Francesco Rosi: Morto il regista di "Le mani sulla città"

Francesco Rosi morto
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Si è spento a Roma a 92 anni Francesco Rosi. Il suo cinema di denuncia con pellicole come "Le mani sulla città" e " Salvatore Giuliano" segnò una vera e propria rivoluzione in Italia.

Non c'è pace per la città del Golfo, che dopo Pino Daniele perde un altro eccellente artista che pure l'aveva raccontata con incredibile lucidità e fedeltà ai fatti: Francesco Rosi, indimenticabile regista di capolavori come "Le mani sulla città" e "Salvatore Giuliano" se n'è andato a 92 anni, ultimo esponente di una grande stagione del cinema italiano. Dopo aver frequentato il liceo Umberto Napoli, il giovane Francesco si avvicinò alla cinematografia grazie alle collaborazioni con Ettore Giannini e Luchino Visconti, fino alla sua prima prova dietro la macchina da presa con "La sfida". Seguirono le sue pellicole più celebri, guidate dalla volontà di raccontare la cronaca e smascherare le illecite collisioni tra Stato e criminalità come in "Le Mani sulla città", che gli valse il Leone d'oro alla Mostra del cinema di Venezia del 1963. Negli anni 70' un altro grande periodo, segnato dal sodalizio con Gian Maria Volontè in pellicole come "Uomini contro", "Lucky Luciano" e "Il Caso Mattei", Palma D'oro a Cannes nel 1972.

Francesco Rosi: Morto il regista di "Le mani sulla città"

Tra le ultime pellicole di successo si ricordano "Cristo si è fermato a Eboli", "Cadaveri eccellenti" e "Tre fratelli", salvo poi fare ritorno alla regia teatrale e, in particolare, all'amato Eduardo. Francesco Rosi lascia in dono al cinema italiano una serie di film indimenticabili e un lucido, amaro ritratto della penisola nel periodo del boom economico, prediligendo una dimensione della cinematografia più vicina al filone d'inchiesta che prima di lui nessuno aveva osato perseguire. Rosi ha raccontato le pagine più buie della nostra storia senza moralismi o stucchevoli pretese, ma puntando a mostrare sempre e comunque la verità, per quanto scomoda essa potesse essere.

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