Game of Thrones 5x09: Recensione e commento "The Dance of Dragons"

Ser Davos e Shireen
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Momenti di pura epicità, una morte straziante e passaggi a vuoto piuttosto grossolani. Tutto questo nell'attesissima puntata 5x09 di Game of Thrones, “The Dance of Dragons”. Leggi commento e recensione dell'episodio.

La attendevamo tutti con un'ansia mista a paura. Stiamo parlando della nona puntata, l'appuntamento che ogni anno Game of Thrones ci riserva con la morte e con gli eventi più importanti della stagione. “The Dance of Dragons”, episodio nove di questa stagione, dimostra però, in linea con quanto successo lo scorso anno, che le cose sono cambiate e che dobbiamo scordarci per sempre episodi da groppo in gola come quelli dedicati alle Nozze Rosse o alla dipartita del povero Ned Stark. Nei Sette Regni non è più tempo di eventi eclatanti e così, ad un passo dal season finale, nella notte tra il 7 e l'8 giugno, ci siamo trovati davanti ad una puntata abbastanza ordinaria, leggermente inferiore alle aspettative ma non per questo povera di eventi e momenti importanti. Intendiamoci, siamo ben lontani da quel capolavoro che è stato settimana scorsa "Hardhome", ma si può comunque essere soddisfatti per una serie di eventi di importanza fondamentale che hanno coinvolto alcuni dei protagonisti. Purtroppo però la puntata è stata ancora una volta azzoppata dalle due storyline più deboli della stagione, quella di Dorne e quella dedicata ad Arya, cui è stato dedicato un minutaggio eccessivo e un peso troppo grande da sopportare anche per il fan più accanito. Ma andiamo con ordine con la recensione di melty.

Game of Thrones 5x09: Recensione e commento "The Dance of Dragons"

Questo pre season finale di Game of Thrones 5 si è dipanato tra pochi eventi, catalizzando l'attenzione dello spettatore su due momenti ben precisi, quelli che hanno costituito il corpo di tutta la puntata. Il resto, non ce ne vogliano Arya, Jon e Jaime è stato pura e inutile accademia. Se per Jon abbiamo piacevolmente sopportato il suo ritorno alla Barriera tra gli sguardi truci dei suoi confratelli, lo stesso non si può dire per la situazione a Dorne, troppo lunga e di una pesantezza al limite del sopportabile. La conclusione apparente di questa vicenda, inutile come il modo in cui è stata costruita, è il vero emblema di quello che in gergo più o meno tecnico viene definito riempitivo, un modo come un altro per arrivare senza batter ciglio alla durata standard di una puntata. Anche la vicenda dedicata ad Arya, partita in modo parecchio promettente a inizio stagione, si è da qualche tempo arenata in un gioco poco interessante e narrativamente molto debole. Anche l'arrivo a Braavos di Ser Meryn e la conseguente voglia di vendetta della ragazza non sembrano, per ora, capaci di risollevare la situazione. Ben diversa la situazione a nord, nel quale sin dall'inizio si è respirata aria di tensione e di eventi piuttosto importanti. Proprio la vicenda di Stannis è stato il fulcro emotivo e narrativo della puntata.

Game of Thrones 5x09: Recensione e commento "The Dance of Dragons"

La situazione nell'accampamento del legittimo erede al trono è stata davvero ben costruita, soprattutto dal punto di vista emozionale. I dubbi di un padre, il fanatismo delle persone di cui si circonda, la gentilezza e la bontà di una bambina costretta al sacrificio estremo per un bene più grande che non si può comprendere fino in fondo. Nei dialoghi che hanno coinvolto Shireen e Ser Davos e in quelli successivi tra la piccola e suo padre con i rimandi al racconto “The Dance of Dragons”, abbiamo visto riassunti tutti i motivi per cui Game of Thrones e una grande serie. Un momento costruito in maniera perfetta e culminato nella tragedia finale che già ci era stata in parte preannunciata negli episodi passati. Un momento straziante, di quelli cattivi e senza speranza cui la serie ci ha da sempre abituato. Nessuna salvezza, nessun rimorso e nessun tipo di redenzione. Questa serie ha deciso per l'ennesima volta di colpire duro il suo pubblico e di non smentirsi, rimanendo più che mai fedele a se stessa, anche al limite della ripetitività. Gli elementi con cui vuole giocare sono ormai chiari e vengono portati avanti con un'abnegazione invidiabile e difficilmente riscontrabile in altre serie. La scelta di Stannis, fino a questo momento considerato il più legittimo tra i pretendenti al Trono di Spade, rimette il personaggio a livello di tutti gli altri: nessuno in questa vicenda è buono o cattivo, tutti si macchiano di azioni terribili pur di raggiungere i loro scopi, tutti compiono scelte moralmente discutibili. Probabilmente però quanto visto oggi rappresenta una delle scene più crudeli e strazianti che la serie ci abbia mai mostrato.

