Fluon, Andy: “Futura Resistenza, la forza di un'idea finanziata direttamente dai fan”

Andy, voce dei Fluon
Ecrit par

Fluon è il nuovo progetto discografico di Andy dei Bluvertigo. Abbiamo avuto il piacere di intervistarlo insieme alla sua nuova band, alla scoperta della loro “Futura resistenza” direttamente finanziata dai fan. Scopri di più su melty.it.

In principio era un laboratorio d'arte e creatività, legato indissolubilmente alla pittura e alla fotografia. Con il tempo è diventato di più. Fluon è il progetto di Andy, Faber, Fabio Mittino e Luca Urbani, quattro musicisti di grande esperienza pronti a proporre qualcosa di diverso, a portare avanti “la forza di un'idea”, nonostante gli anni passino, nonostante la paura di non essere una novità, nonostante i Bluvertigo. Andy è infatti il noto fondatore, insieme a Morgan, della band, tra le più influenti degli anni 90'. Personaggio eclettico e poliedrico, in redazione ha sfoggiato tutte le sue peculiarità: pantaloni zebrati, accendino e conchiglia come orpelli per condire le sonorità del suo cantato. “Futura resistenza” è il suo primo disco con i Fluon, distribuito da “The Orchard” e finanziato direttamente dai fan tramite MusicRaiser e il crowd-funding. Una scelta d'indipendenza e autonomia che ha permesso ai quattro di curare sotto ogni aspetto la nascita e lo sviluppo del disco: “Siamo l'emblema per il quale una casa discografica ci manderebbe a cxxxxe. Ogni copia è costata 3 euro e 20 perché è preziosa. Volevamo una cosa molto curata sia a livello sonoro che a livello di confezionamento”. Per l'uscita del disco è stato infatti preparato dallo stesso Andy un dipinto di un metro che è stato poi sezionato in cento parti. Ognuna di queste è stata poi inserita nelle prime 100 copie della “limited edition” per ringraziare i fan che hanno riposto soldi e fiducia nel progetto. Artista dall'aria naif, quasi stralunata, Andy ha ormai 42 anni, lo sguardo assente ma proiettato verso il futuro. Il presente, non gli va tanto a genio.

Andy con gli occhiali di melty
Andy con gli occhiali di melty

Andy, Fluon è nato come un laboratorio artistico che ha in seguito sviluppato una nuova parte musicale. Com'è stato il passaggio tra le due realtà? É stata una naturale evoluzione. Fluon è uno spazio fisico, un capannone industriale a San Rocco, nella periferia di Monza. All'interno svolgiamo attività legate alla pittura, alla fotografia e alla video arte. Col formarsi della band è diventato anche il luogo delle prove del tour e di quello che è il nostro primo disco, “Futura Resistenza”. E' diventato il campo base della nostra creatività. Fluon non è altro che un contenitore dove ognuno di noi quattro mette degli elementi: persone semplici che fanno cose speciali.

Cosa si intende per “Futura Resistenza”? “Futura Resistenza” è semplicemente la forza di un'idea. Vista la condizione attuale di dispersione e “sfocatura” di intenzioni, la forza di un'idea può contraddistinguere e può davvero permettere una sopravvivenza.

Perché la scelta di produrre il disco tramite il crowd-funding? Fa parte del concetto stesso di “Futura resistenza”, della ricerca di meccanismi alternativi, di trovare qualcosa di diverso per la realizzazione di un progetto. Frequento le case discografiche dal 1989 e sinceramente l'ultimo pensiero era di andare a chiedere ad una multinazionale di fare un disco. MusicRaiser, il crowd-funding e i nostri sostenitori ci hanno permesso di capire che se lavori bene e comunichi nel modo giusto quello che ti interessa fare puoi avere anche il tuo risultato, puoi ricevere quell'aiuto che molte persone ci hanno effettivamente concesso fidandosi, a scatola chiusa.

Vi ha sorpreso questo affetto dei fan? Mi ha stupito molto. Alla mia età, se non arrivi a utilizzare i social network e il web non vai da nessuna parte. Io sono arrivato davvero in ritardo nell'utilizzo di internet. Se riesci a utilizzarlo in forma attiva e non passiva c'è veramente la possibilità di condividere idee e di avere un vero supporto. Senza i nostri sostenitori non avremo potuto realizzare il nostro LP. Volevamo far seguire le fasi di evoluzione del progetto giorno per giorno, colore per colore, taglio per taglio. Ogni persona ha seguito con grande emozione quello che pubblicavamo.

