Gaza: Guerra su Twitter tra Hamas e Israele a colpi di immagini shock

Il tweet di @IDFspokesman dopo l'uccisione del capo di Hamas
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Parte la guerra del liveblogging su Twitter: l'account ufficiale delle forze armate israeliane e quello del braccio armato di Hamas Alqassam si affrontano a colpi di tweet, immagini e video. Leggi l'analisi di melty.it.

Tra il 2010 e il 2011, è diventato chiaro anche al grande pubblico che i social network avrebbero cambiato il modo di fare informazione. Grazie alla diffusione di internet e di telefoni cellulari sempre più sofisticati, in grado di soostituire telecamere e macchine fotografiche, nel giro di due anni abbiamo avuto gli Indignados e il loro #15M, gli #Occupy, la primavera araba e il gruppo Facebook della rivoluzione siriana, per citare i casi che hanno attirato maggiore attenzione. In queste ore, seguiamo l'evoluzione degli scontri in atto tra Gaza e Israele. Il bilancio provvisorio è di 15 morti palestinesi – tra i quali uno illustre, Al Jabari, capo militare di Hamas – e 3 civili israeliani. All'origine degli scontri c'è l'operazione "Pillar of Defense", lanciata ieri da Israele proprio per colpire Ahmed Jabari. Da lì, l'escalation di violenze ha visto i miliziani palestinesi riversare sulle città meridionali di Israele una scarica di missili - un centinaio per la stampa - esattamente 196 secondo la pagina Twitter delle forze di difesa israeliane, un account verificato dal nome @IDFspokeperson. Ed ecco subentrare la vera novità degli scontri israelo-palestinesi: sulle home dei giornali online di tutto il mondo stiamo vedendo da ore le immagini e le dichiarazioni provenienti direttamente dagli account Twitter delle parti avverse. Al già citato @IDFspokesman si oppone infatti l'account non verificato di Alqassam, @AlqassamBrigade. Entrambi attivissimi sul social network, gli account delle parti in causa stanno bombardando il web con informazioni, dati, immagini e video provenienti dai luoghi dello scontro.

Due riflessioni si impongono. La prima è che, scavalcando il filtro del reporter di guerra, i protagonisti dello scontro si mettono in prima linea per comunicare la loro prospettiva del conflitto, immergendo direttamente l'internauta nella violenza brutale degli attacchi, postando a un ritmo forsennato gli aggiornamenti in diretta. Usato con finalità propagandistiche, Twitter diventa una tentacolare macchina da presa per proiettare immagini shock. Nessuno spiega o contestualizza le notizie; quello che vediamo è un bollettino di guerra accessibile a milioni di utenti. La seconda è che, nel turbinio della conta delle vittime e della pubblicazione di immagini crude, si ha l'impressione di assistere a un botta e risposta che voglia spettacolarizzare la violenza. Esibendo i propri morti a prova della ferocia dell'avversario, le vittime diventano cifre in messaggi da 140 caratteri che si susseguono a un ritmo serrato. Il risultato dell'operazione produce uno straniamento profondo: dall'intimo delle nostre case accediamo alla violenza della guerra strumentalizzata e spettacolarizzata dalle parti in causa, in tempo reale. Non c'è spazio per la riflessione, non c'è spazio per le vittime.

Diviso tra un eccesso di partecipazione e un eccesso di distanza, il fenomeno è sicuramente interessante. Il liveblogging dei diretti interessati ci mostra una prospettiva inedita dell'informazione, prima riservata agli addetti ai lavori. Come per i canali tradizionali, ci troviamo di fronte a dei punti di vista, che però in questo caso sono inequivocabili e dichiarati. Informazione di parte, ma comunque informazione. Allo stesso tempo, il lettore orientato può avere l'impressione che, eliminato il filtro del giornalista, la notizia passi direttamente dalla fonte al destinatario. L'illusione di una maggiore partecipazione agli eventi nasconde comunque i contorni di un obiettivo che punta un'immagine e nasconde il resto. Infine, i vincoli di spazio per il testo, la predilezione per i meccanismi di passaparola fra gli utenti e la presenza di contenuti multimediali caratterizzano "la notizia secondo Twitter". In generale, possiamo dire che social network come Twitter – la cui vocazione è stata da subito l'informazione – stanno accelerando l'evoluzione dei modi di comunicare le notizie, già implicita nello sviluppo del web. Banale dirlo, ma lo sviluppo di questi strumenti dev'essere accompagnato dalla consapevolezza del loro utilizzo.