Game of Thrones 5x09: Recensione e commento "The Dance of Dragons"

Da una tragedia a una lunga sequenza di pura epicità e in pieno stile fantasy. Dopo la battaglia di Hardhome ci si aspettava grandi cose anche dalla riapertura delle Fosse di Combattimento in quel di Meereen. La scena, costruita in modo spettacolare e particolareggiato, pur se con una resa decisamente inferiore rispetto alla battaglia della scorsa settimana, si è fatta apprezzare per numerosi elementi, per il sapiente modo in cui ha saputo alternare violenza e dialoghi brillanti e per la graduale introduzione, con colpi di scena annessi, di momenti piuttosto importanti quali l'arrivo di Jorah, l'agguato delle Arpie e l'arrivo inaspettato di Drogon. Visivamente si è notato più di un passo falso e alcune scelte registiche ci hanno lasciato leggermente perplessi. Belli i combattimenti singoli, ma forse troppo lenta la situazione per risultare del tutto credibile. Straordinario invece l'arrivo di Drogon, epico in tutta la sua bellezza e spettacolare nella sua realizzazione, con il volo finale davvero ben realizzato, seppur nei limiti di un prodotto che è tornato magicamente sulla terra rispetto alla magniloquenza dell'episodio 5x08. Un evento che comunque apre scenari entusiasmanti e che troveranno certamente risposta nella prossima puntata. Hizdahr è stato incredibilmente ucciso, Dani e Jorah hanno in qualche modo appianato le loro divergenze, Tyrion è tornato ad essere quello di un tempo.

Game of Thrones 5x09: Recensione e commento "The Dance of Dragons"

Secondo noi questo è stato un episodio che ha funzionato a metà. La puntata più attesa si è dovuta scontrare con le necessità di una sceneggiatura che doveva per forza portare avanti anche le sue storyline più deboli. Colpa di una stagione che poteva nel suo complesso essere costruita molto meglio. Dorne ha palesato per l'ennesima volta tutta la sua inutilità e Arya continua a volare basso senza mai riuscire a decollare. Il tutto si è parzialmente risolto con i due centri nevralgici, quelli che ci hanno regalato i momenti migliori sin dal primo episodio; il nord e il sud. Meereen ci ha regalato una buona dose d'azione, non spettacolare come la scorsa puntata – probabilmente apice per lungo tempo irripetibile – ma comunque di pregevolissima fattura e con una mole infinita di momenti importanti e da pelle d'oca. Una scelta ben precisa per distogliere volutamente l'attenzione dalla scena straziante e crudele mostrataci con il sacrificio di Shireen, momento che si farà sentire a lungo nel cuore degli spettatori e che sarà carne da macello per tutti i detrattori della serie. La nona puntata di Game of Thrones 5 non è stata il capolavoro che ci aspettavamo, ma per l'ennesima volta non ha confermato tutti i suoi elementi caratteristici e ce li ha consegnati in una puntata dallo stile ormai consolidato da cinque anni di messa in onda. In poche scene sono successi alcuni degli avvenimenti più importanti di questa stagione, spunti per provare a capire il futuro della serie e che ci mostrano, per l'ennesima volta, quanto gli autori abbiano deciso di staccarsi dai romanzi di Martin. Sarà davvero la scelta migliore?

Manuel Lai

Crediti: HBO