Game of Thrones 5x04: Streaming, Recensione e commento "Sons of the Harpy"

Ditocorto e Sansa in uno dei dialoghi migliori della 5x04
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L'atmosfera inizia a farsi tesa e rovente in Game of Thrones 5. Nella puntata 5x04 “Sons of the Harpy” è stata tanta la carne al fuoco, con la tensione alle stelle e l'ennesima - probabile - morte eccellente. Leggi recensione e commento dell'episodio.

Quasi nessun attimo di respiro in questa quarta puntata di Game of Thrones 5. “Sons of the Harpy”, nuovo episodio di questa appassionante stagione andato in onda nella notte tra il 3 e il 4 maggio, ci ha regalato attimi di pura tensione emotiva e visiva in un susseguirsi quasi schizofrenico di tutte le storyline principali di questa stagione. L'episodio 5x04 ha fatto sfoggio della chiara struttura della più classica delle puntate di metà stagione; rispetto ai primi tre appuntamenti il ritmo è stato molto più sostenuto, con un susseguirsi di eventi rapido e conciso e una storia che è andata avanti spedita in ogni angolo di Westeros. Il tempo delle lunghe introduzioni sembra essere finalmente terminato, l'azione è entrata nel vivo e le cose hanno cominciato a farsi parecchio interessanti. Dalle premesse ci saremo aspettati una lunga digressione sulla situazione di Daenerys: Sorprendentemente invece, Dave Hill, sceneggiatore della puntata, mescola le carte in tavola e ci propone una puntata dalla struttura ben precisa, dal montaggio veloce e con una ricchezza di contenuti che ancora non si era vista in questa stagione. Compiuto il lavoro di fino con i primi tre episodi, Benioff e Weiss hanno deciso di affidare ad un altro sceneggiatore il fulcro centrale della stagione, la colonna portante di Game of Thrones 5.

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Apertura e chiusura sono state in qualche modo affidate a due gruppi di persone che, in modi totalmente differenti, stanno mettendo a ferro e fuoco le loro città. Da una parte, ad Approdo del Re, sono i Passeri a portare avanti la loro azione purificatrice da tutti i peccati che affliggono la città. Dall'altra, a Meereen, sono i Figli dell'Arpia a mettere a ferro e fuoco la città, uccidendo tutto ciò che è in qualche modo collegato alla nuova regina. Entrambi questi avvenimenti hanno portato a due momenti sconvolgenti e inaspettati che potrebbero cambiare per sempre gli equilibri narrativi e lo stesso svolgersi della vicenda, con conseguenze indicibili in tutta Westeros. Il finale di puntata ci ha tormentato con l'inattesa morte del povero Ser Barristan Selmy, trafitto dai rivoltosi della città nel tentativo di sedare una rivolta contro gli Immacolati e salvare la vita (?) al povero Verme Grigio. Un lungo combattimento, di quelli altamente spettacolari e ricchi di azione cui la serie ci ha abituato, ci ha mostrato tutta la crudeltà di questi misteriosi rivoltosi, regalando al personaggio interpretato da Ian McElhinney un commiato degno di questo nome. Peccato che la sua figura non sia mai stata del tutto approfondita come probabilmente avrebbe meritato. La sua dipartita - non del tutto certa ma quasi sicura - potrebbe avere pesanti conseguenze sulla tenuta emotiva della povera Daenerys, aprendo scenari catastrofici e nubi piuttosto fosche all'orizzonte.

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Ancora più forte e inquietante è stato lo scorcio dedicato ad Approdo del Re e ai Passeri, senza alcun dubbio il miglior momento dell'intera puntata. Onore al merito ad una Cersei sempre più cattiva e spietata e al suo piano infallibile e malvagio. Prima ha allontanato dalla capitale Mace Tyrell, poi ha deciso di ridare il potere perduto all'Alto Passero e ai suoi seguaci ridando vita al Credo Militante, braccio armato del culto. I puntini si sono collegati perfettamente quando i folli adepti, in tutta la loro violenza e cattiveria hanno rinchiuso in una cella Loras Tyrell, scatenando la comprensibile rabbia di Margaery e palesando tutta l'inutilità di Tommen nel ruolo di Re dei Sette Regni. Da applausi il montaggio visivo e sonoro della follia crescente del Credo, con Lancel al centro della scena in uno dei momenti più violenti e disturbanti dell'intera puntata. Anche qui le conseguenze iniziano già ad essere spropositate, con lo scontro tra Margaery e Cersei sempre più vicino e il Culto dei Sette Dei che sta prendendo in mano un potere in poco tempo diventato incontrollabile. In mezzo a questi due poli narrativi strategicamente posizionati agli opposti dell'arco teso di questa 5x04, abbiamo avuto modo di correre a lunghe falcate in mezzo a tutte le altre vicende più interessanti.

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All'appello sono mancati solo i fino ad ora abbastanza inutili Brienne e Pod, e Arya Stark e la sua Casa del Bianco e del Nero, la cui storyline ci ha per ora abbastanza deluso. Il resto è stato un intreccio perfetto di momenti molto diversi l'uno dall'altro. Ognuno di essi meriterebbe un capitolo a parte per profondità di significato e importanza negli equilibri stessi della serie e nei rapporti tra i personaggi. In ordine sparso, abbiamo avuto modo di vedere Melisandre palesare esplicitamente tutto il suo interesse per Jon Snow, con il Lord Comandante che a stento è riuscito a resistere e una chiusa finale inquietante e terribile della sempre più misteriosa Sacerdotessa Rossa; Stannis è finalmente riuscito ad aprire il suo cuore alla giovane figlia, in un momento stranamente tenero e commuovente, di quelli che la serie non regala quasi mai; Sansa ha avuto modo di scoprire gran parte del piano di Ditocorto, in un dialogo dal significato epocale, con importanti rivelazioni sul passato dei Sette Regni e sulla figura di Rhaegar Targaryen e del suo amore per Lyanna Stark; Jaime e Bronn sono arrivati a Dorne, mentre le Serpi delle Sabbie e Ellaria Sand si preparano alla loro sanguinosa guerra vendicativa; Jorah, in viaggio per mare con Tyrion, ha purtroppo per lui scoperto le abilità deduttive, sarcastiche e sagaci del suo prigioniero.

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Anche l'elemento apparentemente più insignificante è sembrato qui totalmente al suo posto, con una serie lunghissima di avvenimenti dal peso specifico enorme da annotare e stamparsi a mente in vista delle prossime puntate. Onore ad una 5x04 quasi perfetta, apprezzabile per una costruzione ragionata e per nulla scontata, vista la ricchezza di contenuto intorno al quale si è dipanata. Tutto questo ci va a confermare su tutta la linea quanto di buono fatto sino a questo momento da Game of Thrones 5. Questa quinta stagione continua a crescere puntata dopo puntata, affilando le unghie in vista di un proseguo sempre più interessante e incerto. Gli autori sembrano riuscire con sempre maggiore naturalezza a districarsi tra le vicende di tutti i loro protagonisti: hanno imparato a farlo con ritmo, con una coerenza interna invidiabile e alternando sapientemente ogni elemento a loro disposizione. Che siano momenti di pura azione, di tensione, di violenza, semplici dialoghi o momenti più leggeri, non sembra venire mai meno la forza di una serie che continua a camminare sicura sui suoi passi, con una vicenda maestosa e bellissima, sempre ricca di colpi di scena e mai banale, valorizzata da una cura nel dettaglio tecnico e visivo di livello quasi cinematografico.

Manuel Lai

Crediti: Spoiler Tv, Web, HBO