Game of Thrones 6x10: Top 5, i momenti più importanti di "The Winds of Winter"

Alcuni dei momenti più importanti del season finale di Game of Thrones 6
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Il season finale di Game of Thrones 6 è arrivato, regalandoci la miglior conclusione di sempre nella storia dello show. Scopri i 5 grandi momenti di “The Winds of Winter”.

Un corvo bianco vola dalla cittadella verso il Nord, portando un messaggio chiaro e inequivocabile: l'inverno è arrivato e sarà il più lungo, freddo e terribile di sempre. Grandi guerre si stanno per scatenare a Westeros, in un “gioco del trono” mai così terrificante. Il season finale di Game of Thrones 6 ci ha regalato, senza mezzi termini, l'ultima puntata più bella nella storia dello show, capace di chiudere alla grande le storyline costruite e aprire la strada verso un futuro che promette grandi cose. Plauso totale agli autori, capaci di valorizzare ogni scelta e di costruire una puntata che, al netto di qualche incertezza, è riuscita a rasentare la perfezione. L'episodio ha funzionato nei sui momenti topici ma anche nell'insieme, grazie ad un'impianto narrativo capace da un lato di curare ogni singola scena nei minimi dettagli, e dall'altro di inserire il tutto in un quadro generale che, per la prima volta, ha assunto la sua forma definitiva. Anni di costruzione e decostruzione per raggiungere un punto focale finalmente palese. Da ora in poi ci si avvierà a grandi passi verso la conclusione della storia; saranno dodici mesi di speculazioni e dubbi, di teorie e paure: proviamo a non pensarci ripercorrendo i 5 momenti più importanti di “The Winds of Winter”.

1. Arya è tornata: Questo finale è stato costruito quasi tutto su momenti più o meno intuibili alla vigilia. L'apparizione di Arya alla tavola imbandita di Walder Frey è stata però una sorpresa anche per noi. La giovane Stark si è dimostrata padrona totale dei poteri acquisiti e, come intuibile, ha ricominciato a portare avanti la sua vendetta e ad aggiornare i nomi nella sua lunga lista. Si è introdotta alle Torri Gemelle a ha ucciso l'uomo più odiato nella storia di Game of Thrones: prima gli ha fatto letteralmente “assaggiare” i suoi figli, poi lo ha guardato negli occhi e gli ha tagliato la gola, regalando agli appassionati una delle vendette più belle che si siano mai viste. Non a caso la telecamera ha indugiato con insistenza sulla gola recisa del cattivissimo personaggio, in un piacere tanto sadico quando dovuto per i fan di mezzo mondo. Un momento che aspettavamo sin dalle Nozze Rosse.

2. Daenerys e Tyrion: Alla Regina dei Draghi sono sempre riservati i momenti più epici delle puntate. Il finale, bello e spettacolare, è stato tutto suo, ma la scena più toccante del suo finale e, probabilmente, di tutta la sua sesta stagione, è stato il confronto con Tyrion. Diretta conseguenza del giusto addio all'inutile Daario, l'incrocio di pareri tra i due si è dimostrato sincero e profondo, carico della debolezza di due personaggi avvolti da sempre una patina di sicurezza ma fragili come pochi altri. Sincere le paure di Daenerys nell'imbarcarsi verso un'avventura carica di dubbi e incertezze; ancora più forte l'umanità di Tyrion nell'essersi nuovamente fidato di qualcuno, nell'essersi sentito parte di un qualcosa di bello che gli ha ridato uno scopo nella vita dopo un'esistenza passata all'ombra della sua ingombrante famiglia. Momento di confronto suggellato da belle parole e dal timbro definitivo su un'alleanza che ha dato i suoi frutti. Un Tyrion commosso ha accolto con gioia la sua nuova carica di Primo Cavaliere del Re. E un po' ci siamo commossi anche noi.

3. Il flashback decisivo: Lo attendevamo da tanto tempo, da quelle prime puntate in cui abbiamo avuto modo di scoprire i nuovi poteri di Bran. Per troppe puntate il giovane ragazzo era sparito dai nostri radar, salvo poi tornare in questo finale giusto in tempo per diventare il nuovo Corvo con Tre Occhi e per osservare da vicino cosa è successo a suo padre a Torre della Gioia. Dal punto di vista puramente realizzativo il momento non ci ha entusiasmato: il tutto si sarebbe potuto rendere con molta più qualità e cura. Pur con la spiacevole sensazione di avere avuto a che fare con una scena buttata li solo perché doveva esserci non possiamo non sottolineare la portata storica del momento che i fan della saga attendevano più di qualsiasi altra cosa. Pur senza dirle apertamente ci sono state svelate le origini di Jon Snow, il segreto che Ned Stark si è portato nella tomba e che ora è venuto fuori, confermando la teoria più importante, quella che ha arrovellato gli appassionati sin dal primissimo romanzo. Con questa conferma tutto prenderà una piega ben diversa, gli eventi assumeranno un valore doppio e il personaggio del “Bastardo” verrà caricato di un'importanza ancor più grande. Per quanto tempo abbiamo sognato questo momento? Ora è realtà.

4. King in the North: La sesta stagione di Game of Thrones sarà certamente ricordata come quella della rivalsa degli Stark. L'affascinante stacco tra il Jon neonato e il Jon adulto ha dato il via alla scena emotivamente più forte della puntata. La riunione di tutte le famiglie del Nord è stata occasione per ribadire la scelta di Sansa di puntare su suo fratello per il futuro della casata, venendo meno a quanto voluto da Ditocorto. L'incontro nella grande sala di Grande Inverno si è lentamente caricato di pathos, valorizzato dal bellissimo discorso della giovane e sempre più amata Lyanna Mormont e dal “mea culpa” di tutte le altre famiglie che, una dopo l'altra, hanno giurato fedeltà al nuovo Re del Nord. Un momento ad alto tasso epico, condito dagli sguardi di soddisfazione di una famiglia che può sorridere dopo anni di oblio e sofferenze. Le nubi nevose che si addensano all'orizzonte sono pericolose e portatrici di sventura, la guerra che dovrà essere affrontata sarà terribile, ma non possiamo non godere di questo raro quanto piacevole momento di felicità.

5. La vendetta di Cersei: Inaspettatamente il momento secondo noi più bello della puntata è stato il lungo inizio. Tutto dedicato ad Approdo del Re e a Cersei, il segmento che ha sancito la vendetta totale e terribile della Regina Madre è stato di una potenza inaudita. Una serie di sequenze perfette in ogni dettaglio, sorprendenti e ben orchestrate, guidate dallo sguardo folle e carico d'odio di un personaggio che aspettava il suo ritorno alla gloria da tanto tempo. Un totale ribaltamento dopo la Camminata dello scorso anno, una serie di momenti da urlo che hanno elevato la puntata come mai ci saremo aspettati. Come nella visione di Bran, Cersei ha usato l'Altofuoco per far esplodere il tempio, il Credo, suo zio e buona parte dei Tyrell. Ha indotto al suicidio suo figlio – unico effetto collaterale di un piano perfetto – e ha ucciso tutti i suoi oppositori, relegando la povera Septa Unella ad un futuro di atroci e terribili sofferenze. Tutto è stato gestito con una cura visiva e narrativa pazzesca, concluso con uno dei momenti più inquietanti e oscuri nella storia della serie: una Cersei di nero vestita proclamata regina di Westeros davanti allo sguardo preoccupato e impaurito di Jaime. Abbiamo avuto paura anche noi.

Manuel Lai

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Crediti: HBO