tregua subisce l'ennesima interruzione, stavolta a causa di razzi lanciati dalla striscia di Gaza. Sotto la pressione delle Nazioni Unite, infatti, Israele aveva accettato di prolungare la tregua (già concessa ieri) fino alla mezzanotte di oggi, mettendo però in chiaro che avrebbe risposto ad ogni attacco di matrice palestinese e che non avrebbe interrotto i lavori di demolizione dei tunnel di Hamas iniziati 20 giorni fa nell'ambito dell'operazione “Confine Protettivo”.

Hamas, però, ha respinto la proposta, rifiutando la presenza di truppe israeliane sul proprio territorio, e l'attacco, purtroppo, è arrivato: poco dopo le 8.30 ora locale, cinque razzi hanno colpito le regioni meridionali di Ashdon e Ashkelon, mentre due sono stati intercettati dal sistema di difesa antimissilistica. Un soldato israeliano, però, è rimasto ucciso (il 43esimo dall'inizio dell'operazione, mentre da parte palestinese la cifra ha superato il migliaio, tra combattenti e civili), e Israele ha risposto, pur se per ora – secondo un portavoce dell'esercito – non sono stati lanciati raid aerei. Ancora una volta, insomma, la tregua nel conflitto mediorientale dura molto meno di quanto auspicato: a Gaza si torna a morire, e la diplomazia internazionale dovrà ricominciare da zero un'opera di distensione di cui non si scorge la fine.

Crediti: Archivio web, repubblica.it