Fiorella Mannoia: Tour europeo, Fedez e Taranto, la Rossa a tutto campo (intervista)

Fiorella Mannoia . L'intervista per melty
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In occasione del suo tour europeo melty ha intervistato Fiorella Mannoia, la Rossa per eccellenza della musica italiana. Una chiacchierata sulle nuove leve Fedez e Marco Mengoni, la crisi delle vendite e il Primo Maggio di Taranto.

“Apprezzo molto la carriera di Marco Mengoni. Lo osservo da un po’: ha saputo dosare le sue uscite, scegliendo bene le sue canzoni”. A parlare così bene del Guerriero non è l’ammiratore di turno, ma la Rossa più famosa della musica italiana. Fiorella Mannoia si è raccontata a melty in occasione del breve tour europeo che la vedrà impegnata in tre concerti in altrettante capitali del Vecchio Continente: Bruxelles (28 maggio), Parigi e Londra (29 e 31 dello stesso mese). Una chiacchierata spontanea e schietta - cullata dalla proverbiale voce calda di Fiorella Mannoia - in cui si sono toccati vari temi: dalla “generazione talent” con le nuove leve Fedez e Mengoni, al Festival di Sanremo – a cui l’artista ha più volte partecipato – fino all'imminente Primo Maggio di Taranto e i numerosi problemi che tormentano questa città, sui quali “vale sempre la pena puntare i riflettori”.

Fiorella Mannoia: Tour europeo, Fedez e Taranto, la Rossa a tutto campo (intervista)

Che effetto fa tornare a cantare in Europa dopo tanto tempo? In questo momento sono in tournée, quindi i concerti europei saranno un prosieguo dell’attuale tour italiano. Sarà naturalmente un’emozione fortissima, una bella esperienza da vivere: pensa che ho cantato all'estero solo una volta, in Francia e in Germania. In Italia conosci bene il livello della tua popolarità, quando sei in terra straniera, invece c’è sempre l’incognita: è quasi un rimettersi in gioco. In occasione del concerto di Parigi, comunque, forse aggiungerò in scaletta qualche canzone in francese, ma ancora non è sicuro.

Com'è cambiato il pubblico dei tuoi concerti? Ci sono anche giovanissimi? Si, ultimamente ho notato più giovani durante i miei concerti. Si può dire che adesso il mio pubblico comprende tre generazioni: i nonni, i genitori ed i figli.

Sei stata a Sanremo tante volte. Come giudichi la sua evoluzione negli anni? Ti dirò, il Festival di Sanremo è sempre uguale: certo, alterna momenti di splendore e momenti di offuscamento. Gli italiani, in ogni caso, lo guardano e lo guarderanno comunque: la gente si diverte tantissimo a criticare la manifestazione, il vestito, la valletta, l’artista ecc. L’ultima edizione condotta da Carlo Conti ha segnato un ritorno alla tradizione. Mi è piaciuta: Conti ha saputo reggere Sanremo. Si è trattato di Festival con un presentatore non protagonista, ma un presentatore e basta, come dovrebbe essere sempre.

Fiorella Mannoia: Tour europeo, Fedez e Taranto, la Rossa a tutto campo (intervista)

Tra i giovani artisti italiani c’è qualcuno che apprezzi particolarmente? Apprezzo molto la carriera di Marco Mengoni. Lo osservo da un po’: ha saputo dosare le sue uscite, scegliendo bene le sue canzoni. Mengoni è uscito dai talent, ma ha saputo seguire un percorso utile per la sua crescita artistica. Sono tantissimi quelli che vengono “tritati” dai talent show, chi ha del talento vero, però, ce la fa a venire fuori. Non si deve dormire sugli allori: questa è la regola d’oro.

Pensi che Marco Mengoni sarebbe diventato famoso anche senza passare dai talent? Questo non so dirtelo e non so dirti nemmeno se questa logica dei talent sia giusta. Non dovrebbe esserlo, ma è pur sempre la realtà. Quello che posso dirti è che qualsiasi artista emergente deve sempre immaginarsi un percorso. Non sono solo i talent che stritolano, ma il sistema musicale in generale. Non è certo un mistero la crisi delle case discografiche: non si investe più come una volta, prima si dovevano fare 3 o 4 dischi prima di diventare noti.

E Fedez? Fa bene ad esporsi così tanto politicamente? Fedez ancora prima di essere un rapper è un cittadino di questo Paese: se sente il bisogno di farlo, ne ha tutto il diritto. Anche io mi espongo, ma ho paura della strumentalizzazione legata al mio nome, per questo lo faccio, ma in maniera meno diretta. Lo faccio attraverso le mie pagine social e quando sono sul palco, nulla di più. >>> Leggi su meltybuzz: Fiorella Mannoia vs Salvini e Santanchè: "Ai barconi vadano a sparare loro"

Fiorella Mannoia: Tour europeo, Fedez e Taranto, la Rossa a tutto campo (intervista)

Si vocifera che sarai al Primo Maggio di Taranto anche quest’anno: è vero? Samuel dei Subsonica ci ha rivelato che lo preferisce di gran lunga al Concertone di Roma… No, purtroppo quest’anno non sarò a Taranto, dal momento che ho una data del tour il giorno prima e una il giorno dopo. Sono d’accordo con i Subsonica: ormai il Primo Maggio di Roma è un evento televisivo, ha perso il suo vero significato. Penso piuttosto alla prima edizione di Taranto: non è stata economica, di più. È ad oggi la manifestazione che meglio rappresenta la festa dei lavoratori. Io ho partecipato alla prima edizione: fu meravigliosa, un evento genuino e naif. La forza del Primo Maggio di Taranto, festa apartitica e apolitica, è nel realizzare un vero e proprio omaggio alla città: è sempre giusto tenere i riflettori puntati su Taranto, dati i suoi numerosi problemi.

Crediti: web