Garrone, Tullio Giordana e i Taviani: Il meglio del cinema italiano nel 2012

Reality
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Matteo Garrone è l’autore del migliore film italiano dell’anno, ‘Reality’. Lo seguono a ruota Marco Tullio Giordana e i fratelli Taviani. Rivivi il meglio del cinema nostrano nel 2012.

Nell’anno in cui i reality show hanno registrato in Italia i record negativi di audience televisiva, un film intitolato ‘Reality’ si è affermato come migliore prodotto della cinematografia italiana. Secondo la redazione di melty.it ‘Reality’ è un film che “pugnala lo stomaco e indolenzisce i muscoli”, per quella sensazione di disagio che provoca, davanti alla decadenza sociale e culturale della famiglia protagonista. Non è solo la storia più bella dell’anno, ma è anche il più alto momento di arte cinematografica, per come quel disagio viene tradotto in poesia dalle immagini. Al secondo posto della classifica dei film visti dalla redazione di melty.it, c’è ‘Cesare deve morire’ dei Fratelli Taviani. Il film, in corsa per l'Oscar di miglior opera straniera, è un documentario in bianco e nero sulle prove di una rappresentazione teatrale nel carcere di Rebibbia. La maestria dei Taviani sta nel riuscire a investire tutti i luoghi del carcere e nel sovrapporre i personaggi reali (i detenuti) a quelli dell'opera di Shakespeare. Ma rimane un briciolo di amarezza nello spettatore: sono troppo rari i momenti in cui emergono dati reali sulla personalità dei detenuti. L’aspetto documentaristico prevale più di quanto avremmo desiderato.

In terza posizione c’è invece ‘Romanzo di una strage’ di Marco Tullio Giordana. Il film ricostruisce in maniera romanzata i fatti di Piazza Fontana e della stagione stragistica italiana a cavallo tra la fine degli anni 60 e l’inizio degli anni 70. Tanta la carne al fuoco, che conferisce al film un aspetto un po’ troppo frammentato, ma sono straordinarie le interpretazioni di Valerio Mastrandrea (il Commissario Calabresi) e Pierfrancesco Favino (Giuseppe Pinelli). Una bella pagina di storia che meriterebbe un seguito.

Sono tanti i film che avremmo voluto da vedere: da ‘Alì ha gli occhi azzurri’, presentato al Festival di Roma, a ‘Diaz’ (sui fatti del G8 di Genova) e ‘ACAB’ (le faide tra tifosi ultras e forze dell’ordine), passando per ‘Bella Addormentata’ di Bellocchio, ‘Bellas Mariposas’ di Mereu, ‘E’ stato il figlio’ di Ciprì e ‘Io e Te’ di Bertolucci. La delusione dell’anno? Senza dubbio ‘Magnifica presenza’ di Ozpetek, con Elio Germano protagonista. Grandi attori costretti ad agire in un solo luogo, una casa abitata da noiosi fantasmi. E’ un film che manca di luce, sole, spazi esterni, e punta su una storia troppo semplificata. Peccato. Meritano una menzione il documentario ‘Io Sono Li’ di Andrea Segre e ‘Terraferma’ di Emanuele Crialese, che abbiamo visto quest’anno a Parigi ma è uscito nel 2011. Fosse uscito nel 2012, avrebbe conquistato il secondo posto.