Quali differenze ci sono tra il mondo social e del crowd funding e quello della discografia classica? Mi piace molto il concetto di indipendenza se però conosci le regole del gioco. Abbiamo avuto l'opportunità di distribuire il nostro lavoro tramite “The Orchard”. Mi ricordano i discografici appassionati di 20 anni fa, che si fanno venire delle intuizioni belle, che parlano un altro codice. Queste nuove realtà possono operare in maniera molto più simile a quello che faceva prima la discografia. Per la prima volta, a 42 anni suonati, so quanto guadagno su ogni disco. Abbiamo deciso sia la distribuzione digitale che quella del supporto fisico in soli 4 giorni. Con i Bluvertigo ci avrei messo un mese e mezzo, non ci avrei capito un cxxxo e ci avrebbero comunque rubato tutto.

E i live? Cosa c'è da aspettarsi? Saremo pronti con la fine di maggio. La ricerca nel live sarà anche visiva, mentre le frequenze andranno verso un minimalismo sonoro. Il mio passato è sempre stato molto più legato alla farcitura. Lavorare con Morgan significava fare un “hamburger”, una “Saint Honoré”, una “pasta coi broccoli” e fare tutto un frullato di sovrapposizioni. In questo caso abbiamo deciso di portare avanti un processo opposto: parole e suggestioni semplici che hanno però tanti significati e sonorità variegate. Io ora lavoro per sottrazione. Vogliamo la nostra musica sia performante con ogni tipo di supporto, dal computer senza casse all'impianto di un supermercato. Questa è la cosa che mi piace di più di “Futura Resistenza”.

Cosa è successo ai Bluvertigo? Dopo la vostra reunion nel 2008 che sembra ormai accantonata avete dei progetti per il futuro? É successo che Morgan non si ricorda più dove ha salvato i file sui quali stavamo lavorando. Faremo una data (il 4 aprile n.d.r.) in commemorazione e celebrazione di un caro amico scomparso da poco, Thomas Balsamini, fondatore del Velvet Club di Rimini. Però allo stesso tempo Morgan è da un mese che non risponde al telefono. Quindi non so, vederemo.

Da quando non ci sono più i Bluvertigo c'è un pubblico che è diventato orfano di un certo tipo di sonorità. Il vostro disco è anche per loro? No, non c'entra nulla. In molti sono convinti che sia la mia manovra post Bluvertigo, ma sono tutte balle. Quel disco l'han fatto gli altri: Faber, Fabio e Luca. Io ho solo cantato e ho semplicemente delegato, sbattendomene di quelle che sono le chiacchiere da bar o da web. Non ha nulla a che vedere con i Bluvertigo. E' una nuova fase.

Cosa ne pensi della scena musicale indipendente italiana? A mio parere è inesistente la realtà indipendente, proprio perché discograficamente gli indipendenti hanno fatto peggio delle multinazionali. Vedo tutto questo sulla pelle di Beatrice Antolini, autrice fenomenale, bistrattata da un mondo con la barba, noioso e lamentoso. Penso non ci sia una nuova realtà indipendente, ma allo stesso tempo ci sono sale d'incisione piene di grandi talenti. Devono solo aprire gli occhi e vedere meglio quali sono le loro prospettive. Le realtà interessanti ci sono, ma sono inserite in un mondo mediatico che non lascia spazio se non a questa balla dei talent show. Anche nel web purtroppo c'è molto caos, si fa troppa confusione, tutto si brucia in un attimo, anche l'ascolto. Noi ci stiamo confrontando su questo tipo di nuova realtà, ma siamo sul pezzo!

Se ti proponessero di fare il giudice in un talent show accetteresti? Dipende dai soldi che ci sono di mezzo. Quello della televisione è un habitat che non mi piace: persone che si buttano nella mischia e si esibiscono per 30 secondi a cappella con Morgan che dorme e deve giudicare. Non mi piace il meccanismo, però se mi proponessero un sacco di soldi, magari, per quei due mesi, mi sbatterei e poi ottimizzerei i guadagni con i miei amici e con il mio progetto. E se mi dicono che sono un venduto gli dico che è vero, però poi almeno avrei i soldi per poter continuare a fare quello che mi piace.

I Fluon e la redazione di melty.it
I Fluon e la redazione di melty.it
meltyUnplugged - Andy e i Fluon
I Fluon e la redazione di melty.it
meltyUnplugged - I Fluon
I Fluon e la redazione di melty.it
meltyUnplugged - I Fluon e Andy
I Fluon e la redazione di melty.it
meltyUnplugged - L'esibizione dei Fluon
I Fluon e la redazione di melty.it
meltyUnplugged - I Fluon rispondono alle nostre domande
I Fluon e la redazione di melty.it
Crediti: melty.it