Frank Miller: “Hollywood rovina tutte le graphic novel”, l’incontro al Comic Con di Parigi

Frank Miller al Comic Con di Parigi
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Il regista e disegnatore ha parlato di fumetti, di cinema, del suo nuovo progetto dedicato al “Cavaliere Oscuro” e di come Hollywood non sia in grado di fare buoni comic movies.

Frank Miller è stato l’ospite d’onore del Comic Con di Parigi. Presentatosi sul palco principale della kermesse con il fedele collega e amico Brian Azzarello (con il quale ha da poco realizzato l’attesissimo fumetto “The Dark Knight III: The ;Master Race”), Frank Miller ha sfoderato il consueto stile noir, con cappellaccio nero calato in testa, giacca scura e maglietta con bandiera americana. Il leggendario fumettista che ha trasformato i supereroi in una forma d’intrattenimento adulta, cupa e noir, colui che h portato sullo schermo “Sin City”, uno dei film più influenti del cinema di genere degli ultimi anni, e soprattutto colui che ha, di fatto, inventato “Il Ritorno del Cavaliere Oscuro”, è apparso in forma e arzillo, con il consueto sguardo luciferino che controbilanciava la debolezza fisica data dall’età. Durante il doppio incontro che ha tenuto con la stampa e i fan, Frank Miller ha parlato a braccio di tutto: dei fumetti, di cinema, del suo nuovo progetto dedicato al “Cavaliere Oscuro” e, con particolare insistenza, di come Hollywood non sia in grado di fare buoni comic movies.

Intervistato sul palco principale del Comic Con dal giornalista francese Frederic Benudis, Frank Miller ha iniziato il suo lungo intervento scherzando sulle differenze tra il Comic Con di Parigi e quello di San Diego: “L’unica vera differenza è che a Parigi le ragazze sono più belle”, ha detto con tono sornione, facendo sorridere la sala. Parlando sempre della Francia, Frank Miller ha avuto modo di raccontare quali sono stati i comic francesi che più lo hanno influenzato: su tutti Jacques Tardi, Moebius e Hugo Pratt. Il disegnatore di Olney ha anche ammesso di aver dovuto affittare un camion per stivare tutti i fumetti che si è comprato nel suo soggiorno parigino. Successivamente, la discussione si è spostata sul cinema, in particolare sulla grande era dei cinecomics che stiamo vivendo negli ultimi anni. Bonudis ha chiesto a Miller cosa pensasse della recente dichiarazione di Steven Spielberg, che aveva pronosticato la fine imminente dei cinefumetti, paragonandoli ai grandi generi della Hollywood classica come il western e il monster movie.

Il regista ha risposto bacchettando il regista di Schindler’s List: “Penso che Steven si sbagli di grosso. I generi che lui definisce ‘morti’ in realtà non sono mai finiti. Basta pensare al western, la cui morte è stata annunciata tantissime volte e che è continuato a resuscitare ogni volta. I film romantici non sono scomparsi; il noir è ancora vivo. Si pensi per esempio al Monster Movie, dato per spacciato a fine anni ’70 e che pochi anni dopo vedrà l’arrivo di un capolavoro come ‘Alien’ ”. Anche se non moriranno presto, tuttavia, i cinefumetti che invadono le sale cinematografiche di tutto il mondo non piacciono per nulla a Frank Miller, che ha spiegato in modo velenoso il modo in cui Hollywood –sistematicamente – distrugge i fumetti da cui trae i film.

"Ad Hollywood esiste una cosa che viene chiamata 'development process', che consiste nel prendere un'idea e sottoporla ad un gruppo ristretto di idioti. I quali idioti la trasformano in qualcosa di molto simile a quello che Hollywood vuole. Per me il 'development process' dovrebbe essere chiamato 'processo di distruzione'". La vera differenza tra i cinefumetti e i fumetti da cui sono tratti, ha concluso Miller, sono i soldi: “nel mondo dei fumetti americani c’è una grande libertà creativa; libertà che viene incoraggiata dall’ambiente stesso. Non vale lo stesso per quanto riguarda l’industria dei film Marvel e DC, dove non si finanzia chi propone un’idea; ma si prende una idea e si finanzia chi è disposto a cambiarla in chiave cinematografica”.

Fumettista leggendario che ha dialogato più volte con il cinema, a volte uscendone vincente (come nel caso del primo “Sin City”, diventano un vero cult) e a volte malamente (“Sin City 2” è stato un flop commerciale ed è stato stroncato dalla critica), Frank Miller ha chiuso parlando del suo nuovo progetto “The Dark Knight III: The Master Race”, fumetto che ha concepito insieme all’amico Brian Azzarello e che uscirà nel 2016. Infine, Miller ha voluto concludere con un interessante parallelismo dal sapore antropologico tra i supereroi dei fumetti e gli Dei dell’antica Grecia: “I Supereroi sono gli Dei moderni: uniscono l’eleganza, la forza delle divinità antiche con la tecnologia moderna: Superman è Ercole, Flash è Mercurio. Sono un’evoluzione di ciò che gli Dei rappresentavano per la popolazione della Grecia classica”.

Crediti: web , frank miller comic con 2015